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A cura di Matteo Arrigosi.

Oggi ci lascia uno dei più importanti ingegneri italiani: Nicola Materazzi.

Ma prima di parlare della vettura più importante della sua carriera, vediamo chi era l’Ingegner Materazzi.

Nato a Castelle in Pittari il 28 Gennaio del 1939, frequenterà nella sua adolescenza l’università di Napoli Federico II nella specialità Ingegneria meccanica. Poco prima aveva anche effettuato uno stage presso la Mobil sempre a Napoli.


La sua ascesa in Ferrari inizia con la chiamata in Lancia, nel reparto corse, dove parteciperà allo sviluppo della Stratos.

In questo periodo inizierà a prendere confidenza con l’utilizzo dei turbocompressori, un sistema che con il tempo non abbandonerà, ma anzi ne diventerà uno dei maggiori esponenti.

Dopo l’unione dei reparti corse Fiat e Lancia, l’ingegnere lavorò prima in Abarth e poi in Osella, come ultimo compito prima del passo in Ferrari.

Il Drake lo volle assumere e lo mise nella gestione sportiva, con il compito di sviluppare motori. A lui si deve l’avvento del turbo sulle Ferrari di Formula 1.

Dopo la Formula 1 Ferrari lo avvicinò al mondo delle auto stradali con lo sviluppo della 208 GTO e della 208 GTO Evoluzione, vettura da cui derivò la F40.

Non tuti sanno che la F40 fu progettata interante dall’ingegnere, come disse in un’intervista ” dalla targa davanti alla targa dietro”.

Fu una corsa contro il tempo, perché il ”vecchio” , come lo chiama l’ingegnere, era ”avanti con l’età e voleva vedere questa macchina” ma senza interferire con gli altri progetti del gruppo Fiat.

Il 21 luglio 1987, Ferrari toglie i veli di quella che sarà la supercar definitiva: l’F40.

Dopo aver lasciato la Ferrari, Materazzi finisce in Bugatti, a progetto avviato della EB110. Riesce incredibilmente a sistemare i vari problemi del progetto, modificando sia la scocca, che il motore, dove il tutto viene ottimizzato per raggiungere le prestazioni che tutti conosciamo.

L’ultima opera dell’ingegnere prima della pensione è il progetto B Engeneering, una vettura basata sulla EB110, ma a trazione posteriore e con una meccanica rivisitata.

In totale, nella sua carriera, l’ingegner Materazzi ha lavorato a circa una quarantina di progetti.

Ingegnere, grazie di tutto.

Di Matteo Arrigosi

Pilota professionista, coach e caporedattore di ItalianWheels.net. Per divertirsi non importa il mezzo, l'importante è che abbia un motore.

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