Il sabato del Fuji Speedway si è trasformato in un palcoscenico di pura drammaticità agonistica per il sesto round della Super Formula. Quella che doveva essere la giornata della storica consacrazione di Zak O’Sullivan si è invece tramutata nel capolavoro tattico e velocistico di Kakunoshin Ohta, capace di ribaltare una qualifica da incubo in una vittoria che profuma pesantemente di titolo.
Tutto è iniziato sotto il cielo plumbeo del mattino, quando una sessione di qualifiche condizionata dalla pioggia ha letteralmente rimescolato le carte in tavola. I big del campionato sono caduti uno dopo l’altro nelle trappole dell’asfalto viscido: il campione in carica Ayumu Iwasa, Sacha Fenestraz, Sho Tsuboi e lo stesso Ohta si sono ritrovati clamorosamente eliminati prima del tempo, relegati a centro gruppo. In mezzo al caos e agli spruzzi d’acqua, Zak O’Sullivan ha estratto dal cilindro un giro perfetto, regalando al Team Impul una pole position che mancava da ben quattro anni.
La tensione è salita alle stelle fin dalla procedura di partenza. Al momento dello spegnimento dei semafori, la monoposto di Tomoki Nojiri è rimasta inchiodata sulla griglia in un disperato stallo, rovinando sul nascere la sua corsa e costringendolo a una rimonta di puro orgoglio dal fondo del gruppo. Davanti O’Sullivan ha provato a scappare, ma dalle retrovie ha preso il via lo show privato di Ohta. Scattato dalla tredicesima casella, il pilota del DOCOMO TEAM DANDELION RACING ha iniziato a sbarazzarsi degli avversari con una cattiveria agonistica impressionante, mettendo in mostra un passo gara insostenibile per chiunque.
La corsa si è ben presto trasformata in una partita a scacchi giocata sul filo dei secondi e sulla gestione degli pneumatici. La svolta decisiva è arrivata al giro 21, quando Ohta ha rotto gli indugi anticipando la sosta ai box per montare gomme fresche. Il muretto del Team Impul ha risposto due tornate più tardi richiamando O’Sullivan, ma quei due giri sono stati fatali. L’inglese è rientrato in pista mantenendo tre secondi di vantaggio virtuale, ma si è ritrovato a dover difendere la posizione con pneumatici ancora drammaticamente freddi.
Ohta non si è fatto pregare: sfruttando la scia sul lunghissimo rettilineo del Fuji e spremendo fino all’ultimo cavallo l‘Overtake System (OTS), ha verniciato la vettura di O’Sullivan all’esterno prima della staccata, prendendosi la leadership. Nonostante il pilota britannico avesse conservato una buona scorta di potenza extra per il finale, Ohta ha imposto un ritmo indiavolato, scavando un solco di un secondo e mezzo che ha congelato le posizioni fino al traguardo.
A completare la festa in casa Dandelion ci ha pensato Tadasuke Makino, autore di una strategia speculare e intelligentissima. Allungando il suo primo stint fino al ventinovesimo giro, Makino è riuscito a scavalcare la concorrenza diretta nella girandola dei pit stop, artigliando un preziosissimo terzo gradino del podio dietro a un comunque solido O’Sullivan. Le ultime battute di gara hanno regalato spettacolo anche a centro gruppo, grazie alla furiosa progressione finale di Syun Koide, che ha beffato nello spazio di pochi chilometri Browning, Sakaguchi e Fraga per prendersi la quinta piazza assoluta, subito alle spalle di Toshiki Oyu.
Sotto la bandiera a scacchi, Ohta ha celebrato la sua terza gemma stagionale, un successo che rischia di essere il vero punto di svolta del campionato. Complice il weekend opaco di Iwasa, che ha chiuso la top 10 racimolando un solo punticino, il leader della classifica vola ora a quota 73 punti, scavando un solco di 34.5 lunghezze sul rivale. Una spallata psicologica e numerica devastante.
Di seguito l’ordine d’arrivo:


Ora la classifica generale dopo il sesto appuntamento:


Qui potete guardare gli highlights della gara.
Appuntamento a domani per non una ma ben due gare, infatto oltre alla settima gara stagionale avremo anche il recupero della terza gara che non venne corsa ad Autopolis per il maltempo.
