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A cura di Alessandro Rizzuti.

A due weekend dalla fine del campionato di Formula 2 la lotta per il secondo posto è quanto mai serrata. Sono potenzialmente cinque i concorrenti, ma è più probabile che siano in tre a giocarsela: Zhou, Shwartzman e… Piastri? Esatto, l’attuale leader del campionato Oscar Piastri è in lotta per il secondo posto. O almeno così dovrebbe essere a mio parere, visto che l’ultimo posto disponibile in Formula 1 è stato occupato dal pilota cinese.

Ma ricapitoliamo un attimo cos’è successo quest’anno. Oscar Piastri, campione in carica della F3, approda in F2 con il team Prema. Anche se velocissimo, il suo grande pregio è la costanza, con solo tre piazzamenti fuori dai punti su 18 gare. La classifica lo vede primo con 178 punti, tre vittorie (una sprint e due feature race) e tre pole position.

Guanyu Zhou, al suo terzo anno in F2, corre con UNI-Virtuosi, l’altro top team del campionato. Anche lui vince tre gare (anche lui una sprint e due feature race) e ottiene una pole position in Bahrain. A differenza dell’australiano però non è altrettanto costante, e ha sulle spalle sei piazzamenti fuori dai punti. La classifica lo vede quindi secondo a 142 punti, a 36 punti dalla vetta.

Piastri è un talento indiscusso. Al primo anno sta tenendo dietro piloti con molta più esperienza di lui, come appunto Zhou, e lo fa sembrare facile. È molto veloce sul giro secco, ma è anche intelligente nella gestione della gara e delle gomme. Soprattutto, non ha avuto dei weekend “no”. È sempre stato in formissima, al contrario del rivale che ha avuto alti e bassi soprattutto nell’ultima parte di stagione.

Quindi perché un pilota del suo calibro dovrebbe puntare alla sconfitta? Perché se vince l’anno prossimo è a piedi, in quanto il vincitore della F2 non può più correre nel campionato. Purtroppo per lui non ci sono posti liberi in Formula 1, e se volesse guidare dovrebbe uscire dal circus. Non che sia un male in sé, un talento come lui sicuro potrebbe trovare un posto magari su una hypercar o un team ufficiale GT, ma mi dispiacerebbe non vederlo proprio competere su una monoposto.

Se invece perdesse potrebbe correre un altro anno dopo aver dimostrato lo stesso di avere un talento smisurato, sperando che nel frattempo si liberi un posto in un team di F1, magari la stessa Alpine che lo ha già sotto contratto. O al massimo finirebbe sulla LMDh della casa francese a correre nel campionato endurance.

Di Alessandro Rizzuti

Laureato in storia e bassista metal a tempo perso, fermamente convinto che sotto le sei ore si parla di gare sprint. Ogni tanto faccio qualche articolo ironico, sperando di essere divertente almeno su internet.

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