Il trionfo di Oliver Solberg e il dominio della GR Yaris nel Rally del Cile regalano alla Toyota il titolo Costruttori 2026: si tratta del decimo alloro iridato nella storia della casa giapponese, uno straordinario traguardo che eguaglia il record assoluto della Lancia rimasto imbattuto dal 1992. Trentaquattro anni dopo l’era leggendaria di Stratos, 037 e Delta, i giapponesi raggiungono il mito torinese proprio nella stagione che ha visto il ritorno del marchio italiano nel Mondiale WRC con la Ypsilon Rally2 HF. Solberg ha dominato la dodicesima tappa del campionato dal primo all’ultimo chilometro sugli insidiosi sterrati del Bío Bío, cogliendo il terzo successo in carriera e il secondo personale in questa stagione dopo quello di apertura a Montecarlo.

Per il leader del campionato Elfyn Evans il fine settimana cileno si è invece trasformato in una clamorosa beffa a poche curve dal traguardo. Saldamente al secondo posto assoluto e al comando della graduatoria del Super Sunday, il gallese ha subito una nefasta foratura nella penultima prova speciale: il tempo perso per sostituire la ruota lo ha fatto scivolare al quinto posto, spalancando le porte della seconda piazza a Sébastien Ogier per la doppietta Toyota. Adrien Fourmaux ne ha approfittato per issare la sua Hyundai sul terzo gradino del podio – mitigando un weekend difficile per la scuderia coreana, segnato dal ritiro di Neuville –, mentre Sami Pajari ha chiuso al quarto posto proprio davanti a un rammaricato Evans.

Questo colpo di scena riapre del tutto la corsa al titolo Piloti a due soli appuntamenti dalla conclusione della stagione, ovvero il Rally Italia Sardegna e la tappa finale in Arabia Saudita. Evans, che era arrivato in Sudamerica con venti punti di vantaggio, vede ridursi il proprio margine a 17 lunghezze da Pajari e a 21 dallo stesso Solberg, con ancora 70 punti teorici in palio. Con l’inerzia del campionato totalmente ribaltata e i giovani leoni Toyota sempre più aggressivi, l’ombra di un ennesimo secondo posto iridato torna a farsi ingombrante per il pilota gallese in vista della volata finale.

Di Davide Achille

Nato a Voghera il 27 settembre del 1995, sono laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e automotive nel 2016 e nel 2018 sono entrato a far parte di ItalianWheels.net, dove ricopro anche la carica di Team Manager del Racing Team.

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