Come accade spesso ci si innamora casualmente. Dopo il circuito di Pescara (che trovate qui), è il turno di volare in Argentina e scoprire l’Autodromo Rosario.

Il circuito è conosciuto anche con il nome di “Autodromo Municipale Juan Manuel Fangio” e non è l’unico dedicato al famoso campione di Formula1, icona del popolo argentino.

Premesso che adoro il turismo su pista dato che incarna la dose giusta di “trash” e l’essenza del motorsport nudo e crudo, ho scoperto per caso questo autodromo su un profilo instagram di trackday.

Momenti di ordinaria amministrazione durante una qualsiasi gara turismo

STORIA

Il circuito nacque nel lontano 1961 ma i lavori furono subito interrotti per problemi idrogeologici non risolti. Negli anni ’80 l’Argentina investì nel motorsport e negli autodromi, e nel novembre dello stesso anno riuscì quindi ad esser inaugurato.

Lo scopo iniziale era quello di coprire poche gare e piccoli eventi, infatti la lunghezza complessiva si attestava solo sui 1,4 km. Passano gli anni e il continuo interesse nel turismo pista (specialmente il TC2000) portarono all’acquisto di un terreno privato e l’ampliamento fino a 2,6 km.

Renault Megane TC2000

A seguito della cancellazione del campionato principale, nel 2001, l’appalto che prevedeva opere di dragaggio, acqua potabile ed elettricità non andò a buon fine, e si parlava inoltre di una possibile estensione a 3,2 km.

Tanti anni passati in sordina fra piccoli eventi ed il campionato Top Race, per poi chiudere di nuovo nel 2009: insomma nessuna pace per questo circuito.

La svolta arrivò nel 2011 con la riqualificazione completa delle strutture e della pista, acquisendo l’attuale nome ed ospitando finalmente il turismo nazionale.

Per l’ennesima serie di sfortunati eventi, essendo curva due causa di numerosi incidenti, il layout subì modifiche. Nuovi spazi furono concessi, il circuito raggiunse la sua massima estensione, ben 3,91km, con un nuovo grande paddock.

Il layout attuale del circuito

CURIOSITÁ

Tutti vi starete chiedendo cosa mi ha spinto a scrivere di questo circuito: il CURVON DI ROSARIO.

In questa parabolica, situata appena dopo il rettilineo del traguardo, è pura magia osservare le auto full-gas (allego qui il video).

Dinamicamente parlando, perchè risulta così ostica per i veicoli? In una curva sopraelevata entra in gioco l’angolo di inclinazione e le forze che agiscono sul veicolo “cambiano”.

(Con il disegno tecnico vado meglio tranquilli)

Dove Fp è la forza peso del veicolo, N la reazione al piano e Fc la forza centripeta, scomposte nel sistema di riferimento. Questa è una semplificazione di ciò che avviene nella realtà a dimostrazione di quanto è complessa la materia.

In una delle tante configurazioni è stata prova valida per il Campionato WRX nel 2016, con la vittoria di Andrea Bakkerud. Anche la Formula Renault ha percorso l’asfalto dell’Autodromo Rosario.

Questa rubrica alla scoperta di circuiti poco conosciuti dove mi porterà nella prossima tappa? (Se siete a conoscenza di piste abbandonate o poco conosciute, scriveteci nei commenti).

Di Giuseppe Di Florio

Ingegnere meccanico in ambito metalmeccanico. Appassionato di motorsport fin da piccolo, ho lavorato in formula SAE come dinamico del veicolo e successivamente nel Campionato Italiano Rally Terra. Sono entrato nella famiglia di ItalianWheels.net nel novembre 2021 come redattore e social media manager.

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