Il presente e il futuro del rally si chiama Oliver Solberg, che a soli ventiquattro anni ha conquistato il prestigioso Rally di Montecarlo 2026, evento inaugurale e più rappresentativo del Mondiale WRC. Alla sua seconda gara ufficiale al volante della Toyota GR Yaris Rally1, dopo il trionfo all’esordio in Estonia nel 2025, il giovane svedese figlio d’arte ha confermato di avere la fame e la maturità necessarie per raccogliere l’eredità di Kalle Rovanperä. Prendendo la testa della classifica fin dal tardo pomeriggio di giovedì 22 gennaio nel corso della seconda prova speciale, Solberg ha scavato subito un solco incolmabile tra sé e i suoi inseguitori, trasformandosi nel più giovane vincitore dell’era moderna della gara monegasca e conquistando la leadership del campionato con trenta punti.
La vittoria di Solberg e del suo navigatore britannico Elliott Edmondson è arrivata al termine di una competizione durissima e in stile chiaramente tradizionale, caratterizzata da un’alternanza costante di ghiaccio, neve e pioggia battente. Nonostante due imprevisti usciti di strada che avrebbero potuto compromettere la gara, lo svedese ha imposto un ritmo indiavolato facendo sue sei delle sedici prove speciali totali. A farne le spese sono stati gli avversari più accreditati e gli esperti compagni di squadra, a partire da Elfyn Evans, rimasto l’unico contendente credibile per gran parte del fine settimana ma giunto al traguardo con ben cinquantuno secondi di ritardo. Più staccato il nove volte iridato Sébastien Ogier, arrivato terzo a oltre due minuti al termine di una prestazione insolitamente remissiva e condizionata dai dubbi sul rendimento delle coperture Hankook.
Dietro al podio monopolizzato dalla Toyota, le condizioni estreme dell’asfalto hanno letteralmente rivoluzionato la graduatoria, provocando una pioggia di ritiri, sanzioni e ritardi abissali tra le altre scuderie principali. La Hyundai ha visto le i20 Rally1 di Adrien Fourmaux e Thierry Neuville sprofondare rispettivamente a sei e dieci minuti di distacco, con il pilota belga in evidente crisi di grinta e sintonia con la vettura. Situazione persino peggiore per la Ford M-Sport, rimasta del tutto a secco di punti nella classifica Costruttori a causa dei ritiri in serie di Armstrong, McErlean e Munster. Tale sconvolgimento ha permesso alla migliore vettura di categoria inferiore, la Citroën C3 Rally2 guidata da Léo Rossel, di arrampicarsi fino a una sorprendente sesta posizione assoluta.
In questo contesto altamente selettivo si sono distinti in modo straordinario i piloti italiani, capaci di regalare prestazione di grandissimo rilievo. Roberto Daprà e Luca Guglielmetti, a bordo della Skoda Fabia RS di ACI Team Italia, hanno condotto una gara pulita e priva di errori che li ha portati all’ottavo posto assoluto e al secondo nella classe WRC-2. Ancora più clamorosi sono stati i tempi fatti registrare domenica da Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi su Ford Fiesta Rally3: pur disponendo di un mezzo decisamente meno potente rispetto ai prototipi di vertice, la giovane coppia comasca ha sfruttato al meglio il miglioramento dell’asfalto e ha firmato due storici successi assoluti di speciale, inclusa la prova sul leggendario Col de Turini. Completa il quadro tricolore la vittoria in classe Rally4 di Andrea Spataro e Alessia Muffolini su Peugeot 208, primi tra le auto a due ruote motrici.
Il Rally di Montecarlo va così in archivio consegnando alla Toyota un rassicurante primato nella classifica Costruttori con cinquantanove punti contro i trentacinque della Hyundai, mentre si celebra anche il debutto storico della neonata Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, vincitrice della classifica domenicale con Yohan Rossel. Il Mondiale WRC non concede soste e si prepara ora al secondo appuntamento stagionale, previsto dal 12 al 15 febbraio sulle strade innevate della Svezia.
