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Ferrari 499P ha stupito tutti, inutile negarlo.

La vittoria di Le Mans ha messo sotto la lente d’ingrandimento quanto fosse genuino il lavoro fatto a Maranello, soprattutto in ottica power unit.

Ebbene oggi vogliamo farvi fare un viaggio sotto al cofano della Ferrari 499P.

La #51 in azione immortalata da manne_photosport

Lucio Calogero, Endurance Race Cars Power Unit Design and Development Manager di questa meravigliosa Hypercar spiega che “Per creare il motore della 499P abbiamo sfruttato l’esperienza diffusa in Ferrari sia nell’ambito racing sia nelle vetture stradali: dalla piattaforma dei V6 impiegata per la 296 GTB è derivato il motore della 296 GT3 e, con opportune modifiche, l’unità della 499P”.

Il Power Train ibrido, infatti, sfrutta entrambi gli assi della vettura con l’ ICE (Internal Combustion Engine) a spingere il posteriore mentre l’ERS (Electric Recovery System) è posto sull’anteriore.

A comporre l’unità termica ci sono circa cinquecento elementi, dove ogni singolo componente è studiato appositamente per raggiungere il miglior rapporto leggerezza-resistenza possibile.

Molto interessante è l’accento che Lucio Calogero pone sullo stretto legale tra unità propulsiva stradale e corsaiola.

Il motore termico fa parte della nuova piattaforma dei V6 sviluppata prima per le vetture stradali, quindi per quelle da competizione”.

Altro fattore caratteristico della Ferrari 499P è quello di avere un motore portante, a tal proposito ecco le parole di Calogero.

 “Il sei cilindri, da 3 litri di cubatura, ha un angolo tra le due ‘V’ pari a 120°, e i turbo sono disposti all’interno delle due bancate, quindi parliamo di un’architettura nota come ‘Hot V’, tutte le componenti sono strutturali, sono state ridisegnate appositamente per la 499P per renderlo un motore portante, ovvero che rappresenta una parte essenziale del telaio stesso. L’applicazione specifica nelle competizioni, inoltre, ci ha permesso di sviluppare dei nuovi concetti che in futuro potrebbero servire da precursori tecnologici per le applicazioni stradali”.

Per quanto riguarda le sensazioni che si provano alla guida bisogna lasciare la parola a Nicklas Nielsen che, assieme ad Antonio Fuoco e Miguel Molina compone la line-up della Ferrari 499P numero 50.

le due Ferrari 499P sulla griglia prima di scatenarsi in gara (manne_photosport)

Il pilota danese, infatti, spiega come sia fondamentale che la vettura abbia un’erogazione di potenza il più lineare possibile dal picco di potenza sino al massimo della stessa.

Il motore presenta diverse mappature.

Queste variano a seconda dei diversi circuiti affrontati durante la stagione.

Queste mappature servono ai piloti per reagire alle diverse situazioni e modificare le strategie in base a ciò che accade.

Nielsen plaude, poi, alla compattezza e all’efficienza del motore stesso.

Il motore posteriore di dimensioni contenute e compatte è molto efficiente, un aspetto che comprendiamo per esempio durante i regimi di Full Course Yellow o quando ci troviamo dietro un’altra vettura e dobbiamo risparmiare carburante”.

Con queste premesse l’atmosfera si carica ancor di più per Monza.

La #50 è chiamata alla riscossa dopo la sfortunata Le Mans, la #51 è chiamata a riconfermarsi.

Qua vi lasciamo il link video relativo alla spiegazione della Power Unit Ferrari.

Buona visione.

Di Claudio Boscolo

Appassionato di endurance da quando ho memoria, innamorato perso della Panoz Esperante e nostalgico della Jordan e della Jaguar in Formula 1. Cantastorie di piloti e di gare, all'occorrenza team principal dell'ItalianWheels Racing Team.

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