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A cura di Federico Scannavino.

Cos’è la storia senza passione? Un mero racconto asettico dei fatti accaduti, facilmente dimenticabile con il passare del tempo, come i libri di storia che abbiamo studiato a scuola. Al contrario, una storia raccontata con passione ci accompagna in eterno, e se questa passione la tramandiamo, allora abbiamo creato qualcosa di immortale. L’obiettivo della Scuderia del Portello è questo: rendere immortale la storia di Alfa Romeo tramandando la passione attraverso le auto che hanno scritto la storia del marchio, in pista e fuoristrada, in giro per il mondo. Abbiamo incontrato questa bellissima squadra al Milano Monza Motorshow, con cui abbiamo fatto una bellissima chiaccherata.

La Scuderia del Portello nasce a Arese il 3 febbraio 1982 proprio nel centro direzionale Alfa Romeo, con il supporto della casa madre e di una schiera di gentlemen drivers e appassionati da tutto il mondo. Il nome deriva dal quartiere della periferia milanese in cui erano situati i primi stabilimenti dell’azienda, appunto sulla strada del Portello, che conduceva ad una porta minore del Castello Sforzesco. Il team divenne subito il riferimento e supporto tecnico per i piloti che gareggiavano con Alfa di cessata produzione e la Squadra Ufficiale del marchio per le competizioni auto storiche in giro per il mondo, ma ha anche come scopo la promozione del marchio e la tutela del patrimonio storico dello stesso. Nel 1990 la Scuderia allargò il suo interesse anche all’automobilismo contemporaneo e cambiò il proprio logo con quello usato attualmente, rievocativo della forma della calandra dell’Alfa Romeo 1900. L’attuale presidente e team principal è Marco Cajani, con Arturo Merzario presidente onorario.

L’attuale logo.

Come ci spiegava Andrea Cajani, team manager e general director, tutte le auto in possesso della Scuderia sono mantenute “ready to race” nella “Portello Factory”, officina altamente specializzata che si occupa della manutenzione e restauro delle vetture della Scuderia e dei soci, lavorando con schematiche e pezzi originali, per mantenerle come uscite dalla fabbrica per la prima volta, ma anche per prepararle alle varie competizioni, e lo dimostrano le loro varie partecipazioni a tantissimi eventi internazionali, come la 24H del Nurburgring, 24 Ore di Le Mans Classic, Mille Miglia, Goodwood Revival, Goodwood Festival e tantissimi rally raid in giro per il mondo, con auto con storie incredibili come l’Alfa Romeo 1900 con cui Clay Regazzoni partecipò alla Carrera Panamericana ,modificata con sistemi di guida Simplex, permettendone la guida anche solo con l’ausilio degli arti superiori.

Credits. Massimo Campi

Molte delle auto della Scuderia sono in vendita o meglio , come preferisce dirlo Cajani, “disponibili alla cessione” perché un normale atto di vendita è quasi un insulto per queste opere d’arte meccaniche che raccontano storie veramente inestimabili.

Nello spazio espositivo del MiMo dedicato alla scuderia, era possibile ammirare alcune di queste vetture incredibili, come la Giulia che ha affrontato il durissimo rally raid Pechino – Parigi, supportando numerose cause umanitarie (Cajani ha definito la Scuderia come “Ambasciatori di beneficienza”), una bellissima Alfa 1900 TI Super appartenuta a Edi Orioli, plurivincitore della Parigi – Dakar, che ha corso e continua a correre in varie competizioni per auto storiche e anche una Giulia Quadrifoglio con una storia incredibile: fu infatti trovata nel 2009 abbandonata in un capannone industriale in disuso, dove è rimasta fino al 2018. Arrivata alla Portello Factory, è cominciato il completo restauro della vettura, con l’istallazione di un nuovo motore originale preparato e elaborato per uso stradale da Samuele Baggoli, storico elaboratore e preparatore della Scuderia.

La belllissima Giulia restaurata

Ma il vero pezzo forte dell’esposizione è la Giulietta Sebring Monoposto, una delle sole 17 costruite, che ha corso negli anni 50 e 60 nel campionato americano SCCA nella categoria Sport GTS, ottenendo numerose vittorie.

La Giulietta durante il Minardi Day a Imola, credits Marco Pellizzoni

Un altro pezzo unico in esposizione era la De Tomaso F1 Alfa Romeo, monoposto che partecipò al GP d’Italia del 1961, pilotata da Bussinello e Vaccarella. La monoposto monta un motore di una Giulietta maggiorato e portato a 1500cc di cilindrata ed è completamente funzionante e pronta a correre, e lo dimostrano le sue partecipazioni annuali al GP Historique de Monaco e Goodwood Revival.

Credits Massimo Campi

Parlando del futuro della Scuderia, Cajani ci risponde citando il loro motto “…e la storia continua”: purtroppo con la mancanza di supporti dalla casa madre il lavoro è molto più complicato, ma fino a quando ci saranno appassionati, la Scuderia continuerà ad esistere e continuare sua nella missione, e con più di 400 soci in più di 20 Paesi in giro per il mondo, siamo sicuri che la storia del Biscione e della Scuderia del Portello continuerà ancora a lungo.

La Scuderia inoltre ogni anno organizza il Trofeo Campioni Alfa Romeo al Museo Storico Alfa Romeo, premiando chi vince e chi ha vinto in passato nei vari campionati su vetture del Biscione, dai gentlemen drivers ai semplici appassionati possessori di Alfa. Inoltre la Scuderia partecipa ogni anno alla Coppa InterEuropa, manifestazione per auto storiche che dal 1949 si svolge all’autodromo di Monza la mattina del giorno del GP d’Italia. La Scuderia è stata anche organizzatrice insieme al Registro Italiano Alfa Romeo dell’Alfa Romeo Anniversary, il più grande raduno di Alfa Romeo del 2022 ,svoltosi il 3 Aprile scorso sempre all’autodromo brianzolo, nella cui occasione sono stati festeggiati i 40 anni della Scuderia del Portello, i 60 anni della Giulia e i 100 anni dell’autodromo, in cui c’è stata l’anteprima mondiale dinamica della Tonale, ultima nata della casa di Arese.

Credits Massimo Campi

Ringraziamo la Scuderia del Portello per l’accoglienza e la disponibilità, permettendoci di raccontare di una eccellenza italiana nel mondo, e soprattutto della possibilità di poter raccontare le fantastiche storie delle Alfa in loro possesso. Vi consigliamo assolutamente di visitare il Museo Storico Alfa Romeo e, se siete a qualche competizione di auto storiche, di cercare le insegne della Scuderia passando a fare un saluto, avranno sempre qualcosa da raccontare!

Un pensiero su “IL MUSEO PIU’ VELOCE DEL MONDO: UN VIAGGIO NELLA SCUDERIA DEL PORTELLO”

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