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A cura di Claudio Boscolo.

Ebbene siamo qua a commentare un week end di gare stupende rovinate da una direzione gara al limite dell’indicibile.

Come detto in precedenza lo spettacolo e le emozioni sul tracciato sono state tante, lotte e sorpassi che ben facevano sperare.

Invece la Federazione ha sentito l’obbligo di non smentirsi e far piovere fischi e polemiche.

Cambiare tutto per non cambiare nulla, cambiare i vertici della race direction cacciando con ignominia Michael Masi per ritrovarsi 9 mesi dopo davanti ad una sassaiola di fischi durante l’ultimo giro della Formula 1.

Il disappunto dei tifosi è giustificabile solo nella contestazione rivolta alla direzione, non verso un bravissimo Verstappen vittima di qualche incivile antisportivo.

La direzione gara ha preso il vizio di rendersi protagonista in situazioni delicate, sbagliando sempre e comunque la scelta.

Non è ammissibile che la safety car venga fatta uscire a caso, senza un’indicazione precisa e puntuale su dove fosse il leader della gara causando il circo che è seguito.

Perchè come possiamo chiamare una safety car che rincorre Verstappen senza sapere dove sia negli oltre 5000 metri del tragitto monzese, forzata a tenere un ritmo elevato?

Ritmo elevato che comunque hanno dovuto tenere le vetture in gara per raggiungere il prima possibile la suddetta safety car, impedendo alla gru di entrare a causa del troppo movimento in pista.

E intanto i giri passano ed il tutto assume contorni sempre più grotteschi.

Praticamente la riproposizione corsaiola di un gatto che si morde la coda.

Io mi metto nei panni dei tanti amici della pagina, personali e non, che hanno speso 300 o più euro per trovarsi nella disorganizzazione di un circuito ormai allo stato brado, con file disumane per andare in bagno e macchinette per i token malfunzionanti, impedendo alla gente di bere.

Oltre a vedersi oggetti che fino al giorno prima potevano entrare ritirati agli ingressi, come è accaduto per borracce e power bank (a tal proposito ecco il post https://www.instagram.com/p/CiSDuKCoLra/?utm_source=ig_web_copy_link scatenando l’ironia e la rabbia dei tifosi nei commenti).

Tutto questo nel Gran Premio del Centenario del nostro amato Autodromo ( dove abbiamo raccolto anche una testimonianza che rende bene lo stato di Monza https://www.italianwheels.net/2022/09/07/i-primi-ed-ultimi-100-anni-dellautodromo-di-monza/)

Dopo tutta questa serie di grandi disagi ed incazzature ecco la più brutta: vedersi privati di un finale degno.

Forse, al posto di stare qua a pensare a griglie invertite e punti nelle libere occorre fare una revisione dei circuiti in cui portare la F1 e, cosa più importante, avere una direzione gara costante, chiara e decisa.

Liberty Media dovrebbe pensare meno ai “VIP” da portare nel paddock e più a gestire lo sport in senso stretto.

Si è cambiato tutto da Abu Dhabi, ma delle cose brutte viste non è cambiato nulla.

La Formula 1 non è solo intrattenimento, romanzo o narrativa: è e deve essere sport.

Eppure siamo ben lontani da ciò.

Di Claudio Boscolo

Appassionato di endurance da quando ho memoria, innamorato perso della Panoz Esperante e nostalgico della Jordan e della Jaguar in Formula 1. Cantastorie di piloti e di gare, all'occorrenza team principal dell'ItalianWheels Racing Team.

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