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Nuovo anno, nuovi propositi. Quest’anno mi sono proposto di seguire l’endurance seriamente, ma non ne ho voglia, quindi eccovi una breve guida alla prossima 24 ore di Daytona.

“La 24 Ore di Daytona (ufficialmente denominata Rolex 24 at Daytona) è una corsa di resistenza per vetture sport-prototipo e Gran Turismo che si disputa dal 1966 a Daytona Beach in Florida sul circuito Daytona International Speedway. Questa corsa si è ispirata alla 24 Ore di Le Mans, introdotta nel 1923 e molto popolare negli Stati Uniti.” (da Wikipedia).

Sapete tutti di che gara stiamo parlando. La 24 ore di Daytona dà ufficialmente inizio alla stagione endurance 2024, essendo la prima gara endurance di alto profilo dopo il cenone di capodanno.

Si tiene come ogni anno l’ultimo weekend di gennaio, per permettere ai piloti di perdere i chili persi durante le festività natalizie e aggirare per quanto possibile il BoP. L’evento inizia ufficialmente il weekend prima, con diverse sessioni di prove libere e una sessione di qualifiche (domenica 21 ore 18:55).

I partecipanti in gara sono divisi in quattro classi, su tre tipi di auto diverse. La classe regina è rappresentata dalle GTP, vetture conosciute anche come LMDh, e che corrono nel WEC nella categoria hypercar. Confusi? La colpa è come al solito della politica americana che non vuole ammettere di essere scesa a patti con FIA e ACO riguardo la convergenza delle classi (non gli si può dare troppo torto, immaginate dare ragione ai francesi).

Nel concreto le auto sono le stesse che avete visto anche l’anno scorso: Porsche 963, Cadillac V Series.R, BMW M Hybrid V8 (che non avete ancora visto a Le Mans perché debutta quest’anno), e Acura ARX-06 (che speriamo tutti non imbroglierà di nuovo).

Come seconda categoria abbiamo le LMP2. Stessa categoria di sempre, sicuramente divertente, che ancora sembra un campionato monomarca per Oreca. Se non fosse che un team, il più coraggioso tra tutti, composto da veri uomini dai destini forti, ha deciso di schierare nell’anno del signore 2024 una Ligier. Un’auto che non vede la pista da almeno cinque anni, famosa per non essere mai stata esageratamente performante o affidabile, torna a fare la sua comparsa davanti al mondo. Non possiamo che augurargli di finire almeno la gara.

In fondo, non per importanza, troviamo le tanto amate GT su base GT3, divise in due classi: GTD Pro e GTD (senza Pro). In totale sono 36 auto di 11 costruttori diversi. Vedremo in azione finalmente la nuova Corvette C8.R GT3 e la più nuova Ford Mustang GT3, che insieme alzano il livello di americanità della corsa da “alto” a “molto alto”.

Si prevede che la vendita di hamburger e hot dog aumenterà del 23% rispetto all’anno scorso, e il consumo di birra sarà più alto del 18%.

Il resto della griglia è formato dalle solite GT3 che tanto amiamo (e odiamo allo stesso tempo, ridateci le GTE): Porsche 992, Ferrari 296, Mercedes AMG, Aston Martin Vantage, eccetera.

Purtroppo quest’anno non saranno presenti le LMP3, introdotte qualche anno fa come tappabuchi in attesa di una classe regina che attirasse nuovi team e costruttori. Con l’avvento delle GTP e di nuove GT3, le LMP3 hanno perso la loro funzione e sono state soppresse, con buona pace dei dentisti e degli appassionati di incidenti.

Se volete sapere qualcosa in più sui team da tifare (Cetilar Racing), dovrete aspettare il prossimo articolo, in cui elencherò i team più interessanti da seguire (Cetilar Racing), analizzati secondo un criterio puramente soggettivo e per niente scientifico.

Se non vi interessa sapere quali team seguire, ma volete solamente guardare la gara come fosse una blind run, l’appuntamento è per domenica 21 gennaio alle 18:55 per le qualifiche, e sabato 27 gennaio alle 18:40 per la partenza della gara. Entrambi gli eventi saranno visibili in chiaro senza pubblicità su imsa.tv.

Di Alessandro Rizzuti

Laureato in storia e bassista metal a tempo perso, fermamente convinto che sotto le sei ore si parla di gare sprint. Ogni tanto faccio qualche articolo ironico, sperando di essere divertente almeno su internet.

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