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ASSEN, LA SAGRA DELL’ERRORE

Assen è da sempre stata considerata come l’università della MotoGP, uno degli appuntamenti più aspettati ed amati.

Assen ha messo a nudo, più che le grandi abilità di guida dei piloti o la meravigliosa conformazione della pista, i limiti e gli anacronismi delle decisioni dello stewards panel.

Quanto visto nella gara di Moto2 con il Long Lap Penalty (LLP) di Acosta non è stato propriamente bello.

Innanzitutto perché di base quel giro non era da assegnare in quanto il buon Pedro ha tagliato la chicane non per guadagnare posizioni o tempo sugli inseguitori bensì per evitar di cadere.

In seguito il pilota spagnolo affronta il giro di penalità praticamente in pieno calpestando la linea bianca e apparentemente anche il verde.

L’immagine tanto discussa.

Qua avviene il cortocircuito nella direzione gara.

Che fare? Far ripetere il giro allungato? Lasciar correre?

Il caos.

Sebbene la violazione sembra esserci la direzione non da luogo a procedere con un secondo LLP.

Acosta quindi si salva e riesce a mantenere la posizione su Tony Arbolino, suo rivale diretto in campionato.

Ad aggiungere il carico di briscola c’è l’immagine con cui la direzione ha scelto di scagionare Acosta.

Lascio a voi i commenti.

Ebbene sì, è proprio l’immagine che vedete sopra.

Un bel fermo immagine a 144p di una telecamera di sicurezza del circuito.

Un fermo immagine in cui si fatica persino a capire chi sia il protagonista del LLP diventa la tesi difensiva con cui FIM e Dorna basano la propria scelta.

Per poi aggiungere la ciliegina sulla torta le due immagini non sarebbero nemmeno dello stesso momento, in quanto il frame in 144p sarebbe di pochi secondi successivo rispetto a quello analizzato in precedenza.

Insomma un pasticcio pazzesco.

Non solo perché ha potenzialmente regalato vantaggio in ottica campionato ad Acosta ma soprattutto visto i precedenti.

Un minuto di silenzio per il povero Quartararo.

Ebbene qua il povero Quartararo dovette ripetere il Long Lap Penalty per questa invisibile pizzicata.

Due pesi, due misure.

MotoGp che sempre di più si perde in dei bicchieri d’acqua.

A maggior ragione occorre anche analizzare che ogni circuito ha un LLP di durata diversa rendendo la penalità più o meno pesante a seconda di dove si prende.

Una misura che riesce nell’arduo intento di scontentare tutti.

Altra polemica che non ha lasciato indifferenti gli amanti della MotoGP è stata quella relativa alla penalità di Brad Binder.

il taglio della sprint race di Binder

Infatti il pilota sudafricano si è visto per due volte (sprint e main race) per un microscopico taglio in curva.

Anche qua viene aggiunto a fine gara il tempo supposto di LLP e via, frittata fatta e Binder perde il podio in favore di Quartararo prima e di Espargaro poi.

Il crimine di guerra compiuto da Binder nella main race.

Insomma il sensore è riuscito a rilevare questo presunto taglio di Binder ma non è riuscito a rilevare un taglio Kilometrico di Martin.

Ieri FIM ha dimostrato di essere veramente anacronistica, incapace di prendere decisioni sensate in base alle situazioni presentatesi e di mancare totalmente la conoscenza delle proprie regole persino!

Ogni gara una penalità differente, ogni gara una differente interpretazione.

Non ci siamo proprio.

Assen doveva essere una bella occasione per splendere, non per affossarsi.

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