Una Safety Car nel finale e un acquazzone improvviso stravolgono il Round 4 della Super Formula 2026 sul circuito di Suzuka. Sacha Fenestraz spezza il dominio motoristico della Honda, mentre Nobuharu Matsushita regala il primo podio della storia a DELiGHTWORKS Racing. Tracollo totale per il Team Mugen.

Il leggendario tracciato di Suzuka non delude mai le aspettative, ma quanto andato in scena oggi va ben oltre la normale drammaticità a cui il motorsport nipponico ci ha abituati. In una corsa che sembrava saldamente nelle mani del campione in carica Ayumu Iwasa, un violento incidente nel finale di gara e l’arrivo della pioggia hanno innescato un valzer infernale di strategie.

A spuntarla, contro ogni pronostico, è stato il franco-argentino Sacha Fenestraz, autore insieme al team VANTELIN TEAM TOM’S di una scommessa tattica memorabile, capace di scardinare i valori di forza visti finora.

La mattinata si era aperta sotto il segno del Team Mugen. Con un giro magistrale in 1:37.119, Ayumu Iwasa ha strappato la pole position per appena 18 millesimi al compagno di squadra Tomoki Nojiri, monopolizzando l’intera prima fila. Dietro ai due titani ha stupito il debuttante Yuto Nomura (B-Max), ottimo terzo a mezzo secondo di distacco.

La sessione cronometrata ha però mietuto vittime illustri a causa dei track limits, in particolare all’uscita della seconda curva Degner. Il leader del campionato Kakunoshin Ohta (Dandelion Racing), insieme a Zak O’Sullivan e Kamui Kobayashi, si è visto cancellare il tempo migliore, scivolando in dodicesima posizione sulla griglia. Destino analogo per Tadasuke Makino (finito nella ghiaia) e Sho Tsuboi, costretti a scattare dal fondo.

Allo spegnersi dei semafori, Iwasa e Nojiri hanno subito preso il largo, con il poleman capace di accumulare più di un secondo di vantaggio già al termine del primo passaggio. Per il rookie Nomura la partenza si è trasformata in un incubo, scivolando in nona posizione in pochi metri, mentre Ren Sato risaliva momentaneamente al terzo posto prima di essere superato da Nirei Fukuzumi e Sena Sakaguchi. Syun Koide, rimasto piantato in griglia, è riuscito a ripartire ma con due giri di ritardo.

La gara si è accesa all’apertura della finestra obbligatoria dei pit stop al giro 8. Ohta, conscio di dover rimontare, ha anticipato immediatamente la sosta insieme a Nobuharu Matsushita. Una mossa da maestri: grazie all’undercut, l’alfiere di Dandelion ha superato Fukuzumi direttamente in pista, volando via con sei secondi di vantaggio sul gruppo di testa virtuale.

Mentre si registravano i ritiri per problemi tecnici di Ren Sato, Kenta Yamashita e Ukyo Sasahara, Nomura metteva in piedi una splendida rimonta fino a lottare con Nojiri per il secondo posto. Il sogno del debuttante è svanito però al giro 17, quando un errore dei meccanici durante il cambio gomme gli è costato dieci lunghissimi secondi.

La svolta definitiva è arrivata a circa dieci giri dalla conclusione. Seita Nonaka ha perso in manier inspiegabile l’ala posteriore in piena accelerazione all’uscita della 130R, impattando violentemente contro le barriere. Fortunatamente il pilota è uscito illeso dall’abitacolo, ma l’inevitabile ingresso della Safety Car ha azzerato i distacchi e spinto tutti i piloti che non avevano ancora sostato all’imbocco della corsia dei box.

Qui è iniziato il dramma in casa Mugen. Il team ha scelto di effettuare un double-stack (entrambe le vetture ferme una dopo l’altra), ma Nojiri ha pagato il prezzo più alto, rimanendo bloccato in piazzola per ben 18 secondi a causa di un problema nel fissaggio degli pneumatici. Iwasa è ripartito apparentemente al comando, insidiato da un famelico Ohta risalito virtualmente in seconda posizione.

Ma il cielo sopra la prefettura di Mie aveva ancora un’ultima carta da giocare. Proprio nelle fasi di ripartenza della corsa, una pioggia leggera ma costante ha iniziato a bagnare l’asfalto di Suzuka. Con la pista che andava visibilmente inumidendosi e le temperature delle coperture da asciutto in caduta libera, più della metà della griglia ha optato per lo stop per montare gomme da bagnato.

In questo caos totale, il muretto box di Sacha Fenestraz ha fatto la chiamata della vita: fidarsi del radar e restare fuori strenuamente con le gomme slick usate. Una scommessa al cardiopalma che ha pagato. Fenestraz, infatti si è ritrovato in P1 alla ripartenza e da lì ha dovuto semplicemente gestire.

Dietro di lui, un superbo Nobuharu Matsushita (DELiGHTWORKS Racing) si è reso protagonista di due sorpassi per prendersi la seconda posizione, regalando alla sua scuderia il primo, storico podio in Super Formula alla loro terza gara in assoluto. A completare il capolavoro della scuderia TOM’S ci ha pensato Sho Tsuboi, autore di una rimonta furiosa dall’ultimo posto in griglia fino al terzo gradino del podio, firmando un insperato piazzamento 1-3 per la squadra.

Il dato del giorno: La vittoria di Fenestraz interrompe una striscia di ben 10 successi consecutivi dei motori Honda sul tracciato di Suzuka in Super Formula. L’ultimo trionfo di una motorizzazione Toyota risaliva a diverse stagioni fa, a conferma di quanto la scelta strategica odierna abbia scardinato i pronostici della vigilia.

Mentre i tre sul podio celebravano, i big della vigilia raccoglievano i cocci. Kakunoshin Ohta è riuscito a limitare i danni chiudendo settimo, mantenendo la leadership del campionato con 41 punti (contro i 22.5 di Fenestraz). Destino ben peggiore per il dominatore della prima metà gara, Ayumu Iwasa, sprofondato fino a un anonimo tredicesimo posto, fuori dalla zona punti. Nota di merito per il giovane Luke Browning, ottimo quarto al traguardo con il team Kondo, e per Charlie Wurz, quinto con la monoposto del Team Goh.

Di seguito l’ordine d’arrivo completo:

La classifica piloti:

E per conclduere quella dei team:

Qui potete trovare gli highlights della gara odierna.

Appuntamento a domani per la seconda gara del double header di Suzuka.

Di Davide Orofino

Classe 1995, sardo, laureato in lingue e appassionato di tutto ciò che è dotato di un motore. Mi occupo di un po' di tutto ma specialmente del motorsport giapponese.

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