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MINI COOPER S 1964

In attesa del leggendario Rally di Montecarlo è doveroso ricordare l’impresa Mini che, nel 1967, ottenne l’ultima vittoria con la Cooper S del 1964. Dopo tre anni di dominio, interrotti solo da una dubbia squalifica nel 1966 per via di cablaggi irregolari, le vetture della Bitish Motor Company persero il loro dominio.

La BMC dopo l’episodio del 1966 minacciò il boicottaggio, il campionato fu assegnato CASUALMENTE ad una vettura francese e non inglese: la Citroen DS. Toivonen, amareggiato da questa vittoria a tavolino, non ritirò la coppa del vincitore e lasciò anche la Casa francese.

Ma qual era il punto di forza di questa piccola compatta contro avversari con cilindrate e potenze maggiori? Giusto per citarne qualcuna: Porsche 911 S, Lancia Fulvia Coupè HF 1300 e la Ford Falcon.

La Cooper pesava solo 635kg e, con una lunghezza di 3 metri e larghezza di 1,4 metri, insieme ad altri accorgimenti raggiungeva velocità di 160 km/h. Innovativo fu il motore 1.070cc 4 cilindri posizionato in modo trasversale così da risparmiare spazio ed adottare la trazione anteriore.

I soli 70 cavalli abbinati alle sospensioni indipendenti, i freni a disco e le piccole ruote da 10 pollici favorivano una grande manovrabilità fra le strade ghiacciate e tortuose.

Oggi possiamo ancora ammirare questo gioiellino in occasione del Rally Montecarlo Historique, qui allego il video con l’edizione del 2017 con Aaltonen. BMW Group Classic in occasione del 50 esimo anniversario dal titolo replicarono alla perfezione la vettura, ne scovarono una originale del ’67 in Svezia e la modificarono.

Photo BMW Group

MINI COOPER JOHN COOPER WRC

Nel 2011 BMW, proprietaria del marchio Mini, torna nel mondo dei rally con la JCW WRC conosciuta come Countryman WRC. Lo sviluppo fu affidato alla Prodrive, elaboratore inglese che aveva sfornato auto del calibro della Subaru Impresa WRC ed endurance come l’Aston Martin Vantage.

Il motore è un 1.600cc 4 cilindri in linea che eroga 300 cavalli e 400 Nm di coppia, con sovralimentazione limitata a 2,5 bar. Il telaio è un monoscocca in acciao di derivazione stradale opportunamente rinforzato con roll-bar, sospensioni MacPherson con ammortizzatori sviluppati da Ohlins.

Cambio sequenziale a sei rapporti e differenziale LSD su entrambi gli assi per via della trazione integrale.

Debuttò nel Rally d’Italia 2011 coprendo 6 delle 13 gare del campionato WRC con non poche difficoltà dato il progetto acerbo, ottennero un secondo e un terzo posto con Daniel Sordo.

MINI ALL4 RACING

La Mini all4 racing è stata costruita con specifiche conformi al regolamento FIA, entrando nel gruppo T1 come “fuoristrada modificati”. (Potete recuperare qui l’articolo sulle nuove categoria Dakar 2024)

Il telaio è un tubolare in acciaio, sull’anteriore è situato il motore diesel mentre nel posteriore alloggia le ruote di scorta, gli attrezzi ed i serbatoi da 400 litri di capienza. Nonostante la carrozzeria in carbonio, che simula le forme della Mini Countryman, il peso totale si attesta sui 1900kg.

Il sistema sospensivo presenta doppi ammortizzatori regolabili sia per le basse che le alte velocità, oltre ad avere grandi escursioni per domare le dune di sabbia del deserto.

Il motore 6 cilindri in linea da 3000cc è dotato di una doppia turbina, limitato a 315 cavalli e 700Nm di coppia. Particolare è la scelta del radiatore intercooler, posizionato dietro l’abitacolo e raffreddato da prese d’aria sul tetto e condotti laterali.

Photo BMW Group

La all4 racing nel 2011, anno d’esordio, si dimostra subito una vettura competitiva vincendo varie prove speciali e classifiche generali Dakar. Nel 2016 lascia spazio alla sua evoluzione: la Mini John Cooper Works Rally.

Il lavoro in galleria del vento da parte di BMW ha permesso all’auto di incrementare la velocità massima che si attesta sui 190 km/h e l’accelerazione. Il baricentro è stato abbassato a favore della manovrabilità e del grip meccanico, non tralasciando i materiali per l’affidabilità.

Di Giuseppe Di Florio

Ingegnere meccanico in ambito metalmeccanico. Appassionato di motorsport fin da piccolo, ho lavorato in formula SAE come dinamico del veicolo e successivamente nel Campionato Italiano Rally Terra. Sono entrato nella famiglia di ItalianWheels.net nel novembre 2021 come redattore e social media manager.

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