A cura di Davide Orofino.

Mentre il paddock faceva i bagagli dopo i test di Jerez di lunedì, tenuti dopo il GP di Spagna, è emersa la notizia bomba che la Suzuki aveva intenzione di ritirarsi dalla MotoGP alla fine della stagione. La squadra è stata informata lunedì mattina, prima del test, con un annuncio ufficiale previsto per questi giorni.

Diverse fonti affermano che la decisione di Suzuki si basi su motivi finanziari, con le conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina che hanno messo in ginocchio l’economia globale. Le voci che circolano all’interno del paddock suggeriscono che uno dei motivi per cui Livio Suppo era stato assunto in Suzuki era quello fare dei tagli al budget dove possibile, ma nemmeno Suppo, poteva aspettarsi questa decisione, arrivata dal consiglio di amministrazione Suzuki.

Certo è che sembra alquanto bizzarro parlare di ritiro dalle corse, almeno da un punto di vista sportivo. Il team ha vinto un titolo mondiale nel 2020 con Joan Mir e ha due piloti considerati tra i più talentuosi sulla griglia. Alex Rins si trova attualmente in quarta posizione in campionato, a 20 punti dal leader Fabio Quartararo, mentre Mir è sesto, staccato di appena 33 punti.

La Suzuki GSX-RR è forse la moto con il pacchetto più completo tra quelle presenti sulla griglia, soprattutto perché gli ingegneri Suzuki sono riusciti a trovare più potenza e più coppia per questa stagione. È perciò logico aspettarsi che Mir e Rins possano lottare per titolo per il 2022, non è altrettanto logico che che rischino di rimanere a piedi alla fine della stagione.

Tenendo conto che i costi per mantenere un team factory di MotoGP possono essere elevati, va ricordato che la Suzuki ha firmato un contratto quinquennale con la Dorna nell’aprile dello scorso anno, promettendo di gareggiare in MotoGP dal 2022 al 2026.

“Diverse case costruttrici e realtà indipendenti hanno dimostrato l’intenzione di entrare a far parte del campionato dato che questo sport continua a essere un esempio globale di competizione serrata, innovazione e divertimento, raggiungendo centinaia di milioni di fan in tutto il mondo” così recita il duro comunicato rilasciato dalla Dorna.

Il ritiro della casa di Hanamatsu difficilmente vedrà la griglia ridotta da 24 a 22 moto. È possibile che i due posti possano essere presi da un team satellite di Aprilia, anche se dalla Spagna giugno voci che RFN sia in procinto di firmare con la squadra di Noale lasciando così le deludenti Yamaha. Altre voci danno l’interesse del Team Leopard, uno dei team principali della Moto3, a entrare nella classe regina, ma per ora è tutta una situazione con grossi “se” e “ma” che troveranno risposte o conferme più avanti.

Per concludere, il ritiro della Suzuki apre anche la questione piloti, dove andranno a finire Alex Rins e Joan Mir? Secondo le voci che girano nel paddock Mir è ormai quasi certo di finire alla Repsol Honda, al posto di un deludente Pol Espargaro e al fianco di un Marc Marquez che sta ritrovando la forma ottimale.

Per Rins la situazione è diversa, poiché nonostante sia una pilota apprezzato per le sue doti velocistiche è anche vero che ha la fama di essere uno che spesso e volentieri tende a finire le gare nella ghiaia, su di lui pare ci sia un forte interesse da parte della Yamaha ma per ora non si sa nulla di più.

Come andrà a finire tutta questa storia? Come sarà la griglia l’anno prossimo? Avremo nuovi team? Nuovi costruttori? Purtroppo io non posso vedere il futuro ma una cosa è certa, la MotoGP esisteva prima dell’arrivo della Suzuki e continuerà a esistere anche dopo la sua dipartita.

Di Davide Orofino

Classe 1995, sardo, laureato in lingue e appassionato di tutto ciò che è dotato di un motore, specialmente se ha quattro ruote o se è dotato di ali che gli permettono di sfrecciare nel cielo. Mi occupo di un po' di tutto ma specialmente del motorsport giapponese.

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