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A cura di Davide Achille.

“WELCOME TO GRAN TURISMO WORLD”

È la frase che leggerete ogni qualvolta entrerete nel menu principale di alcuni titoli di questa saga, quasi a ricordare che quello a cui state giocando non è solo un simulatore di guida, ma un vero e proprio universo. Sarò onesto con voi, a scrivere questo articolo mi sento emotivamente coinvolto siccome Gran Turismo è stato un titolo che ha particolarmente segnato la mia adolescenza ed è tra le motivazioni del mio avvicinamento al mondo delle competizioni motoristiche e dei motori in generale. Ma bando alle ciance vediamo come Gran Turismo è venuto al mondo ed il contesto storico in cui questo titolo si è sviluppato.

Siamo nella seconda metà degli anni sessanta, nella città di Kashiwa in Giappone nasce Kazunori Yamauchi, il giovane dimostra subito grande affinità con il mondo delle automobili tanto da disegnare a otto anni una Lamborghini Countach nei minimi dettagli. La passione per le quattro ruote segnerà tutta l’infanzia e l’adolescenza del giovane Kazunori, al punto da portarlo nella prima metà degli anni novanta alla fondazione della Polys Entertainment: una branca della Sony specializzata nella creazione di videogiochi incentrati sulle corse automobilistiche. La prima realizzazione videoludica della neonata azienda nipponica è Motor Toon Grand Prix, un videogioco in esclusiva per la prima PlayStation ispirato a Mario Kart. Nonostante i sogni dell’azienda fossero quelli di creare giochi che simulassero un’esperienza di guida in pista, con questo titolo e con il sequel Motor Toon Grand Prix 2 erano ancora molto lontani dall’obiettivo, ma era già possibile notare una grande attenzione nei dettagli e nella qualità dei poligoni.

Motor Toon Grand Prix (1994)

Il botto però avvenne verso la fine degli anni novanta: i primi due titoli di metà decennio, seppur ottimi, non risultarono soddisfacenti in termini di vendite e finirono subito nel dimenticatoio, così il team di Yamauchi decise di puntare tutto su un progetto iniziato nel lontano 1992 da un manipolo di soli sette sviluppatori e che proponeva un grande realismo nella guida insieme ad una serie di innovazioni che miravano a sbaragliare la concorrenza. Il 23 dicembre del 1997, dopo cinque anni di lavoro, uscì il primo Gran Turismo, un simulatore di guida che proponeva ai videogiocatori dell’epoca un numeroso parco auto (290 vetture con licenza) curato nei minimi dettagli e una serie di circuiti originali, ma che avrebbero molto presto fatto breccia nel cuore degli appassionati. Il neonato GT fu un vero e proprio successo commerciale, i numeri furono strabilianti per l’epoca, tant’è che entrò immediatamente nella serie “Platinum” per la velocità con cui realizzò un determinato numero di vendite. L’affermazione immediata di questo titolo si può tranquillamente giustificare grazie alla quantità di novità che apportava nel mondo dei videogiochi di guida causando un boom improvviso di popolarità dell’azienda, la quale decise di apporre un cambiamento al nome da “Polys Entertainment” al ben noto “Polyphony Digital”.

Dopo questo inaspettato successo Yamauchi decise di avviare subito il progetto di un sequel, la travolgente popolarità del brand posizionava il futuro capitolo come uno dei titoli più attesi per le vacanze di Natale di quell’anno e, come da programma, durante il periodo natalizio del 1999 fece la sua uscita nei negozi di tutto il mondo Gran Turismo 2. Il secondo capitolo apportava numerose novità: la divisione del gioco in due dischi separati in cui nel primo era contenuta la classica modalità carriera, mentre nel secondo era presente la nuova modalità arcade; il parco auto venne aumentato portando il numero di vetture con licenza a oltre 600; il numero di circuiti salì a 27 e questa volta vennero inseriti anche tracciati realmente esistenti; vennero implementate anche le modalità Rally e Endurance. Gran Turismo 2 fu uno dei titoli più venduti del 2000 piazzando quasi dieci milioni di copie in tutto il mondo e ricevendo punteggi dalla critica con una media di oltre il 90% di recensioni positive.

Di Davide Achille

Laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e di automotive nell'ormai lontano 2016 e nel 2018 sono approdato alla corte di ItalianWheels.net. Guidatore della domenica per l'ItalianWheels Racing Team e corro nei tornei esports tra le file della Matteo Arrigosi Racing.

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