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A cura di Matteo Cati.

A Maranello non riescono a stare fermi tanto facilmente, ecco perché adesso siamo tutti qua a leggere queste poche righe che vogliono presentare, seppur solo in parte, la 812 nella sua forma definitiva.

Il canto del cigno di una macchina che ormai è con noi dal 2017, no aspetta…

Siamo seri? Sono già passati 4 anni dalla messa in produzione dell’ultima GT con V12 aspirato di Ferrari?

Se siete rimasti così un po’ anche voi, evidentemente è perché a guardarla non si direbbe una macchina di 4 anni fa, eppure lo è, quindi un bell’applauso a chi l’ha disegnata mi sembra il minimo.

In ogni caso, da qualche giorno Ferrari ha rilasciato qualche immagine riguardo la sua evoluzione, ovvero quella che dovrebbe prendere il nome di 812 Competizione, per la coupè, e 812 Competizione A per la versione aperta.

Permettetemelo, è così bello che Ferrari sia solita dare dei nomi particolari e sempre diversi per ogni modello in tiratura limitata, come furono Challenge, Scuderia, Speciale, GTO, Superameica, Pista, TDF e altri ancora, vogliono rendere speciale ogni modello, e l’idea di un nome unico fa già un bell’impatto.

Come d’altro canto, d’impatto sarà anche il suo motore, ovvero quello che dovrà anche essere il V12 aspirato più potente di tutta la storia di Maranello, se gli 800 cavalli della Superfast non erano sufficienti, qua si punta a quota 830.

Stiamo parlando infatti di un 12 cilindri aspirato a V di 65° (come la tradizione suggerisce), il che renderà questo motore riconoscibilissimo all’orecchio di ogni appassionato, soprattutto agli alti regimi.

E se la domanda dovesse essere: quanto alti? Io vi risponderei con un bel: si.

Che poi credo sia anche la stessa risposta che abbia dato il team incaricato per questa macchina, quando gli posero la stessa domanda.

Il numero di giri dovrebbe arrivare fino a 9500 giri/min. e se da un lato, il dato in se è spaventoso, dall’altro un po’ me lo aspettavo, l’unico modo per tirare fuori più potenza da un aspirato del genere, già dotato in principio di aspirazione dinamica, fasatura variabile e tanto altro, è quello di farlo girare il più forte possibile.

Qualche altra indiscrezione menziona un nuovo sistema di controllo elettronico, e un ritocco soft degli interni, che manterranno l’impostazione da GT della versione “normale”, ma con un’aria votata più ad un lusso sportivo, dove invece di essere circondati da etichette e rivetti, qua sarà l’alcantara e le pelli pregiate a farne da padroni.

La seconda vera novità di quest’auto però, sarà la rivisitazione della carrozzeria, all’estrema ricerca di un’aerodinamica più spinta, come avviene per tutte le tirature limitate di Ferrari.

Dalle prime foto rilasciate, si nota subito un largo taglio sul cofano, questo permetterà di accelerare e di estrarre più velocemente i flussi caldi all’interno del cofano, tramite un effetto di depressione generato dall’aria che scorre al di fuori.

Il lunotto in vetro sparisce per lasciare il palco ad una copertura molto più leggera, dotata anche di vortex generator, che lavorerà in maniera molto più intima con lo spoiler maggiorato al posteriore.

Il design trasforma i 4 scarichi tondi al posteriore in due verticali ai lati, ho detto il design?

Scusate volevo dire, l’ingegneria trasforma gli scarichi in due verticali ai lati, questo per poter allargare il più possibile la superficie dell’estrattore posteriore, sempre con l’obiettivo di migliorarne efficienza aerodinamica.

Sempre per questo motivo sono stati aggiunti estrattori sui parafanghi anteriori e posteriori, in modo da poter scaricare la pressione che si viene a generare nei passaruota.

Queste sono le mie prime considerazioni, non mi dilungo oltre perché le foto a diposizione per ora sono limitate, e sappiamo tutti quanto Ferrari sia gelosa dei suoi “work in progress”.

In ogni caso non disperate, perché la presentazione ufficiale è stata fissata per domani 5 maggio, data in cui verrà svelato tutto di questa macchina, direttamente da chi l’ha trasformata con le proprie mani.

Di Claudio Boscolo

Appassionato di endurance da quando ho memoria, innamorato perso della Panoz Esperante e nostalgico della Jordan e della Jaguar in Formula 1. Cantastorie di piloti e di gare, all'occorrenza team principal dell'ItalianWheels Racing Team.

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