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Alla ricerca della velocità

A cura di Davide Achille e Claudio Boscolo.

L’umanità ha sempre avuto grandi ambizioni che hanno spinto l’essere umano a migliorarsi sia dal punto di vista fisico che mentale. Nell’ambito del Motorsport, dall’avvento dell’automobile ai giorni nostri, sono stati compiuti passi da gigante in ambito di tecnologia e innovazione, ma soprattutto di velocità. Se pensiamo a quest’ultimo termine la prima cosa che rimbalza in mente potrebbe essere la percorrenza a tutto gas di un rettilineo in una delle lande desolate della costa ovest degli Stati Uniti, oppure sentire la testa incollata al sedile della nostra auto quando premiamo a tavoletta sull’acceleratore. Per arrivare a queste sensazioni l’umanità ha dovuto costruire dei mezzi sempre più potenti e ingegnosi per stabilire record di velocità sempre più alti e permettere così alla tecnologia di progredire sempre di più. Che ci crediate o meno la prima vettura costruita appositamente per stabilire un primato non aveva un motore a combustione interna, ma elettrico. Siamo nel dicembre del 1898 e sono passati solo dodici anni dalla prima messa in moto di un veicolo su strada da parte del pioniere automobilistico Karl Benz, nella piccola cittadina di Achères il pilota francese Gaston de Chasseloup-Laubat, a bordo del veicolo elettrico Jeantaud Duc, stabilì il primo record di velocità di un’automobile in assoluto. Il risultato fu stabilito nell’ambito di un concorso organizzato dalla rivista automobilistica “La France Automobile” e venne realizzato completando una corsa singola di un solo chilometro in 57 secondi con una velocità massima di 63,15 km/h.

Il modello di Jeantaud Duc che stabilì il primo record di velocità terrestre

Nonostante il primato ottenuto il buon Gaston non si sedette sugli allori e, sapendo che prima o poi sarebbe stato battuto, decise di perfezionare il suo veicolo per essere sempre più competitivo. La Jeantaud Duc subì quindi pesanti modifiche sia al motore sia all’aerodinamica e ciò portò il nobile francese ad infrangere il record precedente nel gennaio del 1899 con la velocità di 70,31 km/h. Questo risultato venne battuto per ben due volte dal suo avversario storico, il belga Camille Jenatzy, entrambe nel gennaio del 1899 e rispettivamente con le velocità di 66,66 km/h e 80,35 km/h.

La Jamais Contente del belga Camille Jenatzy

Gaston non si arrese e continuò a perfezionare la propria belga Camille Jenatzy c fino al 4 marzo 1899 dove riuscì a battere il record del “Diable Rouge” Jenatzy, raggiungendo la “spaventosa” velocità di ben 92,69 km/h.

Il secondo modello della Jeantaud Duc che stabilì il record di 92,69 km/h

Come si può dedurre la storia dei record di Chasseloup-Laubat è strettamente legata a Jenatzy, il quale alla fine avrà la meglio nella rincorsa al primato riuscendo, per la prima volta nella storia, a superare i 100 km/h: il belga infatti raggiunse i 105 km/h di media il 29 aprile 1899 sulla strada di Achères a bordo de “La Jamais Contente”. Questo risultato durerà per ben tre anni prima di essere ritoccato.

La Jamais Contente il giorno dell’ultimo record

La rincorsa al record dei due pionieri si interruppe qui poiché Gaston perì nel 1903, mentre Camille abbandonò la ricerca dei record per dedicarsi alle corse vincendo addirittura la Coppa Gordon nello stesso anno della scomparsa del rivale. La strada per i record di velocità venne dunque tracciata da questa splendida rivalità tra due precursori di un fantastico mondo chiamato Motorsport.

Immagine di copertina: Luigi Russolo – Dinamismo di un’automobile (1913)

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