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GT-Life: la grande storia di Gran Turismo

“WELCOME TO GRAN TURISMO WORLD”

È la frase che leggerete ogni qualvolta entrerete nel menu principale di alcuni titoli di questa saga, quasi a ricordare che quello a cui state giocando non è solo un simulatore di guida, ma un vero e proprio universo. Sarò onesto con voi, a scrivere questo articolo mi sento emotivamente coinvolto siccome Gran Turismo è stato un titolo che ha particolarmente segnato la mia adolescenza ed è tra le motivazioni del mio avvicinamento al mondo delle competizioni motoristiche e dei motori in generale. Ma bando alle ciance vediamo come Gran Turismo è venuto al mondo ed il contesto storico in cui questo titolo si è sviluppato.

Le origini del brand e i primi due capitoli

Siamo nella seconda metà degli anni sessanta, nella città di Kashiwa in Giappone nasce Kazunori Yamauchi, il giovane dimostra subito grande affinità con il mondo delle automobili tanto da disegnare a otto anni una Lamborghini Countach nei minimi dettagli. La passione per le quattro ruote segnerà tutta l’infanzia e l’adolescenza del giovane Kazunori, al punto da portarlo nella prima metà degli anni novanta alla fondazione della Polys Entertainment: una branca della Sony specializzata nella creazione di videogiochi incentrati sulle corse automobilistiche. La prima realizzazione videoludica della neonata azienda nipponica è Motor Toon Grand Prix, un videogioco in esclusiva per la prima PlayStation ispirato a Mario Kart. Nonostante i sogni dell’azienda fossero quelli di creare giochi che simulassero un’esperienza di guida in pista con questo titolo, e con il sequel Motor Toon Grand Prix 2, siamo ancora molto lontani da questo obiettivo, ma era già possibile notare una grande attenzione nei dettagli e nella qualità dei poligoni.

Il botto però avvenne verso la fine degli anni novanta: i primi due titoli di metà decennio, seppur ottimi, non risultarono soddisfacenti in termini di vendite e finirono subito nel dimenticatoio, così il team di Yamauchi decise di puntare tutto su un progetto iniziato nel lontano 1992 da un manipolo di soli sette sviluppatori e che proponeva un grande realismo nella guida insieme ad una serie di innovazioni che miravano a sbaragliare la concorrenza. Il 23 dicembre del 1997, dopo cinque anni di lavoro, uscì il primo Gran Turismo, un simulatore di guida che proponeva ai videogiocatori dell’epoca un numeroso parco auto (290 vetture con licenza) curato nei minimi dettagli e una serie di circuiti originali, ma che avrebbero molto presto fatto breccia nel cuore degli appassionati. Il neonato GT fu un vero e proprio successo commerciale, le vendite furono strabilianti per l’epoca, tant’è che entrò immediatamente nella serie “Platinum” per la velocità con cui realizzò un determinato numero di vendite. L’affermazione immediata di questo titolo si può tranquillamente giustificare grazie alla quantità di novità che apportava nel mondo dei videogiochi di guida causando un boom improvviso di popolarità dell’azienda, la quale decise di apporre un cambiamento al nome da “Polys Entertainment” al ben noto “Polyphony Digital”.

Dopo questo inaspettato successo Yamauchi decise di avviare subito il progetto di un sequel, la travolgente popolarità del brand posizionava il futuro capitolo come uno dei titoli più attesi per le vacanze di Natale di quell’anno e, come da programma, durante il periodo natalizio del 1999 fece la sua uscita nei negozi di tutto il mondo Gran Turismo 2. Il secondo capitolo apportava numerose novità: la divisione del gioco in due dischi separati in cui nel primo era contenuta la classica modalità carriera, mentre nel secondo era presente la nuova modalità arcade; il parco auto venne aumentato portando il numero di vetture con licenza a oltre 600; il numero di circuiti salì a 27 e questa volta vennero inseriti anche tracciati realmente esistenti; vennero implementate anche le modalità Rally e Endurance. Gran Turismo 2 fu uno dei titoli più venduti del 2000 piazzando quasi dieci milioni di copie in tutto il mondo e ricevendo punteggi dalla critica con una media di oltre il 90% di recensioni positive.

Il passaggio alla sesta generazione e la Serie Concept

Con l’avvento della nuova generazione di console l’azienda nipponica sfornò un numero sorprendente di capitoli, infatti i titoli che uscirono per Playstation 2 furono ben sei. Il primo a debuttare fu Gran Turismo 3: A-Spec il quale, lanciato sul mercato a metà del 2001, sfruttò pienamente il motore grafico della nuova console portando i poligoni delle vetture a 5000 (contro i 500 di Gran Turismo 2). Anche la simulazione fu nettamente migliorata con macchine molto più sensibili alle frenate o alle derapate e con l’introduzione del sistema di gestione del controllo trazione, inoltre vincendo le gare più importanti era possibile sbloccare ben due vetture di Formula 1. Nonostante le varie migliorie dovute al passaggio generazionale il numero di macchine all’interno del gioco fu ridotto a 150 e il sistema di potenziamento delle vetture risultò poco realistico. Il gioco in questione è il più venduto del franchise di Gran Turismo battendo pure il suo successore che, come vedremo, sarà però il titolo più completo.

Successivamente all’uscita del terzo capitolo vennero lanciati sul mercato, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, tre titoli che insieme formarono la “Serie Concept”. Sostanzialmente questi tre titoli non differivano da Gran Turismo 3, ma andavano ad espanderlo aggiungendo nuovi veicoli e gare. I videogiochi in questione sono Gran Turismo Concept: 2001 Tokyo, Gran Turismo Concept: 2002 Tokyo-Seoul e Gran Turismo Concept: 2002 Tokyo-Geneva.

Sempre sull’onda di un successo mondiale ormai consolidato, nel periodo appena dopo il lancio del terzo capitolo entrò in fase di sviluppo Gran Turismo 4, il quale fu inizialmente annunciato per Natale 2003, ma venne successivamente posticipato. La Polyphony Digital decise allora di realizzare una versione ridotta del gioco denominata Gran Turismo 4: Prologue, pubblicata nel periodo in cui sarebbe dovuta uscire la versione completa. Il prologo si caratterizzò per un ridotto parco auto (appena 64 modelli) e per un numero di circuiti molto esiguo, infatti più che un vero e proprio videogioco della serie, Gran Turismo 4: Prologue si può definire come un “antipasto” del gioco completo, il quale ripagherà pienamente tutti gli appassionati della lunga attesa.

Nel primo semestre del 2005, dopo ben quattro anni dal lancio di GT3 e due dall’uscita del prologo, fece il suo ingresso sul mercato il tanto atteso Gran Turismo 4. Il quarto capitolo, come detto in precedenza, si può considerare come il titolo più apprezzato e completo di tutta la saga, questo grazie alla maggior qualità tecnica e al grande numero di vetture (oltre 700) e di circuiti disponibili. In questo gioco vennero inserite numerose innovazioni: la modalità B-Spec, la quale consiste nel prendere parte ad una gara come ingegnere di pista controllando il pilota dal muretto; le missioni di guida, ovvero gare in cui la vittoria si ottiene realizzando un determinato obiettivo; la modalità foto, in cui è possibile scattare fotografie alle proprie auto e salvarle su una chiavetta USB; l’introduzione delle celeberrime 24 Ore di Le Mans e 24 Ore del Nürburgring Nordschleife. Le vendite di Gran Turismo 4 e le recensioni della critica risultarono stellari, nel mondo sono state vendute circa 12 milioni di copie.

La piccola parentesi portatile

Nel 2009 uscì per PlayStation Portable un simulatore di guida, prodotto sempre dal team di Yamauchi, che riuscì a coniugare un buon livello di simulazione e una buona qualità grafica. L’unico capitolo di Gran Turismo per PSP, nonostante fosse più limitato rispetto a quelli delle console fisse vista la limitata potenza della portatile di casa Sony, ottenne un discreto successo. Nel gioco sono presenti 800 automobili, 35 piste derivate da Gran Turismo 4 ed anche una modalità online in cui i giocatori possono gareggiare tra di loro e scambiarsi i veicoli. Sono state rilasciate due versioni ulteriori di questo titolo: la Collector’s Edition e la Special Edition.

L’era dell’alta definizione

Se pensate che il primo gioco della serie di Gran Turismo uscito per PlayStation 3 sia il prologo di GT5 vi sbagliate di grosso. La Polyphony Digital rilasciò nel lontano 2007 sul PlayStation Store un videogioco della Serie Concept con una sola pista all’interno (l’Eiger Nordwand) e una decina di auto disponibili. Questo gioco si intitolava Gran Turismo HD Concept e l’unica caratteristica degna di nota fu la sorprendente qualità nei dettagli dovuta alla presenza di pochi elementi all’interno del gioco che facilitavano notevolmente lo sviluppo dei poligoni. Il titolo, purtroppo per gli appassionati, è stato rimosso molti anni fa dal PlayStation Store e non è più possibile recuperarlo.

Per festeggiare i dieci anni dal lancio del primo Gran Turismo il team di Yamauchi decise di rilasciare un’altra versione “antipasto” del nuovo titolo della saga principale e così fece il suo debutto nel mercato videoludico Gran Turismo 5 Prologue Spec III (rinominato così nel 2008). Nulla di nuovo per quanto riguarda le caratteristiche di questo prologo: lista dei veicoli ridotta e una manciata di circuiti giusto per dare un assaggio di quelle che sarebbero state le potenzialità del titolo completo, il tutto in alta definizione. La vera chicca per gli appassionati però arrivò nel dicembre del 2010, quando dopo una serie di rinvii, uscì nei negozi Gran Turismo 5. Questo titolo adotta la risoluzione di 1080p a 60 fotogrammi al secondo ed è compatibile con la tecnologia 3D, il gioco inoltre per la prima volta nella storia della serie implementa i danni per le auto, anche se questi non compromettono le prestazioni del veicolo. Un’altra importantissima novità è la presenza dei campionati NASCAR, del Campionato del mondo rally e il Super GT. Il parco auto conta ben più di mille automobili, un record per la serie e per il mondo dei videogiochi, divise in due categorie, premium e standard: le prime sono dotate di una grafica più dettagliata e di maggiori particolari (500.000 poligoni) rispetto alle seconde, le quali hanno un livello di dettaglio abbastanza basso. Il titolo presenta inoltre numerose collaborazioni con brand famosi come la Red Bull Racing, che ha portato alla creazione della Red Bull Prototipo X2010 (progettata da Adrian Newey), e con il famoso programma inglese Top Gear. Gran Turismo 5 però subì alcune controversie: in primis dalla città di Siena per il fatto di aver utilizzato i simboli delle contrade e la piazza del Campo senza autorizzazione; in secundis per quanto riguarda alcuni problemi di tearing, di pop-up di oggetti in lontananza e qualche difetto di aliasing. Tutto sommato però questo capitolo vendette molto bene, ma fu l’inizio di un declino di popolarità che portò il brand a non essere più considerato altamente simulativo, caratteristica che lo distinse negli anni precedenti.

Durante la conferenza di Sony alla Gamescom del 2013 è stata annunciata la data d’uscita del sesto capitolo principale della saga, fissata per il 6 dicembre dello stesso anno. Con le iniziali GT6, il nuovo titolo di casa Sony non stravolge più di tanto ciò che si è visto nel precedente, mantenendo sostanzialmente la stessa intelaiatura. Gran Turismo 6 contiene più di 1.200 automobili insieme alle “Vision Gran Turismo”, concetti di macchine create appositamente per il gioco da famose case costruttrici, e presenta anche un centinaio di circuiti. Come in GT5 sono presenti una serie di eventi speciali: l’esplorazione lunare, una simpatica simulazione di tre missioni sulla Luna alla guida di un Rover lunare; il Goodwood Festival of Speed, dove l’obiettivo è quello di testare diverse auto sul circuito di Hillclimb Goodwood Of Speed facendo il miglior tempo sul giro; un tributo ad Ayrton Senna consistente in quattro prove che rappresentano la vita nell’automobilismo del campione brasiliano; il Rally a tempo Sierra che consiste invece in quattro eventi a tempo dove l’obiettivo è conquistare il trofeo dorato. Gran Turismo 6 segna l’apice di un periodo di crisi della Polyphony Digital, poiché nonostante gli ultimi titoli siano di buona qualità e abbiano fatto registrare un buon numero di vendite, sembrano comunque aver perso quello smalto e quella singolarità che li contraddistingueva nei decenni passati.

Gran Turismo oggi

Al giorno d’oggi è ancora possibile parlare di Gran Turismo come se fosse solo un brand videoludico? Gran Turismo oggi è, come detto all’inizio, un vero e proprio mondo; la Polyphony Digital ha contribuito a formare nuovi piloti con la Nissan GT Academy, un corso di guida che ha contribuito a trasformare i più talentuosi videogiocatori della serie in veri e propri piloti attraverso un corso diviso in quattro fasi: le Qualifications, le National Finals, il Race Camp e il Driver Development Program. La GT Academy si è svolta dal 2008 fino al 2016 mettendo in palio posti di guida in scuderie reali.

Con l’avvento degli eSports Gran Turismo ha istituito nel 2018 il FIA GT Championship, un campionato di Gran Turismo regolamentato dalla FIA stessa che attribuisce un importante trofeo per il vincitore.

Ma Gran Turismo, per tutti gli appassionati storici del brand o per tutti quei pazzi sognatori che immaginano di indossare un casco e di sfrecciare davanti a tutti sulla linea del traguardo, è una serie di videogiochi di simulazione di guida sviluppati da Polyphony Digital per PlayStation, PlayStation 2, PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation Portable. Dall’uscita del primo Gran Turismo nel 1997, la serie ha venduto circa 76 milioni di copie in tutto il mondo.

“Piloti di tutto il mondo, accendete i motori!”

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