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A cura di Davide Achille.

Se pensate che il primo gioco della serie di Gran Turismo uscito per PlayStation 3 sia il prologo di GT5 vi sbagliate di grosso. La Polyphony Digital rilasciò nel lontano 2007 sul PlayStation Store un videogioco della Serie Concept con una sola pista all’interno (l’Eiger Nordwand) e una decina di auto disponibili. Questo gioco si intitolava Gran Turismo HD Concept e l’unica caratteristica degna di nota fu la sorprendente qualità nei dettagli dovuta alla presenza di pochi elementi all’interno del gioco che facilitavano notevolmente lo sviluppo dei poligoni. Il titolo, purtroppo per gli appassionati, è stato rimosso molti anni fa dal PlayStation Store e non è più possibile recuperarlo.

Per festeggiare i dieci anni dal lancio del primo Gran Turismo il team di Yamauchi decise di rilasciare un’altra versione “antipasto” del nuovo titolo della saga principale e così fece il suo debutto nel mercato videoludico Gran Turismo 5 Prologue Spec III (rinominato così nel 2008). Nulla di nuovo per quanto riguarda le caratteristiche di questo prologo: lista dei veicoli ridotta e una manciata di circuiti giusto per dare un assaggio di quelle che sarebbero state le potenzialità del titolo completo, il tutto in alta definizione.

La vera chicca per gli appassionati però arrivò nel dicembre del 2010, quando dopo una serie di rinvii, uscì nei negozi Gran Turismo 5. Questo titolo adotta la risoluzione di 1080p a 60 fotogrammi al secondo ed è compatibile con la tecnologia 3D, il gioco inoltre per la prima volta nella storia della serie implementa i danni per le auto, anche se questi non compromettono le prestazioni del veicolo. Un’altra importantissima novità è la presenza dei campionati NASCAR, del Campionato del mondo rally e il Super GT. Il parco auto conta ben più di mille automobili, un record per la serie e per il mondo dei videogiochi, divise in due categorie, premium e standard: le prime sono dotate di una grafica più dettagliata e di maggiori particolari (500.000 poligoni) rispetto alle seconde, le quali hanno un livello di dettaglio abbastanza basso. Il titolo presenta inoltre numerose collaborazioni con brand famosi come la Red Bull Racing, che ha portato alla creazione della Red Bull Prototipo X2010 (progettata da Adrian Newey), e con il famoso programma inglese Top Gear. Gran Turismo 5 però subì alcune controversie: in primis dalla città di Siena per il fatto di aver utilizzato i simboli delle contrade e la Piazza del Campo senza autorizzazione; in secundis per quanto riguarda alcuni problemi di tearing, di pop-up di oggetti in lontananza e qualche difetto di aliasing. Tutto sommato però questo capitolo vendette molto bene, ma fu l’inizio di un declino di popolarità che portò il brand a non essere più considerato altamente simulativo, caratteristica che lo distinse negli anni precedenti.

Durante la conferenza di Sony alla Gamescom del 2013 è stata annunciata la data d’uscita del sesto capitolo principale della saga, fissata per il 6 dicembre dello stesso anno. Con le iniziali GT6, il nuovo titolo di casa Sony non stravolge più di tanto ciò che si è visto nel precedente, mantenendo sostanzialmente la stessa intelaiatura. Gran Turismo 6 contiene più di 1.200 automobili insieme alle “Vision Gran Turismo“, concetti di macchine create appositamente per il gioco da famose case costruttrici, e presenta anche un centinaio di circuiti. Come in GT5 sono presenti una serie di eventi speciali: l’esplorazione lunare, una simpatica simulazione di tre missioni sulla Luna alla guida di un Rover lunare; il Goodwood Festival of Speed, dove l’obiettivo è quello di testare diverse auto sul circuito di Hillclimb Goodwood Of Speed facendo il miglior tempo sul giro; un tributo ad Ayrton Senna consistente in quattro prove che rappresentano la vita nell’automobilismo del campione brasiliano; il Rally a tempo Sierra che consiste invece in quattro eventi a tempo dove l’obiettivo è conquistare il trofeo dorato. Gran Turismo 6 segna l’apice di un periodo di crisi della Polyphony Digital, poiché nonostante gli ultimi titoli siano di buona qualità e abbiano fatto registrare un buon numero di vendite, sembrano comunque aver perso quello smalto e quella singolarità che li contraddistingueva nei decenni passati.

Di Davide Achille

Laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e di automotive nell'ormai lontano 2016 e nel 2018 sono approdato alla corte di ItalianWheels.net. Guidatore della domenica per l'ItalianWheels Racing Team e corro nei tornei esports tra le file della Matteo Arrigosi Racing.

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