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Volenti o nolenti conosciamo tutti chi è Nicholas Latifi.

Ex pilota di F1, il deus ex machina che decise le sorti del mondiale 2021 la notte del 12 dicembre, alla curva 14 del giro 52, in quel di Yas Marina.

Ma partiamo dal principio, chi è Nicholas Daniel Latifi?

Classe ’95, nasce in Canada a Montreal, passa quasi tutta la sua infanzia a New York.

Figlio di Michael Latifi, imprenditore iraniano-canadese, amministratore delegato del gruppo Sofina Foods, mentre sua madre, Marilena Latifi (canadese di origine siciliana), è imparentata con la famiglia Saputo, fondatrice dell’azienda casearia Saputo Inc.

Inizia la sua carriera nel motorsport all’età di 13 anni, quindi ben più tardi rispetto ai suoi colleghi.

Si trasferisce in Europa e, dopo una lenta scalata nelle formule minori (aiutata dal patrimonio di famiglia), nel 2019 arriva a raggiungere i punti necessari per la super licenza quando si piazza in seconda posizione nella classifica finale in F2. Era al suo quarto anno nella categoria ma è solo un dettaglio.

Nel 2020 trova posto in Formula 1 accasandosi alla Williams, storico team britannico sull’orlo del collasso finanziario alla disperata ricerca di finanziamenti.

Latifi alla guida della DAMS in Bahrain nel 2019.

In poche parole, Nicky è quello che tutti possiamo definire un pilota pagante, uno dei tanti che hanno corso in F1, uno che, di tasca sua, ha però salvato la Williams da quella che sarebbe stata la bancarotta.

Il suo primo anno nella classe regina del motorsport non è nulla di ché. Alcuni alti e molti bassi, pessimo in qualifica ma sembra cavarsela meglio nel passo gara.

Conclude la stagione al 21° posto in classifica, con 0 punti e tre P11 come miglior risultato. Nulla di eclatante certo ma in F1 abbiamo visto ben peggio.

Prima stagione in F1, tutto sommato ok.

Nella seconda stagione, la macchina è decisamente uno step avanti rispetto a quella precedente, ma Nicky sembra soffrire degli stessi problemi della prima stagione. Difficoltà sul giro secco in qualifica ma buon passo gara, spesso vicino a quello del ben più blasonato compagno di squadra George Russell.

I primi punti arrivano in Ungheria quando, dopo lo strike di Bottas alla partenza, si ritrova in terza piazza, posizione che terrà fino a metà gara circa, quando poi, con il valzer dei pit stop, finisce per perdere posizioni dalle auto ben più performanti.

Chiude la gara in un’ottima settima posizione proprio davanti al compagno di squadra.

La stagione continua con un altro piazzamento a punti nella farsa di Spa. P9 che vale un solo punto per via dei punti dimezzati per aver completato meno del 75% della gara.

Da qui in poi la sua stagione continua in crescendo con lievi miglioramenti in qualifica e nelle gare arrivando spesso a ridosso del compagno di squadra e a volte anche davanti.

Tutto sembra stia andando per il meglio, Nicholas ha finalmente trovato la quadra e nel 2022 potrà dimostrare che merita di stare in Formula 1, nonostante sia un “pilota con la valigia”.

La prima gioia arriva in Ungheria.

Purtroppo non andrà così.

La sua carriera finisce di fatto ad Abu Dhabi quella maledetta notte del 12 dicembre 2021. Nicholas cade in una spirale di errori e sconforto per insulti e minacce sui social, diventando il nuovo giocattolo deriso dal web che lo apostroferà come il GOAT, acronimo di Greatest Of All Time.

Mentalmente Nicky non c’è più, non si trova a suo agio con la macchina e viene costantemente battuto dal nuovo compagno di squadra Alex Albon. Ogni volta che prova a spingere finisce per fare errori grossolani che non commetteva nemmeno quando era un rookie.

L’inizio della fine.

