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Dodici mesi dopo siamo qua di nuovo, in una Florida che presenta ancora le cicatrici dell’uragano di fine settembre, con un clima incostante.

Una Florida meno splendida, un po’ freddina a dirla tutta.

Il tempo da turista, seppur piacevole, giunge però rapidamente a conclusione vista la mole di lavoro da fare.

Infatti questa 24 ore di Daytona rappresenta un nuovo inizio, quello della 296 GT3.

La nuova creazione Ferrari che raccoglie la pesantissima eredità della 488.

Non solo questa 24 ore segnerà il debutto della nuovissima 296 ma anche della nuova Porsche nelle GT e soprattutto delle attesissime GTP.

La sensazione è che si stia vivendo una nuova epoca d’oro per l’endurance.

Il clima all’interno del team Cetilar Racing è di grandissima serenità, siamo consci che potrebbero esserci delle difficoltà causate dalla gioventù della nuova vettura.

Certo provare la vettura durante i test è fondamentale ma il vero riscontro lo si ha sempre in clima di gara.

E’ in questi momenti che si è orgogliosi di far parte di una squadra vera, dove non esistono personalismi ma la seria ed univoca volontà di ottenere il massimo insieme.

Nei giorni di prove libere prima abbiamo avuto ottime sensazioni da parte della vettura.

Certo, il lavoro da fare è stato molto tuttavia l’atmosfera è sempre rimasta carica e piena di positività.

Nelle qualifiche ci siamo distinti come miglior Ferrari sulla griglia con una performance top di Fuoco.

Dopo le qualifiche abbiamo avuto tre giorni di stop forzato in cui ci siamo concessi una partita di NBA da spettatori e la possibilità di testare, assieme a Roberto Lacorte, una replica di una IndyCar d’epoca.

Arriviamo quindi al giorno della gara con la consapevolezza che non sarà semplice ma, come si sa, nelle gare nulla è impossibile.

L’atmosfera di Daytona è sempre pazzesca, una festa continua di una bellezza surreale.

Giunge il momento di calarsi in auto e di aspettare la bandiera verde.

Lo stint procede bene fino ad un piccolo contatto, con il retro della 296 che subisce un danno.

Purtroppo da quel momento la vettura non sarà più guidabile e nonostante il tentativo dei nostri bravissimi meccanici siamo stati costretti ad alzare bandiera bianca.

La nostra Daytona finisce qui.

Sapevamo che sarebbe stata una gara difficile e non scontata, sapevamo che la nuova vettura avrebbe presentato alcuni peccati di gioventù.

Ciò non toglie che le sensazioni provate alla guida da parte di tutto il team sono state ottime.

Il lavoro di questo fantastico team è stato perfetto in tutte le sessioni e, se c’è una cosa di cui andare orgogliosi, è proprio questo.

Ora non ci resta che aspettare poche settimane per rimettere le ruote in pista a Sebring, dove conserviamo ricordi dolcissimi.

Ripetersi sarà difficile, ma le sfide sono proprio ciò che ci motiva!

Alla prossima!

Fotografie di Fabio Taccola e Cetilar Racing.

Di Claudio Boscolo

Appassionato di endurance da quando ho memoria, innamorato perso della Panoz Esperante e nostalgico della Jordan e della Jaguar in Formula 1. Cantastorie di piloti e di gare, all'occorrenza team principal dell'ItalianWheels Racing Team.

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