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Recensione (SPOILER)

Premessa. Una delle cause della mia passione per i motori è stata proprio la saga di Fast and Furious. Ricordo ancora quando nel lontano 2001 uscirono le prime tv da auto; un vero e proprio lusso per quegli anni. 

Domenica mattina, una chiamata da mio cugino in cui mi diceva di farmi trovare sotto casa perché era in arrivo ed aveva una novità da farmi vedere.

Salgo in macchina e con tono di festa esclama “Che ne pensi?” indicandomi un piccolo schermo incastonato nel cruscotto. Non riesco a dire mezza parola e vedo nelle sue mani un CD. Sì ragazzi, il famoso CD pirata di Fast and Furious, e sì… Generazione MTV, gli anni 2000 e il masterizzatore. Qualcosa di assolutamente epico. 

Parte il video: “Oggi ti faccio vedere una cosa fighissima, ah e vedi quella macchina? Stai attenta, è una Eclipse e tra qualche anno sarà famosa”

Bene, il resto è solo storia…

La famosa Eclipse nella scena iniziale di F&F con Paul Walker.

Se sono a questa tastiera a scrivere per la prima volta come redattrice di ItalianWheels.net (di solito me la passo nelle retrovie tra foto, contatti, revisione bozze , ecc.) è perché da fan della saga mi sento in obbligo di doverlo fare, di dover scrivere e sfogare l’amaro che ormai porto dentro da tempo. 

Tre giorni fa sento per telefono un caro amico. Allora si va? Ma si dai andiamo e portiamo anche le auto, facciamo un mini raduno nel parcheggio del cinema. 

Avvisiamo gli altri? E se chiedessimo i permessi per organizzarlo davvero un raduno dopo la prima? Sarebbe una buona pubblicità e un modo per omaggiare la saga stessa. Però aspetta un attimo…le nostre auto non fanno più parte della saga…non ha senso. 

Al cinema si è andati ma senza festa e senza raduno. Entriamo in sala comunque un pò gasati e nulla…

Per me è andata un po’ cosi: 

Famiglia, ricordi, tranquillità, incertezze dubbi perplessità e… VIA!

BUUM BAAAM, BANG BANG, CRASH, SBAM!

Computer, computer, computer, MACCHINA! Famiglia.

Computer, computer, SBAM, muscoli, BANG BANG! Sguardi profondi, sguardi di sfida, battute da veri americani, MACCHINA!

Famiglia… armi, tante armi, anche troppe, (il nostro pilota professionista Arrigosi mi ricorda se ho scritto armi)… BOMBA!

INSEGUIMENTI! Computer, computer, computer, scene inverosimili, ancora armi, ancora muscoli, ancora sguardi, ancora acqua, tanta acqua, BUUM! BAAAM! MACCHINA!

Una delle mille esplosioni in quel di Roma.

RESURREZIONE!, computer, computer, ALTRO SOTTOMARINO, armi e ancora muscoli e ancora armi e ancora muscoli e poi… macchina, sì ma… una DeLorean… ELETTRICA (una lametta grazie)!

AEREO (L’ennesimo)!

E ancora armi, ancora bombe, muscoli, sarcasmo (troppo e stucchevole) e ancora RESURREZIONI, ok basta la smetto, dovrei esser stata esaustiva.

Ovviamente, dopo la refurtiva del 7, il livello del parco auto (che in totale sarà comparso per una manciata di secondi, non scherzo) doveva salire: non sono mancate Lamborghini, Pagani, una Porsche 911, McLaren Senna, l’immancabile Wrangler preparato all’ennesima potenza, Alfa Romeo e la famosa Dodge Charger di cui tutti ci siamo innamorati alla sua prima impennata in Fast and Furious.

Toretto e la sua Dodge pronti a gettarsi dall’aereo.

Ultima scena: non c’è il finale di nessuno dei mille scenari creati in contemporanea; dal nulla, la stazza di The Rock che cerca di essere camuffata da una divisa d’assalto e luci soffuse, battuta da macho e di nuovo il nulla.

Titoli di coda, tutti ammutoliti, mi alzo e dico a gran voce: “Basta, prendiamo il primo volo per Los Angeles, questa storia deve finire”

Si ragazzi, non se ne può più! Parliamoci chiaramente, non ci aspettavamo nulla di che visti gli ultimi due film, Ma cosa pensavano di ottenere da Fast X gli autori? Qual era il loro obiettivo?  

