La quarta tappa della Dakar 2026 ha segnato un punto di svolta cruciale, trattandosi della prima metà della temuta fase Marathon. In questa modalità, i piloti non possono ricevere assistenza meccanica esterna al bivacco, rendendo la gestione del mezzo fondamentale quanto la velocità.

Auto

Nelle Auto, il sudafricano Henk Lategan su Toyota è stato l’assoluto protagonista. Partito all’attacco per recuperare il tempo perso ieri a causa delle forature, ha dominato la speciale di 452 km staccando di oltre sette minuti Nasser Al-Attiyah (Dacia), che pure resta il suo inseguitore più vicino a 3’55” nella generale. Giornata amara invece per il campione in carica Yazeed Al-Rajhi, costretto al ritiro per un guasto meccanico al km 234, e per Sébastien Loeb, che dopo una prima parte di tappa velocissima ha perso terreno nel finale scivolando all’ottavo posto assoluto. Seguono nella generale Mattias Ekström e Carlos Sainz con le Ford, rispettivamente a 13 e 15 minuti dal leader.

Moto

Tra le Moto, il team Honda HRC ha messo a segno una tripletta impressionante nella speciale. Tosha Schareina ha vinto la sua seconda tappa consecutiva e ha raggiunto in testa alla classifica generale il compagno di squadra Ricky Brabec: i due sono ora separati da zero secondi, con lo spagnolo ufficialmente primo per il miglior piazzamento odierno. Daniel Sanders (KTM), che era leader questa mattina, ha perso circa due minuti e mezzo, scivolando in terza posizione a 1’24”. Completano la top 5 Edgar Canet e Luciano Benavides, entrambi su KTM ma con distacchi che superano gli 11 minuti.

Camion

Nei Camion, la sfida tra i giganti del deserto ha visto il successo di Martin Macík su Iveco. Il ceco ha approfittato di una giornata meno brillante di Aleš Loprais per strappargli la leadership della corsa. Ora Macík conduce con un vantaggio di 8’15” su Loprais e di oltre 12 minuti sul giovane Mitchel van den Brink, confermando una lotta per il podio tutta di marca ceca e olandese.

La quinta tappa della Dakar 2026, che chiuderà la fase Marathon, porterà la carovana verso Hail in un percorso che si preannuncia logorante sia per il fisico che per la meccanica.

Di Davide Orofino

Classe 1995, sardo, laureato in lingue e appassionato di tutto ciò che è dotato di un motore. Mi occupo di un po' di tutto ma specialmente del motorsport giapponese.

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