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Max Verstappen (NLD) Red Bull Racing RB16B. 05.09.2021. Formula 1 World Championship, Rd 13, Dutch Grand Prix, Zandvoort, Netherlands, Race Day. - www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com © Copyright: Batchelor / XPB Images

A cura di Alessandro Rizzuti.

Il primo gp d’Olanda del 21° secolo è stato esattamente come molti si aspettavano durante il weekend: una copia del gp di Monaco su una pista molto bella e veloce. E infatti gli unici due piloti ad aver fatto sorpassi in pista sono stati Perez e Alonso, ma ciò non vuol dire che non sia stata piena di tensione ed emozionante. Andiamo a vedere come è andata.

La partenza vede Verstappen guidare il gruppetto di testa, prendere il largo e uscire immediatamente fuori da una qualunque lotta, mentre da Sainz in giù l’obiettivo dei piloti è stato semplicemente sopravvivere. Cosa che è riuscita a tutti senza sforzo, anche se Alonso è stato toccato da dietro un paio di volte, fortunatamente senza conseguenze. Proprio il pilota spagnolo è stato autore di due sorpassi (sul compagno di squadra e su Giovinazzi) che lo hanno proiettato in settima posizione, mentre il pilota italiano è purtroppo retrocesso in decima posizione.

Dal secondo giro in poi la gara sembra praticamente finita, con i distacchi tra i piloti che superano in quasi tutti i casi i due secondi dal pilota davanti. La prima azione rilevante della gara arriva al giro 21. Hamilton rientra ai box per passare sulle gialle e tentare l’undercut, ma una sosta un po’ troppo lunga di 3.5 secondi e la risposta il giro dopo di Verstappen decretano il fallimento del sorpasso. Bottas invece viene tenuto fuori in attesa di fare da tappo per l’arrivo dell’olandese, che lo raggiunge al giro 30 e lo supera in maniera un po’ troppo semplice. Il finlandese rientra poi al giro successivo, anche lui per montare le gomme gialle.

Insieme a Bottas si ferma anche Sainz, sesto a dieci secondi da Leclerc davanti e da Alonso dietro, ma nel suo caso per montare le gomme dure, mossa copiata da Leclerc un paio di giri più tardi. È chiaro quindi che le Ferrari tentano una strategia a una sosta, al contrario dei primi che programmano una strategia a due soste.

Al giro 37 esce l’unica bandiera gialla della gara a causa di un testacoda di Sebastian Vettel in curva 3. Grande rischio per Bottas che riesce a evitare l’Aston Martin per un soffio. Nel frattempo Verstappen ha doppiato tutti i piloti sotto la nona posizione.

Al quarantesimo giro Mercedes tenta un altro undercut con Hamilton, ma il momento è quello sbagliato e il pilota inglese si ritrova nel traffico di alcuni doppiati. Verstappen risponde il giro dopo, montando stavolta le gomme dure, e finisce con qualche secondo di vantaggio sul rivale, abbastanza da permettergli di gestire le gomme in sicurezza, in una gara che si è dimostrata molto provante per le coperture. Qui finisce sostanzialmente la gara dei primi tre, Hamilton mai in grado di impensierire il rivale e Bottas troppo lontano per puntare a qualunque cosa.

Ma il colpo di scena, si fa per dire, arriva a quattro giri dalla fine. Bottas viene fermato per cambiare le gomme, giusto per sicurezza essendo le sue coperture medie ormai andate, e gli vengono montate delle gomme soft. Il finlandese improvvisamente sembra ricordarsi di guidare per un top team e di avere una spina dorsale, e fa segnare il miglior tempo della gara, rubandolo tra l’altro al compagno di squadra. Immediatamente anche Lewis viene fermato, perché lui di quel punto in più ne ha bisogno, e all’ultimo giro riesce a riprendersi il giro veloce. All’ultimo giro è anche il sorpasso di Alonso su Carlos Sainz per la sesta posizione.

La gara finisce quindi con Verstappen che taglia il traguardo tra i fuochi d’artificio davanti a Gasly, primo dei doppiati in quarta posizione, autore di un’ottima gara in solitaria nel limbo della Formula 1.25. Secondo e terzo posto ovviamente per le due Mercedes. Ottavo posto per Sergio Perez, autore di una bella rimonta dopo essere partito dalla pit lane e aver avuto problemi di gomme nei primissimi giri. Il suo rimane comunque un compitino, perché con la sua macchina avrebbe potuto puntare tranquillamente al podio con una buona qualifica. Peccato per Giovinazzi invece, colpito da una foratura mentre era in zona punti, e termina solo quattordicesimo. Di seguito l’ordine d’arrivo della gara:

  1. Verstappen
  2. Hamilton
  3. Bottas
  4. Gasly
  5. Leclerc
  6. Alonso
  7. Sainz
  8. Perez
  9. Ocon
  10. Norris
  11. Ricciardo
  12. Stroll
  13. Vettel
  14. Giovinazzi
  15. Kubica
  16. Latifi
  17. Russell
  18. Schumacher
  19. Tsunoda
  20. Mazepin

Di Alessandro Rizzuti

Laureato in storia e bassista metal a tempo perso, fermamente convinto che sotto le sei ore si parla di gare sprint. Ogni tanto faccio qualche articolo ironico, sperando di essere divertente almeno su internet.

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