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Dopo aver parlato dei protagonisti delle due ruote, è ora di passare alle quattro.

Sembra scontato dirlo, ma sicuramente il principale candidato per la vittoria del 2024 è ancora una volta Nasser Al-Attiyah. Il pilota qatariano, proverà a rincorrere la sesta vittoria alla Dakar, ma senza la sua fedele Toyota Hilux. Infatti il principe ha abbandonato Toyota Gazoo Racing per intraprendere un percorso con il suo team, Nasser Racing e un nuovo mezzo. Il #200 sarà messo sulle portiere di un Hunter. Nasser cercherà cosi di vincere con quattro auto differenti la Dakar. Dopo VW, Mini e Toyota riuscirà nell’impresa con Hunter?

Sicuramente dovrà vedersela con il compagno di marca, ovvero il cannibale Sebastien Loeb. Il francese vuole coronare il sogno di vincere la Dakar, dopo essere arrivato per due volte secondo nelle ultime edizioni. I tempi sembrano ormai maturi, ma Loeb dovrà stare attento a non incappare in errori di navigazione o di valutazione come capitato in passato.

Toyota Gazoo Racing, orfana di Al-Attiyah, affiderà i suoi Hilux a Luca Moraes, terzo nel 2023 al debutto e al sempre combattivo Giniel de Villiers. Il vincitore dell’edizione 2009, vorrà tornare a rimettere i piedi sul gradino più alto del podio, e, le premesse ci sono tutte. L’Hilux si è sempre dimostrato un mezzo veloce e affidabile, l’auto da battere.. o forse no?

Passiamo allo squadrone Audi. Li abbiamo lasciati per ultimo non a caso. Oggettivamente si presentano alla terza Dakar come la macchina da battere. Ormai la RS Q E-Tron deve dimostrare di essere affidabile. Sappiamo che è veloce, il 2023 ne è stata la prova. I piloti ci sono, Peterhansel e Sainz non devono dimostrare nulla, Ekstroem invece ha dimostrato di essere si veloce ma non ancora a livello dei due veterani compagni di squadra in quanto a navigazione. Se le Audi non dovessero avere problemi, potremmo avere individuato tre dei contendenti alla vittoria. E sarebbe una storica vittoria. Ma la Dakar non è una gara scontata, piena di insidie e potrebbe stupirci.

Come potrebbero stupirci gli outsider di lusso. Magari non per la classifica finale, ma sicuramente per vittorie di tappa. Il più titolato è sicuramente Martin Prokop. Il forte pilota ceco, ex Wrc è giunto alla sua nona partecipazione. Il suo miglior risultato è stato il sesto posto raggiunto lo scorso anno. Sarà alla guida di un Ford Raptor, e ridendo e scherzando potrebbe centrare la top 5.

Su un’altra Ford troviamo Nani Roma. Il forte pilota spagnolo, grande protagonista delle due ruote in passato, sarà da tenere d’occhio dopo la brutta gara dello scorso anno. Roman Dumas sarà al via anche lui nella categoria T1, con un Toyota Hilux gestito da Rebellion Racing.

Presenza fissa, con il loro buggy Century, i fratelli Coronel. Anche quest’anno a guidare sarà Tim, con Tom alle note. Se volete vivere una Dakar in prima linea, non mancate di andare a seguirli sui loro canali social.

Passiamo alla compagine nostrana. In classe T1 +, su una Toyota Hilux troviamo Eugenio Amos con il numero 227. Con il numero 260 sulle portiere avremo Andrea Schiumarini, oltre a Silvio Totani, Gianpaolo Bedin, Rebecca Busi e Michele Cinotto.

Detto dei protagonisti delle quattro ruote, continuiamo a parlare del percorso. Partendo dalla novità della tappa 6. Gli organizzatori allestiranno 8 bivacchi lungo il percorso, i protagonisti partiranno da Shubaytah per provare a percorre i 584 km di speciale. Entro le 16 i piloti dovranno fermarsi nel bivacco più vicino alla loro posizione. Si riposeranno e il mattino seguente ripartiranno per portare a termine la tappa. Ovviamente gli equipaggi non potranno avere assistenza da parte dei team, potranno effettuare riparazioni solo con ciò che avranno a bordo. Niente di più.

La difficoltà, soprattutto per i team che si contendono la gara, sarà nel fatto che i propri equipaggi potranno non essere tutti nello stesso bivacco. Quindi potrebbe venire meno la possibilità di aiutare i compagni messi meglio in classifica in caso di noia tecnica. Sarà interessante vedere se, a quel punto della gara, non vengano decise strategie particolari. Con piloti messi peggio in classifica che scorteranno i compagni messi meglio, magari più carichi di gomme e ricambi.

Terminata la tappa 6 avremo una giornata di riposo. Domenica 14 la gara ripartirà con la settimana tappa da 483 km, seguita dall’ottava tappa di qualche chilometro più corta.

Appuntamento a domani per l’ultima analisi della terza categoria in gara: i camion.

Foto: dakar.com, roadbookmag.it, vivo247.com

Di Matteo Arrigosi

Pilota professionista, coach e caporedattore di ItalianWheels.net. Per divertirsi non importa il mezzo, l'importante è che abbia un motore.

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