L’edizione 2026 del Rallye Monte-Carlo va in archivio e a trionfare è stato Oliver Solberg, che ha bagnato il debutto da pilota ufficiale Toyota, chiamato a sostituire Kalle Rovanperä, con una prestazione magistrale. Lo svedese ha preso il comando delle operazioni fin dal giovedì, dimostrando una maturità disarmante e una freddezza da veterano nel gestire le insidie del rally più iconico del mondo. Non sono mancati i momenti da brivido, come l’uscita di strada del sabato mattina risolta con un rientro aggressivo tra le frasche dopo aver sfondato una staccionata, ma la sua velocità e spregiudicatezza hanno trasformato la GR Yaris in un’arma letale.

Per Solberg si tratta del secondo successo consecutivo con la Rally1 giapponese, dopo quello ottenuto in Estonia nel 2025, e la sua vittoria suona come una vera dichiarazione d’intenti verso il titolo mondiale. Alle sue spalle si sono dovuti inchinare piloti di ben altra esperienza come Elfyn Evans e Sébastien Ogier. Quest’ultimo, nove volte vincitore dell’evento, è apparso insolitamente sottotono e spesso polemico nei confronti del fornitore di pneumatici Hankook, confermando la sensazione di un passaggio di consegne storico tra la vecchia guardia e i nuovi talenti rampanti.

Mentre la stella di Solberg brilla, il paddock osserva con una punta di malinconia il momento difficile di altri veterani. Thierry Neuville, in particolare, è apparso l’ombra del pilota ammirato in passato: tra una cronica mancanza di feeling con la sua Hyundai e una grinta che sembra essersi appannata, il belga non è mai stato realmente in lotta per le posizioni che contano. Con Ogier ormai prossimo al ritiro definitivo e Neuville che pare scivolare in una preoccupante rassegnazione, Oliver Solberg ha dimostrato di avere la fame e il coraggio necessari per prendersi il trono vacante, inaugurando la sua stagione con un’autorità che ricorda i primi anni di dominio di Rovanperä.

Di Davide Achille

Nato a Voghera il 27 settembre del 1995, sono laureato in Giurisprudenza e appassionato di motori sin da quando ero un bambino. Ho iniziato a scrivere di motorsport e automotive nel 2016 e nel 2018 sono entrato a far parte di ItalianWheels.net, dove ho avuto anche l'opportunità di correre per l'ItalianWheels Racing Team.

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