"Cantami o Diva dell'MV Agusta": le Superbike raccontate per aforismiBlog Latest news 

“Cantami o Diva dell’MV Agusta”: le Superbike raccontate per aforismi

"Cantami o Diva dell'MV Agusta": le Superbike raccontate per aforismi

Tutte le moto hanno un’anima e molto da raccontare di sé, di come sono fatte, delle proprie caratteristiche, di ciò che le hanno rese famose… Ed oggi vogliamo provare a descriverle a partire da una sola citazione di autori famosi, che possa al meglio coglierne l’essenza. Articolo serio? Diciamo a metà.

"Cantami o Diva dell'MV Agusta": le Superbike raccontate per aforismi

KAWASAKI H2/R

“Quando si è determinati, l’impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra. Ma quando l’uomo è privo di coraggio, non può persuadersene. Muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione.” – Yamamoto Tsunetomo, Hagakure

La Kawasaki H2/R è una moto estrema, famosa per essere alimentata da un motore supercharger ed essere stata sviluppata in collaborazione con il reparto aerospaziale di Akashi. Un esempio perfetto di coraggio, fantasia, ambizione ed un pizzico di follia ingegneristica, che insieme hanno saputo regalare al mondo una delle moto più pazzesche di tutti i tempi.

La sua citazione è presa dal libro della cultura samurai per antonomasia, l’Hagakure.

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MV AGUSTA F4 RC

“Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.”
(Charles Bukowski)

Sulle rive del piccolo lago di Schiranna, i varesini di MV Agusta regalano da sempre al mondo motociclette dall’intrinseco valore tecnico, ma la cui cura del design raggiunge lo stato dell’arte. Non a caso le MV Agusta vengono sempre presentate ai saloni come si farebbe con un quadro od una statua. Si tratta di perfezione, di armonia, di magnificenza. Sono le moto che tutto il mondo ci invidia, sono le moto che lasciano a bocca aperta anche coloro che non saprebbero distinguere una supersportiva da una naked, e la F4, in particolare, è la moto che indurrebbe Omero ad invocare le Muse per parlare di Lei.

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BMW S1000RR

“I mezzi capaci di riportare la più facile vittoria sulla ragione sono il terrore e la forza.” – Adolf Hitler

Quando nell’ormai lontano 2008, la Casa di Monaco di Baviera irruppe nel mondo delle Superbike con la sua S1000RR, gli altri costruttori furono sbaragliati in ogni comparativa. Forte di un motore anabolizzato di cavalli ed una elettronica che per i tempi sembrava raziocinante, l’arrivo della moto tedesca sembrò la calata del 4° Reich, e la sua vittoria contro le rivali parevano il remake della Guerra Lampo del Fueher. Ma esattamente come andò a finire per la compagine nazista, anche la moto tedesca – degna delle SS – non è riuscita minimamente a raggiungere i risultati che in BMW speravano. Sbaragliarono tutti nei Campionati Nazionali, ma quando la questione si fece Mondiale, la sconfitta fu brutale, nonostante le immense risorse anche economiche che da Monaco avevano stanziato per il progetto. Della serie: ancora una volta, il Colpo di Stato della Birreria HB ha fallito.

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HONDA CBR1000RR

“Il ruolo di un amico è di essere al tuo fianco quando sbagli, perché chiunque sarà accanto a te quando hai ragione.” – Mark Twain

E’ bello essere circondato dalle persone più in vista o dalle ragazze più appariscenti quando tutto va bene, ma al primo errore tutti sono pronti a mollarci, lasciandoci cadere rovinosamente. Ed è proprio in quel momento che capiamo l’importanza dell’avere pochi ma buoni amici o magari di una ragazza che non sia Belen ma che rimanga al nostro fianco quando più ne abbiamo bisogno. E la moto di Tokyo è così: non all’ultimo grido, non la più veloce, non la più desiderata, ma quella che ci aiuterà di più a rimediare ad un errore di traiettoria, di frenata o avvertendoci con anticipo se l’anteriore ci sta per mollare. Insomma, è la vera amica, e l’amicizia è un dono che va apprezzato sinceramente.