Il 21 marzo 2022 Vin Diesel dichiara su Instagram: “Non riesco a credere che gli Universal Studios si impegnino per un finale in due parti (primo colpo al cuore) il loro sostegno e la loro fede in questa mitologia mi sorprende e mi fa sorridere”. Ma quale mitologia e quale fede? (secondo colpo apoplettico).

Una delle poche scene girate realmente con auto VERE. La Gallardo e l’Alfa, nonostante gli anni, non hanno sfigurato.

Forse voleva esser un modo per dover risollevare il tutto dalla grossa e triste perdita? E comunque, avrei potuto chiudere un occhio solo sull’ottavo come spettacolarizzazione, computer grafica, trama ecc. Poi mi dico, ma anche no Giulia! Anche no! Non si può finire dalle strade californiane allo spazio a combatter super cattivi usciti direttamente dagli Avengers ed inseguiti da sottomarini tra i ghiacciai!

Dov’è finita la polizia che stana le corse clandestine? Dove sono finite le auto modificate col NOS? La stessa dipartita di Justin Lin dalle riprese doveva essere un chiaro campanello d’allarme.

Inutile girarci ancora attorno, la vera essenza di F&F ha avuto tristemente fine con la scomparsa di Paul Walker, e chi nega mente spudoratamente. 

Una delle scene più assurde del film.

Il settimo è il vero ed ultimo capitolo di questa avventura. Doveva esserlo! Per il bene di tutti! Per il bene di un’intera generazione cresciuta attorno ad una saga su auto clandestine. Bisognava ammettere allora la fine di tutto, perché si sapeva benissimo che lo spirito sarebbe cambiato, che l’atmosfera nelle riprese sarebbe cambiata e che non si sarebbe potuto in alcun modo tornar indietro e colmare quel vuoto. Spesso questo non siamo capaci di ammettere, la fine di un qualcosa. Si cerca sempre di mascherare, di rimescolare le carte per far finta che non sia successo nulla, quando la loro, degli Studios e di tutti gli attori, più grande azione coraggiosa sarebbe stata ammettere “ragazzi, perdonateci, ma non si può andare avanti, per noi, per voi, per Paul e per la saga stessa”. E invece cosa? Addirittura il terzo flop consecutivo. 

Non sono andata a vedere Fast X, ma un mix di Death race e Battelship su asfalto, e stravedo per quest’ultimo ma non dovevano far l’errore di cadere nella trappola dello Zio Tom. Non con un seguito del genere, non con una saga che ha creato non solo la Toretto’s family, ma tante e tante altre famiglie, sparse ovunque per il globo, con l’unica passione, quella per le auto, per i motori. 

Il cast è stellare, nulla da obiettare, lo stesso Momoa è a dir poco esilarante nei panni del cattivo Dante. Le risate non sono di certo mancate. Ma è appunto questo, siamo passati da un film di auto da corsa a giganteschi film di rapine con super spie e maestri criminali. Non dico che sia un brutto film, no non dico questo, ma avrebbero dovuto interrompere Fast and Furious e intitolare i film successivi in maniera diversa, dando il via ad una nuova avventura. 

Momoa nei panni del cattivo Dante. Una sorta di Joker dei tempi moderni.

Che fine hanno fatto le touge di Tokyo Drift? (QUI trovate il nostro articolo a riguardo). Che fine hanno fatto tutte quelle auto dai colori sgargianti e dalle modifiche esasperate. In Fast X sembra quasi le auto le abbiano messe per errore o per comparsa, o perché quasi obbligati a farlo! Va bene, i tempi son cambiati, le auto son cambiate, ma perché stravolger tutto?

Fand and Furious, quello vero. Generazione MTV.

Non vi annoierò oltre, volevo solo darvi il punto di vista di una delle poche ragazze appassionate di motori piuttosto che di shopping, e invitarvi alla riflessione sulla direzione verso cui stiamo andando da diverso tempo. Un’evoluzione troppo osannata, una modernità quasi ridicola che sta devastando anche la F1 stessa; con lo show di Miami credo si sia raggiunto il culmine.

Molto probabilmente non andrò a vedere la seconda parte che uscirà nelle sale nel 2024, la delusione è sul serio tanta. E a chi non è ancora andato al cinema dico, non buttate danaro.

Tutto sprecato per chi come me ha sempre vissuto “un quarto di miglia alla volta”.

È veramente la fine di un’era, la fine della generazione Y.

Di Giulia Ferola

Tecnologa alimentare dispersa tra i fumi degli idrocarburi dalla tenera età grazie all'ottima cantina/officina del nonno. Ossessione per qualsiasi cosa abbia un motore e delle ruote, reporter per ItalianWheels.net dal 2018 e un pilota per compagno. No benzina, no party.

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