Dopo mesi di indiscrezioni e pressioni politiche, la Commissione Europea ha ufficializzato un cambio di rotta storico: il divieto assoluto di vendita di auto con motore termico dal 2035 non verrà imposto. L’annuncio definitivo sarà presentato il 16 dicembre 2025 insieme alla nuova normativa.

Il piano originario, parte del Green Deal europeo, prevedeva una riduzione del 100% delle emissioni di CO₂ per le nuove immatricolazioni, imponendo così la transizione completa verso l’elettrico. Ora, invece, la Commissione ha fissato il target al 90%, lasciando spazio a soluzioni alternative come carburanti sintetici (e-fuels), biocarburanti e sistemi ibridi.

La svolta è stata resa possibile dalle pressioni esercitate da Germania, Italia e Polonia, che hanno chiesto maggiore “neutralità tecnologica” e una transizione meno traumatica per l’industria. Francia e Paesi nordici restano favorevoli al bando totale, ma il compromesso ha prevalso, aprendo una nuova fase di dialogo tra sostenibilità e pragmatismo economico.

Con la revoca dello stop, la normativa tutela centinaia di migliaia di posti di lavoro legati alla filiera dei motori tradizionali e offre alle case automobilistiche maggiore flessibilità nella pianificazione della transizione. Per i consumatori, la misura consente l’acquisto di auto a combustione interna anche dopo il 2035, purché vengano rispettati limiti molto più severi sulle emissioni.

Le associazioni ambientaliste hanno accolto la notizia con preoccupazione: secondo loro, rallentare la transizione rischia di compromettere gli obiettivi di neutralità climatica al 2050. La Commissione, però, sottolinea che il nuovo target del 90% rimane ambizioso e che l’apertura a più tecnologie può accelerare l’innovazione in settori come l’idrogeno e i carburanti sintetici.

La scelta europea rappresenta un compromesso politico e industriale: la sostenibilità non viene abbandonata, ma viene resa più compatibile con le esigenze produttive e sociali. In definitiva, l’Europa sceglie una transizione più graduale, puntando a ridurre l’impatto ambientale senza sacrificare del tutto la competitività e l’occupazione.

Di Davide Achille

Nato a Voghera il 27 settembre del 1995, sono laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e automotive nel 2016 e nel 2018 sono entrato a far parte di ItalianWheels.net, dove ho avuto anche l'opportunità di correre per l'ItalianWheels Racing Team.

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