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A cura di Alessandro Rizzuti e Claudio Boscolo.

Il mondo dell’endurance, come ogni disciplina motoristica deve rispondere alle esigenze dei propri piloti, dei propri team e dello spettacolo. Come tale deve adattarsi ed evolversi.

Come i più attenti avranno notato all’interno del primo appuntamento dell’IMSA, la massima espressione dell’endurance a stelle e strisce, si è assistito alla scomparsa delle care vecchie e super performanti GTE, in favore delle GTD PRO.

Per chi non fosse avvezzo ai cambi di regolamento, possiamo riassumere le GTD PRO come banale re-branding della classe GT3 conosciuta in tutto il mondo.

Le GTD PRO non sono null’altro che vetture GT3 in tutto e per tutto. Di logica conseguenza sono regolamentate dalle norme FIA GT3. Non cambia assolutamente nulla.

Le diversità non esistono nemmeno tra la classe PRO e le canoniche GTD che precedentemente erano affidate esclusivamente ai piloti gentlemen. Nessuna distinzione tra le due classi in lotta, nessuna zavorra o limite di carburante per una classe piuttosto che l’altra. Esattamente vetture pari per tutti i piloti GT, l’unica discriminante la farà il piede destro.

Con questo cambio di passo IMSA ha messo gli stessi mezzi nelle mani di professionisti ed amatori e, come i più attenti avranno notato all’interno del ROAR (la gara di 100 minuti che stabilisce la griglia di partenza della 24h di Daytona), abbiamo visto parecchie vetture di professionisti accodarsi pazientemente dietro le vetture con piloti gentlemen.

Nel FIA WEC la situazione è fondamentalmente la stessa, con la differenza che le auto per la categoria GTE Am devono avere almeno un anno. Questa può sembrare una differenza minima, ma in realtà vuol dire che le auto non possono correre con gli ultimii aggiornamenti rispetto alle GTE PRO,. In alcuni casi,addirittura, devranno usare un’auto completamente diversa. Per esempio, se la nuova BMW M4 fosse omologata secondo il regolamento GTE, un team Am non potrebbe portarla in pista fino al 2023.

In concreto, nel WEC la differenza tra le vetture PRO e Am si aggira nell’ordine dei secondi sul tempo sul giro, garantendo così più libertà ai piloti delle diverse categorie e doppiaggi più semplici. A Daytona invece molto probabilmente vedremo le GTD PRO trovarsi in lotta con le GTD e perdere un sacco di tempo per lotte inutili e poco emozionanti. In compenso però potremmo vedere una equipaggio Am battere tutti gli equipaggi PRO e ottenere la vittoria assoluta per le GT.

Di Alessandro Rizzuti

Laureato in storia e bassista metal a tempo perso, fermamente convinto che sotto le sei ore si parla di gare sprint. Ogni tanto faccio qualche articolo ironico, sperando di essere divertente almeno su internet.

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