A cura di Matteo Cati.

Questa recensione la voglio iniziare con una riflessione che a mio avviso risulta molto deprimente, forse troppo.
Quello che mi affligge riguarda il modo inesorabile con cui vedo la mia generazione rimanere vittima di ogni moda temporanea per avere un po’ più di seguito, per poi accanirsi su quella successiva.
Questo modo di pensare causa degli enormi rimescolamenti nelle priorità di ognuno di noi, dal modo in cui viviamo la giornata e le nostre relazioni, fino a come guidiamo o scegliamo la nostra macchina.
Le case automobilistiche sono le prime ad accorgersene e infatti, negli ultimi anni le abbiamo viste sfornare modelli e nuove edizioni dei loro prodotti sempre più frequentemente, talmente frequentemente che per alcune sembrano aver finito la fantasia nel disegnarle.
Quindi la domanda sorge spontanea, sono veramente necessari tutti questi nuovi prodotti quando gli attuali sono ancora molto validi?
Se volessimo fare un’analogia con il mondo dei cellulari, potremmo rispondere con un semplice si, dettato a mio avviso sempre più dalla moda che dalla vera utilità, ma se dovessimo rispondere considerando solo le auto?
Allora qua la risposta diventa leggermente più complicata, perché oltre alla moda che si vuole seguire, un’auto rappresenta se stessi ben più di quello che un semplice cellulare potrebbe fare.
Io un’idea della risposta che darei a una domanda simile, me la sono fatta provando l’ultima (e per ora anche l’unica) versione della BMW serie 4.
Perché proprio lei per rispondere a una domanda simile?
Il motivo è semplice, BMW è un grandissimo marchio che ha creato intorno a sé un mondo di appassionati abbastanza vario, che celebrano la sua possenza spaziando dalle vittorie nelle competizioni, fino all’immane tecnologia che mette nei suoi prodotti.
Penso sia ovvio quale sia l’aspetto che personalmente preferisco del marchio, l’auto deve fare al meglio la cosa più nobile per cui è stata progettata, correre.
Tornando alla serie 4, l’esemplare che proviamo oggi è una 430i con una leggera preparazione, e i pezzi montati sono i seguenti:
Meccanica:
-Barre antirollio maggiorate H&R
– molle ribassate H&R -1 posteriore -1,5 anteriore
– assetto adattivo M sport ritarato con set-up Alpina personalizzato
– Cerchi JR 28 diametro 18″ canale allargato
– Gomme Pirelli Pzero New
– impianto frenante Msport con tubi in treccia HEL
– filtro sportivo a pannello AFE power Magnum flow
– scarico completo full skat Super Sprint
– Elettronica by Biesse Racing
Estetica:
– Specchietti, carbon M4
– Lame sottoporta e badge minigonne M performance
– Diffusore posteriore sdoppiato M performance
– Terminali scarico Akrapovic carbon diametro 102ø
– Pomello del cambio e Freno a mano Carbonio e alcantara M performance
Il risultato finale di come “Kelly” appare, lo potete ammirare dalla foto.

rima cosa da tenere a mente quando si parla di quest’auto, non è una M4, lo si sente e lo si percepisce non solo dal motore, ma anche dai freni e dal suo modo di stare in strada.
Questa ha un’indole leggermente meno sportiva e più turistica rispetto alla sorellona cattiva, quindi quali sono stati i motivi che mi hanno spinto a voler provare questa macchina?
1 il proprietario mi ha chiesto una sincera opinione ed io sono ben felice di esporla;
2 non essendo uno interessato solo ed esclusivamente alla pista, ma volendo fare anche lunghi viaggi, questa è a mio avviso l’alternativa migliore all’interno della gamma della serie 4.
La diesel ovviamente sarebbe la scelta più saggia per macinare km, ma in pista sarebbe abbastanza fuori luogo oltre che carente di sound, mentre la 440i è semplicemente esagerata per la strada.
Il motore, nella versione stock di questa 430i, è un 4 cilindri turbo da 2L, con una potenza massima di 252 CV e 350 Nm di coppia, da stock staccherebbe uno 0-100 di 5.8 secondi, non male direi.
Per la potenza si sarebbe potuto fare leggerissimamente di più a livello di tecnica, considerando che è un 2 litri, mentre è perfetta a livello esattoriale sfruttando fino all’ultima goccia della fascia di potenza a riparo dal superbollo, non mi dilungherò più di tanto su quest’argomento, perché sicuramente non direi belle cose a chi ha introdotto questo fardello.
In sostanza la potenza risulta comunque buona per l’impostazione turistico-sportiva che la macchina vuole trasmettere.
Passando ai freni, la macchina come detto in precedenza monta l’impianto maggiorato originale M-sport, che si può richiedere come optional all’acquisto della vettura, i vantaggi sono una coppia frenante maggiore e un surriscaldamento minore dell’impianto.
Spesso ho sentito proprietari di serie 4 lamentarsi del comparto frenante, che pur essendo adeguato per potenza, non lo risulta per continuità, infatti l’impianto cede dopo poco.
Diciamo che il peso di 1500 kg non aiuta tantissimo, ma è anche comprensibile, non tutti quelli che comprano una serie 4 andranno in pista a girare, e per queste persone è giusto che esista un impianto che costi di meno al momento dell’acquisto.
Per tutti gli altri che come me, invece, vogliono avere anche la prestazione, l’optional dell’impianto M-sport è raccomandatissimo.

