Soddisfazioni, Vendette, Scoperte ed Umiliazioni: Inizio Col Botto In QatarMotoGP Motorsport 

Soddisfazioni, Vendette, Scoperte ed Umiliazioni: Inizio Col Botto In Qatar

Soddisfazioni, Vendette, Scoperte ed Umiliazioni: Inizio Col Botto In Qatar

Dopo il diluvio, le difficoltà e le incertezze di una gara per la quale, visto l’epilogo di sabato, si è seriamente temuto che potesse essere cancellata, alla fine sotto le luci dell’imponente impianto di illuminazione di Doha, la Stagione MotoGP 2017 ha avuto finalmente inizio, regalando fin da subito una gara dall’altissimo contenuto sia spettacolare sia tecnico. Perché se da un lato la bagarre è stata quella che ci aspettavamo da un Campionato animato da una griglia così competitiva, dall’altro canto non solo i piloti ma anche le moto stesse sono state vere e proprie protagoniste assolute di questo primo Gran Premio, facendo parlare di sé sia prima della gara, ma soprattutto dopo viste alcune incredibile e totalmente inaspettate performance. Ma procediamo con ordine…

In primis, Losail ha decretato Maverick Vinales come primo vincitore di questo 2017: il Top Gun spagnolo, al suo debuto agonistico in sella alla Yamaha ufficiale, non soltanto ha colto il suo primo gradino del podio fin dalla prima occasione, ma ha anche stra-convinto anche il più scettico degli appassionati circa la mossa di Yamaha di aver lasciato andare il “Martillo” per invece puntare su quel giovane astro nascente che sapientemente si era accaparrato la Suzuki due anni fa. Vinales, come un pilota Yamaha già navigato, ha sfruttato a pieno il potenziale della sua M1, risultanto sempre veloce, senza mai sbavare o esagerare e soprattutto regalando al pubblico una battaglia al cardiopalma ora con Marquez, quindi con Iannone e per finire con uno scatenatissimo Andrea Dovizioso, che ha reso tutt’altro che facile la vita al 22enne di Figueres, rispondendo colpo su colpo in una battaglia sempre corretta ma con il coltello ben stretto fra i denti. E se è vero che il buongiorno lo si vede dal mattino, Vinales è senza alcun minimo dubbio uno dei più concreti pretendenti al Titolo Mondiale 2017.

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E se da una parte Vinales ringraziava Yamaha con una vittoria meravigliosa, dall’altra Andrea Dovizioso, autore di una altrettanto stupefacente performance, ha miseramente umiliato il proprio acclamatissimo ed ultra pagato compagno di squadra, Jorge Lorenzo, iniziando così una sorridente vendetta nei confronti di chi (Ducati), dopo anni di duro lavoro, lo ha degradato ed a fronte di un compenso di ben 12 milioni a stagione per il maiorchino, sul piatto gliene ha servito appena uno. Una differenza abissale quindi di cachet che si è completamente ribaltata sotto la bandiera a scacchi, perché il “Porfuera” ha tagliato il traguardo solamente in 11° posizione, con ben 20 secondi di distacco dal pilota di Forlì, sfigurando in gara, e prendendo paga sotto ogni punto di vista. Ma in Ducati si stuferanno mai di riempire d’oro gli ex-Yamaha per poi non avere mai un ritorno d’investimento? Mistero…

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E se i destini del disperso Lorenzo e del vegliardo Valentino Rossi parevano essere ancora una volta accomunati, visto il naufragar di Rossi nelle retrovie sia durante i test che nelle prime sessioni di prove Libere, il Dottore pur partendo arretrato sullo schieramente di partenza, ancor auna volta stupisce per la sua proverbiale mentalità da squalo da gara che non conosce rivale: fin dalle prime battute esalta con una rimonta fulminea, si plafona un po’ durante il giro di boa ma sul finale si rifà sotto, saluta Marquez e si mette ad inseguire la coppia BrioBlu in testa alla gara. Purtroppo Valentino non ne ha quanto i due avversi lì davanti, ma la sua Stagione – che pareva poter essere un’annata tutta in salita – si apre con un ottimo 3° posto e la convinzione di essere ancora un pilota da Titolo.

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Debutto pazzesco anche per il pilota di Vasto, Andrea Iannone, che alla sua prima gara in Suzuki mette in mostra una competitività incredibile in sella alla moto di Hamamatsu, la GSX-RR. L’azzurra giapponese si è presentata in griglia con un motore ora altamente competitivo, che unito alla sua celebre guidabilità, la rende nelle mani dell’abruzzese – cresciuto in MotoGP facendo a pugni con la Desmosedici – un’arma di distruzione di massa. Peccato però che dopo un duello furibondo con l’antico rivale della Moto2, Marc Marquez, Iannone osa troppo, è a millimetri dal Campione del Mondo e finisce con il toccare con la sua gomma anteriore la ruota posteriore della RC213-V. Per l’italiano, che dimostra così al proprio box di aver già fatto sua la cultura giapponese, è Harakiri. Poco male; Iannone però ha dimostrato quanto quel binomio possa funzionare bene e non passerà molto prima che lo vedremo vincere. (Che a Borgo Panigale si siano pentiti di averlo cacciato?)

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Stupisce poi la totale disfatta delle moto di Tokyo: perché se da una parte Marquez colpa il gap tecnico con il proprio talento fino però poi doversi arrendere all’evidente inferiorità della sua moto, dall’altra – lasciando tutti sbigottiti – la RC213-V di Dani Pedrosa viene addirittura inquadrata mentre fatica a riprendersi la posizione usurpatagli dal neo-acquisto dell’Aprilia, Aleix Espargarò. Certo, Dani alla fine archivia la pratica arrivando sul traguardo alle spalle del compagno di squadra, ma l’RS-GP, bruttissimo anatroccolo delle passate Stagioni, con la nuova livrea è diventata ancora più brutta ma incredibilmente si è scoperta veloce, conquistando infatti un meraviglioso 6° posto ad appena 4 decimi dalla Honda di Pedrosa.

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Insomma, ci sarebbe ancora molto da dire (la prestazione di Zarco, quella di Miller, il debutto delle KTM, etc etc), però il punto centrale della situazione è uno: il Qatar ha messo in evidenza come quest’anno non soltano le due Case di punta saranno in lizza per la vittoria (anzi, la Honda ne ha di cose da sistemare), ma che finalmente anche le moto “inferiori”, prima in lotta solamente per le posizioni di rincalzo, quest’anno sono finalmente riuscite a fare un salto di grande qualità, potendo finalmente alzare la voce per gridare “Presente” e con quel presente hanno fatto capire che ci sono e sono lì per fare bene, per vincere o per entrare quanto meno in lotta per il podio. E questo non può che fare bene alla competizione e allo spettacolo. Che dire… ben tornata MotoGP!

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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