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Daniele Bonatti appartiene all’altra “faccia” del motorsport, quella che è meno sotto ai riflettori.

Tutti parlano di piloti e di vetture, molto meno del ruolo ingegneristico all’interno di un team.

Un ruolo con tantissime sfaccettature che non è solo chiave nel rapporto vettura-pilota ma che si riflette anche su tutto il team.

Daniele nello specifico, in questi ultimi anni, ha fatto uno step differente arrivando ad ottenere i gradi di Team Manager di Centri Porsche Ticino.

Tuttavia partiamo dall’inizio ossia quale strada conviene percorrere ad un giovane laureato in ingegneria per arrivare davvero all’interno di un team?

” Allora non ci sono molte strade, a dire il vero, perchè è un mondo assai chiuso, nel mio caso specifico ho iniziato già dall’Università tramite la Formula Student: un’attività volontaria che è una sorta di passaporto per questo mondo.

Non è un passaggio immediato ma è un primo passo concreto verso questo mondo. Esistono altri modi, come per esempio appoggiarsi ad aziende che offrono corsi e formazione.

Va detto che spesso il mondo universitario fornisce delle conoscenze molto distanti da quanto viene richiesto nel mondo del lavoro. In questo mondo ancor più settoriale la disparità è molto evidente.”

Daniele mentre supervisiona la vettura della Formula Student

GT4- GT3 Cup e GT3 R, tanta differenza nel lavorarci sopra?

” La Cup è una vettura ben più orientata verso il professionismo rispetto ad una Cayman GT4. D’altro canto è una vettura molto severa e difficile da guidare che perdona molto poco. La GT3 R, dal canto suo, ha dei controlli molto più efficaci ed un’elettronica molto più avanzata che la rende forse e di poco più semplice rispetto alla Cup.

La GT4 è una macchina in cui noi abbiamo sempre creduto ed è una vettura che ti permette di fare i primi passi in pista in sicurezza con una spesa relativamente contenuta.

Noi procediamo in parallelo mettendo a disposizione sia la Gt4 che la Cup, chiaramente dipende dalla volontà del cliente e dalla sua capacità in pista.”

Quale parte del ruolo di Team Manager trovi più come sfida, cosa è più complesso o intuitivo?

Aver a che fare con le auto è relativamente semplice, con le persone è già più difficile. Noi siamo fortunati perchè siamo un piccolo team, a dire il vero nemmeno tanto piccolo, e andiamo avanti con un organico consolidato, non c’è gente che esce semmai qualcuno si aggiunge.

Creare l’amalgama è importantissimo. Non esiste un modo preciso di svolgere la mansione. Io sono fortunato perchè li conosco bene e so quali sono i punti di forza ed anche i loro limiti. Il mio compito è mettere in riga tutto, sovrintendere e assicurarmi che tutto funzioni secondo gli orari e le procedure stabilite.

Ringraziamo ancora Daniele Bonatti per la sua grande disponibilità e gli facciamo i nostri migliori auguri.

Daje Inge!!!

Di Claudio Boscolo

Appassionato di endurance da quando ho memoria, innamorato perso della Panoz Esperante e nostalgico della Jordan e della Jaguar in Formula 1. Cantastorie di piloti e di gare, all'occorrenza team principal dell'ItalianWheels Racing Team.

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