Arriviamo così a parlare dell’assetto, punto forte di questo esemplare che mi ha davvero convinto, rigido ma non eccessivo e quindi ottimo per un uso stradale, le sconnessioni sono state sempre smorzate a dovere senza mai sentire fastidiosi rimbalzi.
Parlando con il proprietario, mi ha spiegato che è stata privilegiata un’impostazione per una guida “grip”, che alla fine ci sta, ognuno guida nel modo che ritiene più opportuno al proprio stile, anche perché personalmente se volessi fare traversi, non credo che prenderei una serie 4, ma punterei a qualcosa di meno costoso, più elaborabile e soprattutto più leggero.
Dopo qualche curva veloce, mi sono reso davvero conto di come dia confidenza e informazioni nella percorrenza delle curve, sicuramente è merito anche delle migliorie apportate dal proprietario, ma in ogni caso una base di sostanza ci deve essere, e questa sembra bella solida, infatti Il rollio è giusto e riesce a farti capire bene come la macchina stia rispondendo all’input che gli dai dal volante e dai pedali, senza movimenti o galleggiamenti strani del corpo vettura.
Passando su degli avvallamenti e alcune sconnessioni della strada, ho potuto notare come il passo lungo della macchina permetta di avere una risposta fluida e mai nervosa durante gli inserimenti, la percorrenza e l’uscita di una curva.
Ovviamente è una macchina che può avere un’anima molto diversa da quella che ho provato e descritto io, dipende tutto da come vi piace impostare e guidare una macchina.
Alla fine della giornata mi ritrovo a pensare come questa serie 4, rappresenti al meglio la generazione migliore per il tipo di auto che vuole essere.

É vero che ha tanta e forse troppa elettronica per i miei gusti, ma è anche vero che potrebbe tornare utile durante uno dei miei tanto amati viaggi in giro per l’Europa (eccezione fatta per gli assistenti alla guida, quelli li strapperei via all’istante se dovessi possederne una).
Mentre se fossi alla ricerca di una vera e cruda sportiva, dove il peso è il principale dato e gli optional da salotto devono risultare assenti, non credo che potrebbe essere la vettura che sceglierei.
Poi esprimendo un sincero parere personale sull’estetica, devo ammettere che la trovo molto più bella degli ultimi modelli sfornati dalla casa bavarese, che forse a questo giro hanno esagerato un po’ troppo con le dimensioni dei due reni, nella foto gallery in fondo troverete anche tutti gli scatti fatti nella stessa giornata dopo la prova.
L’unica pecca che mi sentirei di muovere è forse uno scarico che soffia più di quanto avrei voluto, cosa che avviene solo ai bassi regimi, mentre in alto si sente più rumore di motore che di turbina.
Nel complesso la macchina è ottima, molto sfruttabile e veramente tanto divertente, è come la ragazza che molti vorrebbero avere, bella, divertente e sicura sotto tanti aspetti, ma basta darle quel poco di più, per capire che può farti divertire in molti modi diversi.
Se ne avete la possibilità, prendetela davvero in considerazione come futuro acquisto per unire guida sportiva e guida turistica, io in primis mi sono ricreduto, perché è molto più di quello che molti fighetti al bar sarebbero in grado di raccontarvi.

Di ItalianWheels.net

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