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Nuova nata, nuovo schema: Ferrari SF90 Stradale

A cura di Matteo Cati.

Sinceramente sto trovando particolari difficoltà a iniziare questo mio breve pensiero, il motivo? Penso sia facile intuirlo, ogni volta che si parla di questo marchio bisogna stare molto attenti.
Chiamandolo in causa, oltre a coinvolgere un’immensa quantità di appassionati, si va a toccare un tasto particolarmente emotivo di queste persone, perciò mi sento in dovere di chiarire una cosa fin dal principio, le opinioni espresse in questo articolo sono molto personali.
Bando alle ciance, oggi è stata svelata al pubblico la nuova Ferrari SF90 Stradale e come detto sopra, ha già smosso non poche reazioni nei cuori del pubblico.

C’è chi l’ha già elogiata e chi l’ha già disprezzata, il tutto a poche ore dalla presentazione e senza mai averla vista o sentita dal vivo, ora va bene che il mondo va sempre più veloce, ma miseria porca…
Da quando la gente è così istruita su come si progetta un’auto da zero, da sentirsi autorizzata a sputare sentenze sulla base solo di qualche foto?
Ok, il lato estetico è soggettivo, ma dire che è una truffa, perché figlia di una linea presentata poco tempo prima, o dire che è brutta in generale, a mio parere ci vuole del bel coraggio.
Non stiamo parlando di una Lamborghini, che ha come scopo intrinseco quello di lasciarti a bocca aperta con delle linee impossibili e sempre molto distinte dal precedente modello, qua stiamo parlando di una Ferrari, ovvero quella casa che fin dai primi anni dell’automobile (fatta come la conosciamo oggi), riesce a fondere al meglio prestazioni e classe.

Per questo, chi grida a gran voce che questa è l’ennesima truffa del mercato che ci ha abituato a continui restyling, dovrebbe fermarsi a ragionare un po’ di più sul vero senso che questa macchina deve avere per l’azienda che la produce.
Per la Ferrari la parola chiave è: “tradizione”, ci deve essere sempre uno sguardo al passato, senza però che questo possa far cadere i progettisti nel tranello di riproporre una minestra riscaldata.
A proposito, qua lo sguardo al passato passa anche per un dettaglio veramente nostalgico:

È la prima volta che vedo i comandi di un automatico riprendere la forma del selettore di un manuale.
Comunque, anche per i sostenitori del restyling, le modifiche ci sono sia nell’estetica che nella meccanica, ma quella che sicuramente farà storcere più il naso è: “l’hanno fatta ibrida…”
Ma davvero è una condanna per il modello? Bhè dipende dalla libertà del costruttore riguardo alle emissioni omologabili, e piuttosto che avere una Ferrari solo elettrica, dico che ibrida va bene, non è il massimo… ma può andare ancora bene.
Diciamo che lei ce la mette tutta a farsi perdonare, dai suoi 1000 cv con gli 800 Nm, uniti ai 2,5 secondi per lo 0-100 km/h e ai 6,7 secondi per lo 0-200 km/h, fino al tempo sul giro a Fiorano più basso di quello della LaFerrari.
Tutto questo fa davvero pensare fino a dove queste berlinette si stanno spingendo, grazie anche al contributo, in questo caso, dei 3 motori elettrici (2 all’anteriore e 1 al posteriore).
La scheda tecnica blocca il peso a 1570 kg, ma percepiti sono stimati solo 1370, grazie al sistema di torque vectoring offerto appunto dalla tecnologia elettrica a bordo.

Potrei andare avanti a elencare una marea di altri dati, come i 390 kg di deportanza prodotti a 250 km/h o del cambio di nuova generazione a 8 rapporti senza retromarcia (questo perché la retro viene realizzata grazie ai motori elettrici), ma forse preferisco non farlo, perché questa macchina non dev’essere comprata solo sulla base di un pezzo di carta che attesta dei numeri, quest’auto dovrà essere comprata per tutte le emozioni che è in grado di offrire.

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