La Dakar 2026 è partita ufficialmente oggi con il prologo di Yanbu, una speciale breve ma fondamentale per impostare l’ordine di partenza della prima tappa. Solo 22 km cronometrati, ma quanto basta per capire che quest’edizione sarà combattutissima in ogni categoria. E già dal primo giorno non sono mancate le sorprese.
Auto

Ford non poteva iniziare meglio, Mattias Ekström conferma la sua fama di “uomo da prologo” e mette la Ford Raptor davanti a tutti con una prestazione pulita e aggressiva. Alle sue spalle, a soli 8 secondi, c’è il compagno di squadra Mitch Guthrie, che completa una doppietta pesante, soprattutto dal punto di vista psicologico: Ford c’è, ed è già in controllo. Subito dietro, però, gli avversari non mollano: De Mevius (Mini) chiude terzo, Al‑Attiyah (Dacia) è quarto e già minaccia la vetta, Toyota piazza tre vetture nella top‑7 con Quintero, Al Rajhi e Goczał. E poi c’è Carlos Sainz, ottavo, che si tiene a distanza ravvicinata e aspetta la tappa vera per iniziare a colpire.
Moto

La scena se la prende tutta Edgar Canet, che non solo vince il prologo, ma diventa anche il più giovane pilota di sempre a imporsi in una speciale della Dakar. Un talento purissimo che apre l’edizione 2026 con un segnale forte. Alle sue spalle Daniel Sanders, sempre velocissimo nei tratti brevi, e Ricky Brabec, che conferma la solidità Honda.
Camion

Il più rapido è Mitchel Van den Brink, che mette subito in chiaro le sue ambizioni. Secondo posto per Vaidotas Zala, mentre Gert Huzink chiude terzo con il Renault C460 Evo4. Una categoria che, come sempre, si giocherà molto sulla costanza e sulla resistenza dei mezzi.
Il prologo è solo un antipasto, da domani inizia la Dakar “vera”: oltre 500 km totali, con 305 km di speciale attorno a Yanbu. Sabbia, pietre, navigazione e prime vere differenze di ritmo.