L’unica luce in quell’oceano di oscurità, nella stagione 2022, arriverà a Suzuka, sotto il diluvio, concludendo in nona posizione grazie ad una strategia azzeccata. Da fine stagione in poi di Nicholas non si saprà più nulla: zero social, zero interviste, zero tutto. Fino al 18 luglio del 2023 quando, tramite i suoi profili social, rompe il ghiaccio con una dichiarazione:

“Un saluto a tutti, so di essere stato molto silenzioso sui social media quest’anno. Ho visto molti messaggi, da parte delle persone che mi sostengono in tutto il mondo, che mi chiedevano cosa stessi facendo e quali fossero i miei progetti per il futuro.

Da poco ho delle novità che vorrei condividere con tutti voi. Ho deciso molto presto che non avrei partecipato a nessuna gara per il 2023. È stata una sensazione molto strana non avere più la stessa routine che ho seguito per oltre metà della mia vita.

Sapendo che quest’anno non sarei stato al volante di un’auto da corsa, ho ovviamente iniziato a pensare a ciò che mi aspettava, sia che si trattasse di corse sia che si trattasse di qualcosa di completamente diverso, e ho deciso che, per l’immediato futuro, volevo prendermi un po’ di tempo per seguire una strada diversa e concentrarmi su un altro percorso.

Crescendo, ho sempre avuto un forte interesse per il mondo degli affari e ho sempre detto che avrei studiato all’università se non avessi scelto la strada delle corse.

Tenendo conto di questo, e sapendo che avrei potuto prendermi una pausa dalle corse, ho deciso che volevo conseguire un MBA (Master in Business Administration NdR.) e concentrarmi su qualcosa che avrebbe potuto cambiare la fase successiva della mia vita.

Un MBA è sempre stato un’idea che avevo preso in considerazione dopo le corse, sia pure verso la fine dei 30 e l’inizio dei 40 anni.

Avendo deciso all’inizio dell’anno che un MBA era ciò che volevo perseguire, ho iniziato a dedicare il mio tempo alla ricerca di scuole di business e a vedere quali sarebbero state adatte, a preparare una domanda di ammissione e a studiare per il GMAT (un test richiesto dalla maggior parte delle scuole di business per accompagnare la domanda di ammissione).

Non è stato un processo facile e ha richiesto molti mesi! Chiunque abbia vissuto l’esperienza di iscriversi a una business school sa quanto possa essere difficile. Dopo cinque mesi dall’inizio del processo, sono contento di dire che la mia candidatura è stata accettata per un posto nel programma MBA della London Business School (LBS), che inizierò ad agosto di quest’anno.

Questa decisione potrebbe sorprendere molte persone. Passare a un’altra categoria di corse poteva sembrare la mossa più ovvia. Ho sempre saputo che prima o poi ci sarebbe stata una vita dopo le corse e ho deciso che questo era il momento giusto per prepararmi.

Non si tratta necessariamente di un addio definitivo al mondo delle corse. Correre è stata la mia vita fin dall’età di 13 anni ed è ancora qualcosa che mi appassiona moltissimo. Questa stagione non mi sono ancora perso una gara di F1! Tuttavia, ho ritenuto che quest’anno fosse il momento giusto per esplorare e perseguire altre strade nella mia vita.

Non vedo l’ora di affrontare la prossima avventura e voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto nel corso della mia carriera. Spero di poter continuare ad avere il vostro sostegno anche quando mi prenderò un po’ di tempo”

E così, il buon Nicky, pilota gentile, che non ha mai alzato la voce o detto una parola fuori posto, lascia il mondo delle corse per dedicarsi a quello che è il business di famiglia.

Io, da tifoso Williams, non posso far altro che farti i migliori auguri e ringraziarti per aver tenuto in vita il team che amo con i tuoi preziosi investimenti, e chi lo sa, magari un giorno, avrò il piacere di rivederti in F1 come proprietario di un tuo team!

Ad maiora Nicholas.

Di Davide Orofino

Classe 1995, sardo, laureato in lingue e appassionato di tutto ciò che è dotato di un motore, specialmente se ha quattro ruote o se è dotato di ali che gli permettono di sfrecciare nel cielo. Mi occupo di un po' di tutto ma specialmente del motorsport giapponese.

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