fbpx

Potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta ma in realtà non lo è. Semplicemente è la lista delle auto con cui siamo andati a divertirci ad un track day al Mugello in una giornata organizzata da Promo Racing e Challenge LLCC. Ma andiamo per ordine.

Abbiamo una Mini Cooper S John Cooper Works R56, una nuova Porsche 718 Cayman GT4 RS, una Renault Clio 3 RS, una Nissan 350Z versione 313 cv e infine una Hyundai i30 N.

Di tutto e di più insomma, l’ideale per divertirsi in compagnia. Perché parliamoci chiaro, durante una giornata cosi, conta quello. Poi potremmo sorvolare sul fatto che tre di questi mezzi erano di tre piloti… e quindi, irrimediabilmente ogni due per tre si finiva a vedere il tabellone dei tempi.

Programma ormai di rito: arrivo la sera prima in quel di Scarperia, cena a base di carne e letto.

Al mattino sveglia, colazione e appuntamento al distributore per della sana, e poco costosa in questo periodo, 100 ottani. (Sconsiglio spassionatamente di provare ” l’ebbrezza”) .

Via in pista, solite scartoffie pre evento, ritiro trasponder e briefing. Il tutto continuando a tenere sott’occhio l’orologio; alle 9.00 la luce rossa del semaforo sarebbe diventata verde.

Tre ore e mezzo di open pit. Non eravamo i soli ad essersi presentati con mezzi di tutto rispetto. McLaren, Ferrari, un’altra GT4 RS e anche una 992 GT3RS. Ovviamente non mancavano le solite Clio RS, Megane RS, Mini e Yaris GR.

Ad essere sincero la pista non era nelle migliori condizioni di grip. La giornata nuvolosa ha di certo aiutato. A ritmi diversi entravamo in pista, il vantaggio di un’open pit è questo: entri ed esci quando vuoi. Poco traffico, una sola bandiera rossa, di qualche minuto.

Essere al Mugello è sempre bello. La pista è sempre spettacolare da guidare con questi sali e scendi che devi ricordarti a memoria per sapere come prendere le curve nel modo giusto.

Si parte subito alla grande con la San Donato, dove devi frenare dopo lo scollino e portare dentro velocità perché inizia il tratto in salita. Luco-Poggio Secco e Materassi-Borgo San Lorenzo; se la prima è un po’ più lenta, nella seconda devi entrare come un missile perché poco dopo inizia la discesa.

Quando arrivi al gruppo Casanova-Savelli e le due Arrabbiate (per me le più belle di tutta la pista) pensi. ” io entro di quarta con due ruote nell’erba, cercando di non morire per portare dentro velocità, del resto Hamilton le faceva in pieno con il braccio fuori dalla sua Mercedes…”.

Esci dall’Arrabbiata due e giù di nuovo verso Scarperia-Palagio e Correntaio. Da qui si torna in piano, ma non si smette di tenere giù con le due Biondetti fino alla Buccine. Si scende ancora e si ritorna a “darci del gas”, per rimanere in tema, fino al traguardo. Dopo di che ripetere l’operazione.

Risultato? circa 150 km di pista a testa. Divertiti? Tantissimo.

La “Caymana” non ha deluso per nulla. Non era proprio proprio come mamma Porsche l’ha fatta, qualche angolo “giusto” lo aveva. Anche le gomme erano di buona fattura. Per l’occasione è stata aperta l’armeria reale e montate delle Michelin Pilot Sport Cup 2 R. Se all’equazione sommiamo che chi guidava qualche Porsche l’ha avuta, con qualcuna ci ha corso e qualche trofeo in salotto ce l’ha, il risultato è stato di fermare il cronometro moooolto vicino alla soglia dei due minuti. Insomma, si sapeva che la GT4 RS sarebbe stata un cannone, ma vederla andare è stata una piacevole conferma.

Sicuramente un mezzo che mi ha stupito della nostra brigata è stata la Mini. Al debutto in pista non ha per nulla sfigurato, anzi, ha girato bene e senza problemi nonostante sia ancora in fase di “sviluppo”. Senza semi-slick, senza grosse modifiche, se non una mappa abbastanza tranquilla e un B14 regolato con “l’occhiometro” , a causa della corsa contro il tempo per poter essere presenti.

L’i30 N per me non è una novità. Bella e veloce. Anche lei ancora acerba, solo Cup 2, Brembo GT e un po’ di manico di quelli giusti.

Arriviamo alle due “signore” del gruppo. La Nissan 350Z e la Clio RS. In confronto alle altre pagano un’anzianità di progettazione abbastanza importante e purtroppo evidente. Telaisticamente perfette, messe giù nel modo giusto, “incazzate” come si deve ma.. ormai basta una 500 Abarth mappata per andare più forte. Nate in un’epoca dove gli aspirati la facevano da padrone. Anche in una pista guidata come il Mugello, non basta più il telaio per far la differenza.

Lunga vita all’aspirato, ma bisogna lasciare a casa l’Aim o il Garmin di turno… Se quella è una cosa che non ci interessa, allora, c’è del godimento a guidarle. Si lavora di cambio e di memoria per capire che marcia usare e per rimanere nel range di apertura del variatore di fase, senza scendere troppo. Unico scopo? Cercare di entrare più forte possibile nelle curve perché qui non abbiamo una turbina che maschera l’errore.

Insomma, si torna un pò alla vecchia maniera.

Queste sono le giornate belle. Le giornate che piacciono a noi. La rifaremo? Assolutamente si, quando? A breve.

Volete unirvi per un altro track day al Mugello o altrove ? Contattateci.

Quindi cari autodromi italiani, aprite le porte agli appassionati e date la possibilità di divertirsi tutto l’anno e non solo nei mesi freddi per assenza di gare.

The show must go on…

Di Matteo Arrigosi

Pilota professionista, coach e caporedattore di ItalianWheels.net. Per divertirsi non importa il mezzo, l'importante è che abbia un motore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *