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ItalianWheels on the road: storia di una giornata in Villorba Corse

A cura di Claudio Boscolo.

Se mi avessero detto che a 23 anni mi sarei trovato a fare un’intervista (che a breve arriverà sia sul sito che sulla pagina) a chi la 24h di Le Mans l’ha fatta e vissuta e a visitare il reparto corse della sua squadra beh, gli avrei detto di posare il fiasco. Questa è stata, più che una semplice intervista, una vera e propria esperienza unica ed indimenticabile. Tutto inizia nel periodo della 24H di Le Mans del 2017 dove a rubare la nostra attenzione è una scuderia che schiera sulla griglia di partenza una splendida Dallara- Gibson azzurra e bianca col numero 47. La particolarità di questa LMP2 risiede nel loro motto scritto sul musetto della vettura: “the Italian spirit of Le Mans”. Si, stiamo parlando del team Cetilar Villorba Corse.

Tifarli sin da subito è stato davvero questione di un attimo, passione e simpatia alla massima potenza sono stati i fattori che ci hanno fatto appassionare a questo team. Così continuiamo a seguirli con vivo interesse negli appuntamenti ELMS e nella 24h di quest’anno, decisamente meno fortunata ma egualmente epica ed emozionante.

Si arriva così in un caldo pomeriggio di agosto dove, prima della sua partenza per la 4H di Silverstone, riesco a mettermi in contatto con Giorgio Sernagiotto, alfiere del team veneto, per la possibilità di una breve intervista. Dire che fossi emozionato all’idea è minimizzare e anche tanto. Decidiamo di risentirci dopo il suo impegno ELMS e così fu. Concordiamo di trovarci a fine settembre direttamente al loro reparto corse. Ha così inizio un periodo di spasmodica attesa e di preparativi su preparativi.

Arriviamo al giorno x carichi e motivati come poche volte nella vita. La spedizione si compone così con Andrea Paghini al volante e addetto a una delle due gopro, Matteo Cati al sedile anteriore destro e addetto alle foto e allo stabilizzatore, Davide Achille al posteriore sinistro e alla seconda gopro e il sottoscritto al posteriore destro nel ruolo di intervistatore. Inizia così la nostra avventura.

I chilometri scorrono velocemente sotto le ruote della macchina mentre nell’abitacolo ci scervelliamo col timore di far domande troppo banali e di farci prendere dalla sindrome di Pingu: perché esordire in video con un “siamo qui in compagnia di Giotto Sernagiorgio” non sarebbe proprio stato un inizio coi fiocchi soprattutto alla prima intervista della nostra carriera. Accantonati i timori di figuracce ci concentriamo nella ricerca di un posto dove pranzare e sgranchire un po’ le gambe. La scelta ricade in un salutare McDonald’s a pochi chilometri dalla nostra destinazione.

Riprendiamo la marcia e dopo una mezz’ora scarsa giungiamo all’indirizzo prestabilito.

Facciamo così conoscenza con Giorgio e con lo staff presente tra cui uno dei meccanici partiti di notte per raggiungere il circuito della Sarthe, dopo il terribile botto del pilota veneto nelle qualifiche della 24h, per portare le componenti necessarie a rimettere in sesto la vettura in tempo per la gara. Un autentico miracolo compiuto da questi straordinari ragazzi.

Giorgio, di una simpatia, pazienza e disponibilità più uniche che rare ci fa da guida tra un parco vetture di altissimo spessore fino a che non vediamo stagliarsi la regina, la 47, in tutto il suo splendore sui cavalletti.

Ph: Matteo Cati, ItalianWheels.net

 

L’impatto è qualcosa di difficile da spiegare. Emozionante, per tanti e diversi motivi.

Vedere una LMP2 dal vivo e poterla toccare con mano è stato qualcosa di indescrivibile.

Ph: Matteo Cati, ItalianWheels.net

 

Ripresi dallo stordimento iniziale, Matteo inizia il suo lavoro certosino con la macchina fotografica mentre noi osserviamo da vicino anche le altre vetture presenti: una Lamborghini Huracàn GT3, le due Euro Nascar del team di Alex Caffi, le Maserati Gt4 e il prototipo LMP3.

I racconti e gli aneddoti si susseguono mentre Davide, Matteo e Andrea preparano l’attrezzatura per l’intervista. Arriva così il momento di fare sul serio.

Più che una semplice intervista si è trattato di un vero e proprio fiume di emozioni e passione.

Il tempo ha preso così una deriva tutta sua, dove si mischiavano ricordi da due prospettive differenti: chi dentro l’abitacolo e chi davanti allo schermo. Ogni pilota ha la sua storia, i suoi racconti e i suoi aneddoti, quello che ci ha maggiormente colpiti è stato il trasporto emotivo nel raccontarli di Giorgio. Di un pilota che vive di passione e che ama quello che fa.

Purtroppo le lancette scorrevano implacabili nonostante ci sembrasse di essere appena arrivati e quindi si giunge ai saluti.

Qui, però, ci aspettava una sorpresa ancora più particolare che andava a sommarsi alla già indimenticabile esperienza di giornata.

Ebbene, a turno, ci è stata data la possibilità di entrare nell’abitacolo della Dallara-Gibson numero 47. A ripensarci, ad un paio di mesi di distanza, i brividi li abbiamo ancora.

Giunge purtroppo il momento dei saluti e così riprendiamo la macchina e ritorniamo verso casa.

Per metabolizzare una giornata del genere ci vorrà ancora del tempo per comprendere bene il grande regalo che ci è stato fatto: condividere la passione dei motori con chi ne ha fatto il proprio mestiere e ha raggiunto il suo sogno, poter ascoltare dal vivo determinate storie e racconti e toccare con mano il duro lavoro che tutta la squadra Cetilar Villorba Corse ha realizzato.

Ph: Matteo Cati, ItalianWheels.net

 

Per questa esperienza ringraziamo davvero con tutto il cuore per la disponibilità e per la possibilità dataci Giorgio Sernagiotto e tutto il Team Cetilar Villorba Corse.

Grazie per averci regalato un sogno.

 

 

 

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