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WTAC Legends: le vetture che hanno fatto la storia del Time Attack

A cura di Claudio Boscolo e Pietro Di Spaldro.

Time Attack, la ricerca verso il giro perfetto e la gloria. Ogni uscita di curva, ogni singolo particolare aerodinamico delle vetture, ogni singolo insignificante dettaglio conta. Venerdì e sabato circa 40 vetture divise in più classi si daranno battaglia a suon di giri veloci a Sidney in occasione della nona edizione del WTAC. La manifestazione, che ebbe i suoi natali nel 2010 da un’idea di Ian Baker, si pone come il punto di riferimento per tutti gli appassionati di Time Attack e non solo. Quello che caratterizza l’evento, infatti, non sono solo le prestazioni ma anche l’elaborazione e il lavoro aerodinamico sempre più complesso ed esasperato (la vera e propria chiave per la vittoria di questo evento) dietro le vetture, rendendo i modelli delle vere e proprie belve capaci di suscitare timore reverenziale verso chi le ammira. Noi di ItalianWheels abbiamo deciso di illustrarvi alcune delle vetture più iconiche di questa manifestazione annuale.

 

Tilton Interiors Evo IX:

Nata dalla mente di Kostya Pohorukov e del team Tilton Interiors, questa evo IX ha incantato e dominato per tre edizioni consecutive (dal 2013 al 2015) la classe Pro salvo poi ritirarsi da imbattuta. Il progetto iniziò a prendere forma dal 2008 quando parteciparono al Superlap australiano vincendolo poi l’anno seguente. L’esordio nella prima edizione del Wtac (2010) portò invece un decimo posto che impose al team un duro lavoro per presentare una vettura più competitiva ed elaborata per l’anno succesivo. Si arrivò dunque all’edizione 2011 dove il team australiano raccolse, con Gareth Walden alla guida, un eccellente quarto posto. L’esperto pilota aussie si migliorò l’edizione seguente arrivando sul podio, in seconda piazza. Il resto è storia o, per meglio dire, dominio. La Evo IX da 1000 cavalli e un’aerodinamica fuori di testa annichilisce la concorrenza fino al 2015 annunciando il ritiro. Fino ad ora. Infatti il team australiano ha deciso di ripresentarsi sulla linea di partenza cambiando classe, livrea e pilota. Domineranno ancora?

Qui il link al video del giro in 1:23.777 dell’edizione 2015:

 

Scorch S15 Silvia:

Cosa succede se si uniscono un uomo con il suo sogno e la proverbiale determinazione giapponese? La risposta prende il nome di Under Suzuki e della sua S15 Silvia. Non una Nissan Silvia qualunque ma la “più impressionante vettura mai costruita in Giappone”. Quello che rende fenomenale questa vettura è l’amore del proprio costruttore. Il buon Suzuki-san infatti, un normale impiegato come tanti, appena uscito dall’ufficio si rinchiudeva fino a notte fonda nel garage (appartenente all’amico nonché proprietario del team Scorch, Takemura) per creare e modificare il proprio gioiello. Pian piano la vettura iniziò ad assaporare il dolce asfalto della pista per divertimento prima, per diventare una delle autorità mondiali del Time Attack, poi. Dopo aver segnato il record di Tsakuba più volte e aver partecipato al WTAC dal 2011, quello che gli manca è l’affermazione in quest’ultimo evento. Dopo molte edizioni festeggiate ai due gradini laterali del podio, sarà questa l’edizione in cui salirà sul gradino centrale?

Link WTAC 2017 onboard:

 

RP 968:

 

La Porsche 968 è uno dei modelli più snobbati mai usciti da Zuffenhausen.

Una bella vettura sportiva a trazione posteriore discretamente veloce grazie al suo 4 cilindri in linea da 3.0 litri.

Grazie al suo peso contenuto e al suo layout equilibrato riusciva ad avere delle doti dinamiche interessanti per chi voleva divertirsi al volante, infatti non sono pochi quelli che hanno usato una 968 per dedicarsi a varie discipline motoristiche, dall’autocross al club racing.

E poi c’è chi va oltre. Troppo oltre.

Come ad esempio Rod Pobestek che ha preso una 968 e l’ha resa un cacciabombardiere.

Partiamo dal presupposto che di originale probabilmente sarà rimasta solo la monoscocca, perchè anche il motore non ha più la stessa configurazione originale, dato che la testata è stata ruotata di 180 gradi per avere una maggiore pulizia del flusso d’aria in uscita.

Senza dimenticare che il motore, eccezion fatta per l’albero a gomiti, non ha più nemmeno una vite originale e tira fuori una potenza massima di 900 cavalli (anche se è possibile scegliere tra vari step di potenza direttamente dall’abitacolo).

Sull’aerodinamica nemmeno ci soffermiamo perchè i risultati si vedono ad occhio nudo e anche perchè altrimenti non finiremmo prima del duemilamai.

Ci limitiamo a dire che, con un’aerodinamica così aggressiva, fatichiamo a sollevare dai tavoli i nostri pc.

Anche per questo missile terra-aria vale lo stesso discorso fatto per la Scorch S15: sarà l’anno giusto?

 

MCA SUSPENSION SILVIA S13:

Pic by SpeedHunters

 

Partiamo con una premessa: è l’auto campione in carica, in quanto tale merita una menzione in questo articolo, a maggior ragione se si considera l’incredibile costanza di risultati ottenuta dal suo debutto ad oggi, grazie anche al talento dei piloti che, nel corso di questi anni, hanno avuto modo di mettersi dietro il volante di questa bomba a quattro ruote.

Come da titolo, la base di partenza è una Nissan Silvia S13, ossia l’auto più modificata al mondo (dopo la MX-5) con un bel segreto sotto il cofano: un potentissimo motore SR20VET da oltre 750 cavalli.

La sigla non è sbagliata, occhio, perchè Nissan ha costruito una versione del longevo motore SR20 con un sistema non troppo dissimile dal VTEC Honda che veniva montato sulla versione giapponese della Nissan X-Trail.

E’ curioso come il motore concepito per un SUV sia il cuore pulsante di due delle migliori auto da Time Attack del mondo ma tant’è.

La combinazione di leggerezza, cura aerodinamica e talento dietro il volante la rende un cliente ostico per tutte le auto del lotto e nel team MCA (che, tra l’altro è il team vincitore delle ultime due edizioni) non sono tanto propensi a mollare l’osso.

Va da sè, quindi, che ha dalla sua tutti i favori del pronostico quest’anno.

 

 

 

 

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