Ci siamo, la prima tappa di Castelletto di Branduzzo è ormai alle spalle e il focus si sposta ora verso la sfida più iconica e massacrante del campionato The Fox Running 2026. Il weekend del 9 e 10 maggio, il Circuito di Pomposa si trasformerà nel teatro di un evento che profuma già di leggenda: la 24 Ore di Pomposa, il secondo round stagionale che metterà a durissima prova la nostra Peugeot 206+ e la resistenza fisica e mentale di tutta la squadra. In questi giorni fervono gli ultimi preparativi, con un’attenzione maniacale alla gestione dei ricambi e alla logistica, consapevoli che una gara di durata non si vince solo con la velocità pura, ma con la capacità di restare costanti mentre il cronometro gira inesorabile per un giorno e una notte interi.
Situato a San Giuseppe di Comacchio, il Circuito di Pomposa si presenta come un tracciato piatto ma incredibilmente guidato, una distesa di asfalto estremamente abrasivo dove il ritmo e la pulizia di guida diventano gli unici veri alleati del pilota. Con i suoi circa 1.600 metri di sviluppo complessivo nella variante estesa per le vetture, la pista è un susseguirsi frenetico di tornanti e allunghi raccordati che obbligano il pilota a un lavoro costante sul volante, rendendo la guida fisica e priva di veri momenti di riposo, eccezion fatta per il lunghissimo rettilineo a metà pista.

Il giro di pista inizia sul rettilineo principale, dove si transita sotto il traguardo cercando di scaricare tutta la potenza possibile prima di affrontare la prima staccata. Si tratta di un tornante a sinistra molto stretto e a gomito, che richiede una frenata violenta e una linea millimetrica per non allargare la traiettoria in uscita, dove la pista si apre verso una prima piega veloce a destra. Da qui ci si lancia nel secondo allungo del tracciato, interrotto da un secco tornante a destra a 180 gradi che immette nella sezione centrale. Questa zona è caratterizzata da un continuo “dentro e fuori” con un’ulteriore svolta a sinistra che costringe a parzializzare il gas prima di affrontare il terzo, lungo rettilineo parallelo a quello d’arrivo.
Il settore finale è il vero cuore tecnico per le vetture e richiede una precisione assoluta per non compromettere l’andatura. Usciti dalla zona veloce, si affronta un tornante secco a sinistra a 180 gradi che introduce in una sezione tormentata e mista. Qui una sequenza ritmata di tornanti destra-sinistra obbliga la Perla Nera a continui trasferimenti di carico laterali, dove un ingresso troppo aggressivo sui cordoli rischierebbe di scomporre la macchina o innescare un sottosterzo letale per le gomme anteriori. L’ultimo ostacolo prima del traguardo è una svolta a destra ad angolo retto, che va raccordata con pazienza aspettando il punto di corda ideale per proiettarsi sul rettilineo d’arrivo con la massima velocità possibile.
Durante la 24 Ore, questo scenario cambierà drasticamente con il calare del sole: le ombre della notte e i riflessi dei fari trasformeranno la percezione dei punti di riferimento. I nostri piloti hanno già studiato le traiettorie per preservare la meccanica, sapendo che la costanza di rendimento della nostra 206+ e la fluidità tra i cordoli saranno le armi decisive per scalare la classifica in questa maratona senza sosta.
