Un gesto che vale oro: caro Rea, finalmente, benvenuto in KawasakiLatest news Motorsport 

Un gesto che vale oro: caro Rea, finalmente, benvenuto in Kawasaki

Un gesto che vale oro: caro Rea, finalmente, benvenuto in Kawasaki

“Se vuoi andare forte, vai da solo. Se vuoi andare lontano, fai squadra”. Con queste toccanti parole di Jonathan Rea si epiloga il mondiale Superbike 2016, che ha visto il nordirlandese essere protagonista di una Stagione ben più che meritata, in cui ha mostrato come il suo talento abbia spesso superato le potenzialità della sua moto, ma in cui Rea è riuscito finalmente a legare definitivamente il suo nome alla Casa di Akashi e a farsi amare sinceramente dai tantissimi appassionati di Kawasaki, che per il marchio giapponese provano realmente un legame speciale.

Ma perché solo adesso? Dopo ben 2 anni in cui Rea ha regalato ben due Titoli consecutivi e vittorie a ripetizione? Nessuno ha mai messo in dubbio il talento o le capacità di pilota di “Cionni Ria”, anzi, ma forse proprio questo é stata la discriminante che gli ha impedito di far breccia nel cuore dei “kawalieri”, ovvero i fan della casa di Akashi. Il suo arrivo quando ormai la Ninja era già la moto da battere lo ha fatto sembrare più un mercenario in cerca della sola gloria personale, mentre dall’altra parte del box c’era un certo Tom Sykes che a Kawasaki ha giurato fedeltà assoluta, intraprendendo un progetto in cui pochissimi avrebbero potuto credere sviluppando dal nulla la moto che è adesso la ZX-10R, che ha regalato il primo Mondiale ad Akashi dopo ben 20 anni dall’ultimo con Scott Russell, vincendo e perdendo, gioendo e soffrendo per se stesso come pilota, per la sua squadra e per i suoi tifosi ed i tifosi della Kawasaki.

Un gesto che vale oro: caro Rea, finalmente, benvenuto in Kawasaki

Cose che a Rea mancavano e che, contrapponendosi sempre in modo anche duro nei confronti di Sykes, non gli hanno mai permesso di essere pienamente ben voluto dal popolo verde. Ma in Qatar, aiutando proprio il suo diretto avversario, Tom Sykes, a conquistare la seconda posizione nel Mondiale, Jonathan Rea ha compiuto un atto che é andato ben oltre l’essere semplicemente un gioco di squadra, bensì un giuramento nei confronti del Team Green e dei suoi tifosi. Perché in Kawasaki Rea vuole rimanerci e vuole essere amato, diventando anch’egli un simbolo per il marchio di Akashi, così come lo é Sykes, che a fine gara ha commentato con toccanti parole quanto fatto dal suo compagno di squadra: “Un gesto che non dimenticherò mai”.

Si combatteranno tante altre battaglie tra i due samurai di Akashi, dure e senza esclusione di colpi, perché questo è quello che devono fare i piloti, vincere; ma saranno battaglie come abbiamo sempre visto, dure ma sempre corrette, al termine delle quali il bene della propria squadra verrà sempre messo sopra qualsiasi altra cosa, sia da parte di Sykes che da parte di Rea. E dal canto mio – come blogger ma soprattutto come Kawaliere – non posso che dire, finalmente, Benvenuto in Kawasaki, Campione!”

Un gesto che vale oro: caro Rea, finalmente, benvenuto in Kawasaki

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