Helmut Marko, 82enne consulente e figura storica della Red Bull, lascerà la scuderia a fine 2025 dopo oltre vent’anni di successi che hanno portato sei titoli costruttori e otto mondiali piloti, segnando la fine di un’era iniziata con Dietrich Mateschitz e proseguita con la scoperta di talenti come Sebastian Vettel e Max Verstappen, che lo ha definito un “secondo padre”.

La decisione, maturata dopo la mancata conquista del titolo 2025 e in un clima di tensioni interne con il CEO Oliver Mintzlaff, è stata ufficializzata al termine del GP di Abu Dhabi, chiudendo un capitolo straordinario che ha visto Marko guidare il Red Bull Junior Team, portare oltre venti piloti in Formula 1 e contribuire a trasformare la scuderia in una potenza globale, mentre la sua uscita si aggiunge agli addii di Christian Horner e Adrian Newey, confermando la rivoluzione in corso nel team.

Ex pilota con una vittoria alla 24 Ore di Le Mans nel 1971 e una carriera interrotta da un grave incidente che gli compromise la vista, Marko ha saputo reinventarsi come manager e talent scout, diventando il principale architetto del progetto sportivo di Red Bull e lasciando un’impronta indelebile nella Formula 1 moderna, grazie a un approccio diretto e spesso controverso che ha contribuito a forgiare campioni e a consolidare l’immagine della scuderia come simbolo di innovazione e aggressività competitiva.

Di Davide Achille

Nato a Voghera il 27 settembre del 1995, sono laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e automotive nel 2016 e nel 2018 sono entrato a far parte di ItalianWheels.net, dove ho avuto anche l'opportunità di correre per l'ItalianWheels Racing Team.

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