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A cura di Alessandro Rizzuti.

Tra il 7 e l’11 settembre si è tenuto nel centro di Torino l’Autolook Week, un salone all’aperto che aveva come tema principale la celebrazione del mondo dei motori e del motorsport. Un evento sulla carta non molto diverso dal vecchio Salone del Valentino e dal Milano Monza Motor Show che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni.

Devo ammettere che il primo pensiero che ho avuto è stato “vediamo se sarà all’altezza di ciò che dicono nel volantino o sarà di nuovo un fiasco”. Apro la presentazione ufficiale sul sito e vedo… beh, giudicate voi.

Ora, va bene che un libro non si giudica dalla copertina, ma se non hanno assunto un grafico che sa usare photoshop non credo che il resto dell’organizzazione dell’evento sarebbe potuto essere tanto migliore.

“Vabbé – mi dico – è comunque un evento potenzialmente interessante a due passi da casa”, e decido di richiedere l’accredito stampa per assistere alla “parata dinamica” del mercoledì.

Passano i giorni, mi arriva il mio bel pass stampa, e arriva il giorno di questa fantomatica parata.

Giunto in piazza San Carlo noto che c’è veramente tanta gente, quindi chiedo a quanti più addetti possibili se ci fosse un luogo dedicato alla stampa dove potersi appostare in tranquillità, ovviamente senza successo. “Classico, proprio come al MiMo”. Però a differenza del MiMo c’era qualcosa di diverso nell’aria. Innanzitutto la gente, che fa sempre piacere vedere a un evento di motori. Ma soprattutto il rombo di una Lancia Stratos e una 037 Gruppo B che stavano scaldando il motore. “Ok dai, è valsa la pena venire fin qua. Adesso vediamo che succede”.

Mi cerco un posto dove il metro e sessanta di imponenza della mia persona possano vedere la sfilata senza problemi e aspetto, mentre faccio amicizia con due ragazzini appassionati anche loro. Arriva quindi la prima parte della sfilata, con una Fiat con più di un secolo sul groppone e un paio di auto da Formula 1. Gli altri due gruppi della sfilata invece hanno visto la partecipazione di vetture da rally, tra cui la Impreza di Oliver Solberg, una Hyundai i20 WRC+, la Stratos e la 037 di prima, e infine un camion iscritto alla Dakar 2023 la cui stazza farebbe impallidire un’autobotte dei vigli del fuoco.

“Woah, allora è stata davvero una sfilata di auto da corsa, nel centro di Torino, e superando i limiti di decibel imposti dalla legge”. Non potevo essere più contento, anche se ero un po’ deluso dal non aver visto girare una Lancia LC2 che avevo intravisto in precedenza.

Dopo questa emozionante sorpresa, decido di tornare il sabato pomeriggio con un amico per poter adocchiare le auto da ferme e l’arrivo dell’altra parata in programma, quella delle auto ultracentenarie organizzata dal Museo dell’Auto.

Ancora una volta sono rimasto stupito in positivo. Le auto presenti erano molte di più e molto più incredibili di quanto avrei immaginato. Quasi una decina di F1 tra cui tre Ferrari, l’Audi R15 di Dindo Capello, una dozzina di auto da rally, due MotoGP del 2022 (la Suzuki ufficiale e la Ducati del team VR46) e addirittura la vettura con cui Zanardi correva in Formula CART negli anni ’90. Nel mentre si stava tenendo l’arrivo della parata di auto storiche, anch’esso molto bello e incredibilmente interessante. Il presentatore, infatti, ha raccontato la storia e le curiosità di ogni auto che passava davanti a lui.

Insomma, un evento davvero eccezionale, che mi ha lasciato soddisfatto come appassionato ma anche come semplice visitatore che passeggia tra le strade del centro. Il mio giudizio su questo evento non può che essere positivo, anche se alcune cose potrebbero essere migliorate per una eventuale seconda edizione (non c’era un sufficiente numero di altoparlanti tra piazza San Carlo e via Roma, e non sono riuscito a sentire la presentazione dell’evento da parte di Federica Masolin).

Ma soprattutto, hanno mantenuto le promesse fatte e creato un evento che potesse davvero attirare un pubblico di appassionati. Bel lavoro Autolook Week, ben fatto.

Di Alessandro Rizzuti

Laureato in storia e bassista metal a tempo perso, fermamente convinto che sotto le sei ore si parla di gare sprint. Ogni tanto faccio qualche articolo ironico, sperando di essere divertente almeno su internet.

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