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Chi dimentica è complice: Lola Racing Cars e quell’amore non corrisposto per la Formula 1

A cura di Filippo Martelli.

Era il 1958 quando un ambizioso imprenditore originario di Bromley, nonché ingegnere vittima dell’affascinante mondo delle quattro ruote, decise di fondare la Lola Racing Cars. Traboccante di idee e progetti, gli era ignoto soltanto quello che sarebbe stato l’epilogo del viaggio: lui garibaldino, lei, la Lola, sfocata leggenda del circus automobilistico.

Eric Broadley, la Lola e quell'amore non corrisposto per la Formula 1

Per doveri di cronaca, converrebbe forse dare un nome al nostro capitano d’azienda: Eric Broadley e, prima di offuscare il mito con un grigio velo pietoso, ricordare a tutti i nostri lettori che sovente accade che la storia rada al suolo qualsiasi ombra di scampolo realizzato come si deve in favore di un finale dalle sfumature tragicomiche.

Eric Broadley, la Lola e quell'amore non corrisposto per la Formula 1

Tralasciando avventure dimenticate in serie di minor interesse, l’amore incestuoso e adultero tra Broadley, la Lola e la Formula 1 scoppiò nel 1962, quando come una violenta deflagrazione per fuga di gas nella vostra cucina così i telai costruiti della casa britannica impattarono il paddock concedendosi alla Bowmaker Yeomar Racing Team.

Come tutte le relazioni della tipologia sopracitata, anche questa incontrò declini, ritiri e ritorni di fiamma, in numerose stagioni non sempre consecutive, cambiando spesso partner a cui fornire i telai, fino all’anno 1997. L’esperienza accumulata e una buona dose di intraprendenza rasente ignoranza, con la collaborazione di uno sponsor non qualunque, vedi MasterCard, portarono l’ambiente della Lola a partorire in tempi record, e dunque insensati, una scuderia autonoma.

Eric Broadley, la Lola e quell'amore non corrisposto per la Formula 1

La Lola T97/30, dotata di motore Ford-Cosworth e gomme Bridgestone, si ritirò dal campionato dopo la gara inaugurale in Australia in seguito alla fuga dei sostenitori economici, spaventati dalla manifesta e ridicola inferiorità della monoposto.

Il glorioso costruttore ha chiuso i battenti nel 2012 per fallimento, dopo aver tentato un paio di anni prima di tornare in Formula 1 ed essere stato salvato da una cordata di imprenditori britannici in seguito ai fatti del ‘97. Eric Broadley è morto il 28 maggio del 2017.

Insomma: in Formula 1 non ci contate troppo, ma per tutto il resto… c’è MasterCard!

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