I piloti di Formula 1: oltre al talento c'è molto di piùF1 news 

I piloti di Formula 1: oltre al talento c’è molto di più

Da qualche anno a questa parte è finalmente caduto il falso mito che vedeva i piloti come atleti “di serie B” rispetto a quelli impegnati negli sport tradizionali. Vuoi per i cambiamenti nei regolamenti che per la realizzazione di monoposto sempre più potenti e complesse da guidare, oggi si richiede a chi guida una preparazione fisica e mentale di altissimo livello. Non bastano più il talento e la fantasia al volante.

La fase che stiamo attraversando può essere considerata la più esigente per i piloti di F1, sia fisicamente che psicologicamente, con auto sempre più prestanti e difficili da controllare. La conseguenza è l’aumento della forza di gravità sul corpo del pilota. Basti pensare a quanto carico c’è sul collo: testa e casco pesano circa 6,5 kg. Se aggiungiamo 5/6 G in frenata o in curva, i carichi possono arrivare a 30-40 kg. Uno sforzo a cui è impossibile resistere senza un fisico adeguatamente allenato.

Due gli aspetti da curare: resistenza allo sforzo e forza. I piloti top di solito si dedicano al miglioramento della resistenza al mattino, cimentandosi in specialità come il ciclismo, il running, il nuoto, il canottaggio e lo sci di fondo. Il 6 volte campione del mondo Hamilton è da sempre uno degli atleti più attenti alla forma fisica e trascorre i suoi inverni proprio tra bici, canoa, corse e sci. Stesse passioni anche per Daniel Ricciardo, grandissimo amante delle due ruote a pedali, sia da cross che da strada, per Sebastian Vettel, ottimo passista e spesso impegnato in sessioni di corsa all’aperto e Valtteri Bottas che aggiunge anche lo sci di fondo e alpino sulle piste della sua Finlandia. Il tutto accompagnato da più sessioni settimanali in sala pesi per rinforzare la parte superiore del corpo, la più sollecitata durante i gran premi.

Fare una vita sana è ormai fondamentale per ottenere i massimi livelli prestativi. E questo in ogni disciplina, da quelle della mente come il poker sportivo, dove alimentazione ed equilibrio sono imprescindibili, a quelle più propriamente “fisiche” come gli sport di contatto fino ad arrivare alle corse automobilistiche.

Non va quindi curata soltanto la preparazione fisica. La prontezza mentale e una sana ed equilibrata alimentazione rivestono lo stesso peso nella “formazione” di un pilota. La prima, in particolare, ha assunto un peso sempre maggiore in epoca recente. A confermarlo è Riccardo Ceccarelli, ideatore del centro Formula Medicine di Viareggio, realtà che si occupa da oltre 25 anni dell’allenamento della “testa” dei piloti:  “L’obiettivo è quello di allenare questi atleti a tenere sotto controllo la tensione – racconta lo specialista – in pista l’ideale è avere sempre la mente libera, come ad esempio serve a un tennista”.

“Ciò che distingue un campione dagli altri è la migliore prestazione col minimo dispendio di energie. Per questo abbiamo inventato la mental economy training – continua Ceccarelli – un programma per ottimizzazione le risorse mentali”. Un programma di successo, se pensiamo che dal centro toscano sono passati campioni delle due ruote come Fernando Alonso, Felipe Massa, Robert Kubica e l’astro nascente della Ferrari Charles Leclerc.

Altro aspetto fondamentale da curare, come detto in precedenza, è quello dell’alimentazione. Ogni pilota può arrivare a perdere in media durante una gara fino a due-tre litri di liquidi, determinando un calo della performance e della concentrazione stimato in un 40% sull’efficienza totale. La dieta ideale del pilota, quindi, oltre a garantire il giusto equilibrio tra minerali, proteine e carboidrati, deve tenere sempre conto del pericolo disidratazione e deve essere declinata su ogni singolo atleta, magari aggiungendo una serie di integratori specifici.

In linea di massima la giornata ideale di gara prevede una colazione mattutina a base di cereali, latte o yogurt e frutta secca e un carico di carboidrati novanta minuti prima della gara. Alla sera le proteine di carne e pesce per recuperare le energie perse in corsa. Il tutto, ovviamente, accompagnato da un regime alimentare controllato anche durante i mesi di pausa del campionato.

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