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DUCATI 1199 R PANIGALE

“Il sesso è l’arte di controllare la mancanza di controllo.” – Paulo Coelho

La rossa italiana è la top-model per eccellenza, quella dotata di quel fisico super snello e maledettamente sexy, vestita con un abito sportivo ed elegante, ad effetto “vedo-non vedo”, che al solo guardarla la si spoglia con gli occhi. Cavalcarla poi è l’esperienza di una vita, la notte di passione per eccellenza, il sesso migliore che si possa immaginare. Ed è quella di cui parlerete sempre con gli amici, senza mai stancarvi, arrivando addirittura a chiedervi se sia stato reale o frutto della vostra immaginazione, perché come lei – stupenda, selvaggia, sfacciata, dannatamente erotica – non c’è mai stata nessuna e mai (forse) ce ne sarà un’altra.

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YAMAHA R1/M

“Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica; posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori.” – Albert Einstein

La Superbike di Iwata, anche per il suo utilizzo stradale, è stata dotata di gadget elettronici direttamente derivati dalla M1 di Valentino Rossi, e grazie alla sua piattaforma inerziale e agli accelerometri, la M1 ha ben 7 parametri che tiene monitorati al massimo angolo di piega ed il suo traction control non entra in azione quando la gomma posteriore ha già perso aderenza, bensì quando capisce che la moto sta per perdere aderenza, anticipando quindi l’evento. Il tutto compiuto in frazioni di decimi di secondo. Ebbene sì, se pensavate di avere problemi con la matematica, pensate questa poverina cosa è costretta a fare per salvarci la vita.

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SUZUKI GSX-R 1000

“Sono uno psicopatico solo nei giorni feriali. Oggi è sabato, quindi…” – Aron Ralston

La Gixxer, se escludiamo l’ultimissima versione, è sempre stata una moto “morbida”, tanto nelle dimensioni quanto nel comportamento tra le strade cittadine, nella guida di tutti i giorni in mezzo al traffico. Eppure, la sua proverbiale mancanza di elettronica e specialmente un motore famigerato per la sua aggressività nello scaricare a terra tutti i suoi irruenti cavalli, l’hanno sempre fatta apparire un po’ come una moto “psicopatica” per quando la si andava a guidare sul serio. Alcuni lo ritengono un difetto. Io, credo che i pazzi siano coloro che la criticano senza neppure averla guidata o ad aver provato a capirla.

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KAWASAKI NINJA ZX-10R

“La velocità è la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo” – Milan Kundera

Ad Akashi l’obiettivo principale è sempre stato quello di essere i più veloci; obiettivo che rappresentava quasi un’ossessione. Guidare una Kawasaki Ninja, infatti, rappresenta lo sperimentare un volo a bassa quota, è l’arte di correre come il vento, di sentirsi liberi da ogni problema ed al tempo stesso di provare una sensazione di puro piacere fisico. La Ninja è questo, il lampo verde che squarcia il cielo e scompare ancor più velocemente di quando è giunta. Degno del suo nome: ninja.

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APRILIA RSV-4

“E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te, torna a casa.” – Osho Rajeneesh

Con l’addio all’era dei 2-tempi, la Casa di Noale sembrava aver perso la rotta, navigando con l’ausilio di una bussola incapace di trovare il Nord. Ma non era agli altri costruttori che Aprilia doveva guardare: bastava guardarsi dentro, e riscoprire le proprie origini ed il proprio corredo genetico. La RSV-4 è stata esattamente questo, la riscoperta del proprio potenziale e delle proprie origini come produttore di moto da corsa seconde a nessuno. Risultati? L’RSV-4 si è fregiata dell’alloro mondiale per ben 3 volte.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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