Curiosità F1 

Chi dimentica è complice: Fittipaldi Automotive

A cura di Davide Achille e Claudio Boscolo.

Il mondo dello sport è colmo di casi in cui il cognome di una persona rimbalza in più attività: ad esempio il mondo del calcio è pieno di giocatori che, una volta appese le scarpe al chiodo, intraprendono una nuova avventura da allenatore o da presidente di società sportive, mestieri con meccaniche completamente diverse da quelle precedenti. Nel mondo della Formula Uno i casi di piloti che, una volta posato il casco, si buttano in una nuova avventura come direttori di scuderia sono molto più rari, ma comunque esistenti. Un esempio di ciò fu la Fittipaldi Automotive, una scuderia brasiliana fondata da Wilson Fittipaldi, pilota e fratello del bicampione del mondo Emerson.

Wilson Fittipaldi durante un weekend di gara

L’idea di una scuderia totalmente verdeoro fu vista con gran favore da parte del popolo brasiliano, poiché il fatto che la maggior parte della vettura fosse costruita nel paese sudamericano poteva comportare il riconoscimento del Brasile come paese industrializzato ed economicamente solido. La storia della scuderia carioca iniziò nel 1974: il pilota Wilson Fittipaldi si accordò con la Copersucar, una delle maggiori imprese saccarifere brasiliane, per ottenere i finanziamenti necessari all’avvio della scuderia. Il debutto avvenne l’anno seguente.

La Copersucar-Fittipaldi FD01

Malgrado il grande entusiasmo, la stagione d’esordio si rivelò disastrosa: l’unico esemplare costruito, la monoposto FD01, ebbe numerosi problemi meccanici e il pilota, nonché fondatore Wilson Fittipaldi, incorse in numerosi ritiri. A seguito di un infortunio di Wilson, l’italiano Arturo Merzario prese il posto del patron in occasione del Gran Premio d’Italia. La squadra lavorò duramente per sistemare le mancanze della vettura e migliorarla, al punto che, nel corso della stagione 1975, alla FD01 succedettero la FD02 e la FD03. Tuttavia tutti questi sforzi si concretizzarono in un misero decimo posto al Gran Premio degli Stati Uniti.

Per la stagione seguente il team brasiliano decise di alzare la posta grazie ai munifici fondi da parte della Copersucar che consentirono alla scuderia brasiliana di ingaggiare lo stesso Emerson Fittipaldi, il quale lasciò la McLaren decidendo di correre per la scuderia del fratello. Gli onorevoli sforzi non si tradussero in una migliore competitività, infatti nel corso della stagione 1976, Emerson riuscì con molta fatica a conquistare tre sesti posti che gli fruttarono solamente tre punti nell’arco di tutta l’annata.

La FD04 utilizzata durante la stagione 1976

Dati i pessimi risultati raccolti, il non eccelso livello dei tecnici brasiliani e le difficoltà logistiche e pecuniarie nel gestire le trasferte dal Brasile, il team per l’inizio della stagione 1977 decise di spostare la sede in Inghilterra, a Reading. Questo cambiamento portò i risultati sperati: la F05 si rivelò decisamente più competitiva delle vetture precedenti tanto da consentire ad Emerson Fittipaldi di raggiungere un filotto di quarti e quinti posti tali da garantirgli 11 punti iridati. I miglioramenti registrati nel corso della stagione 1977 furono il preludio all’annata successiva che si rivelò essere la migliore della Copersucar-Fittipaldi.

Nel 1978 nacque così la F5A, la prima vettura della scuderia verdeoro ad effetto suolo. I risultati furono infatti decisamente sopra quelli raggiunti nelle stagioni passate, tanto da ottenere un secondo posto nel gran premio di casa e raggiungere quindi la settima piazza nel campionato costruttori, addirittura davanti alla McLaren.

Se il 1978 rappresentò un punto di svolta in positivo per le prestazioni, il 1979 fu invece un fiasco totale per la scuderia brasiliana, tanto da raccogliere appena un punto iridato e costringere la Copersucar ad interrompere la collaborazione. In un mare di problemi finanziari il destino della scuderia carioca sembrò ormai segnato, quando all’improvviso si fece avanti come sponsor il marchio Skol, una birra scandinava con licenza per essere fabbricata in Brasile, e così prese vita il progetto Skol Fittipaldi Automotive. Questa non fu l’unica novità in casa Fittipaldi, in quanto la scuderia rilevò strutture, tecnici (tra cui un giovane e brillante Adrian Newey) e la seconda guida Keke Rosberg dalla appena sciolta Wolf. Questo cambio tecnico giovò decisamente alla squadra, in quanto entrambi i piloti riuscirono ad andare a podio con la competitiva F07 che venne sostituita a metà stagione dalla F08, la quale però non si dimostrò sugli stessi livelli della precedente vettura. Questo 1980 rappresentò poi l’ultima stagione in Formula Uno per Emerson Fittipaldi che al termine dell’annata si ritirò e ciò coincise anche con l’ultima stagione di buon livello della scuderia.

Infatti il 1980 rappresentò il vero e proprio canto del cigno per il sogno della scuderia carioca che nel biennio successivo, cambiata nuovamente denominazione in Fittipaldi Automotive, presentò al via del mondiale una vettura appena poco più aggiornata della mediocre F08. I risultati furono così deludenti e la situazione economica così disastrosa che nella stagione successiva presentarono sulla griglia di partenza solamente una monoposto pilotata da Chico Serra che raggiunse la zona punti solo una volta.

Il 1982 fu l’ultimo anno in Formula Uno della Fittipaldi Automotive, in quanto la forte crisi finanziaria presentatasi nel corso della stagione costrinse i fratelli Fittipaldi a rinunciare all’iscrizione al mondiale e a chiudere i battenti. Il sogno di gloria della scuderia verdeoro giunse al capolinea con solamente tre podi all’attivo.

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