Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-CoursLatest news Motorsport WSBK 

Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-Cours

Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-Cours

Con la Francia alle spalle, anche l’11° round del Mondiale Superbike 2016 è andato in archivio, lasciando così ai protagonisti di questa serratissima lotta al Titolo appena 4 gare totali ancora da disputarsi, ancora 100 punti da assegnare. Eppure, Magny-Cours ha raccontato molto della situazione attuale e soprattutto, dopo un round del genere, molte cose potrebbero tornare in discussione, consegnando agli appassionati della serie una sorta di re-make dello scorso anno. Ma andiamo con ordine…

La lotta al Titolo piloti continua nel segno, e nell’infuocata rivalità, di Jonathan Rea e di Tom Sykes, il primo desideroso di riconfermarsi Campione, il secondo maggiormente intenzionato a sconfiggere il compagno di squadra più che di cercare il 2° alloro. E sul circuito della Borgogna, i due piloti del Team Green non se le sono mandate a dire, anzi. Giro dopo giro la bagarre tra le due Ninja ufficiali divampava, regalando al (poco) pubblico una gara d’altri tempi, roba quasi da anni d’oro della Superbike. Peccato però che i due, avendo entrambi in mente un chiaro obiettivo, non hanno rischiato il 100%, rimanendo certe volte parecchio conservativi. Non tra di loro, si intende, quanto invece nei confronti del loro connazionale, Chaz Davies. Ed è proprio il gallese della Ducati che, grazie alla tappa francese, potrebbe infatti mettere in discussione l’epilogo del Mondiale.

Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-Cours

Con una scelta oculata, il pilota di Borgo Panigale ha fatto sua Gara-1 fregando i piloti di Akashi prediligendo la gomma intermedia alle più rischiose slick su un terreno ancora troppo umido, risultando infatti imprendibile per la concorrenza in verde. Un successo importante in Gara-1 che, tuttavia, ha acquistato tutt’altro significato sotto la bandiera a scacchi della seconda manche quando, a parità di condizioni con le due Ninja, la sua Panigale 1199R, dopo aver atteso dietro per qualche giro, ha infilato i portacolori della Kawasaki, per poi prendere il largo e andare a strappare una doppietta grandiosa. Una doppietta che adesso gli ha permesso di ritrovarsi a soli 33 punti da Tom Sykes, il quale a sua volta ha invece ancora un ritardo nella Classifica iridata di ben 48 punti dal leader Jonathan Rea. Una situazione difficile per il Campione del 2013 che quando riesce a recuperare punti sul compagno di squadra nella prima manche, puntualmente poi si ritrova al punto di partenza al termine della seconda gara, con la differenza che nel mentre, alle sue spalle la Ducati di Davies gli rampa sempre più sul collo, con il chiaro obiettivo di portargli via la seconda piazza nel Mondiale. Obiettivo, quello del pilota di Borgo Panigale, che dopo Magny-Cours si è fatto estremamente realistico, specialmente ora che la sua Panigale sembra ormai aver raggiunto il livello delle Kawasaki, in ogni tipo di condizione, e avendo Jerez come prossima tappa; una pista infatti che sulla carta dovrebbe avvantaggiare il tiro ai bassi della supersportiva italiana.

Davanti, invece, l’ipoteca posta sul Titolo da parte del nord-irlandese Rea è sempre più importante; tuttavia, il Campione del Mondo in carica ha iniziato a mostrare alcuni segni di cedimento, come lo zero rimediato in Gara-1 al Lausitzring od il troppo conservatorismo nella prima manche di Magny-Cours. E’ vero che 48 punti sono un ottimo vantaggio, ma è anche vero che la storia del Mondiale Superbike ci ha anche insegnato che 50 punti si possono anche recuperare in un paio di papuntamenti, e che i Campionati si possono perdere anche per mezzo punto. Per quanto riguarda Tom Sykes, invece, fondamentale sarà lasciare – nel limite del possibile – i pensieri su tatticismi e correre come se ad ogni gara la prima posizione valesse il Titolo stesso. Solo così, a questo punto della Stagione, il pilota di Huddersfiel potrebbe riprendersi il numero 1 sul proprio cupolino.

Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-Cours

Ma la gara di Magny-Cours ha inoltre evidenziato anche altri importanti elementi: da una parte, infatti, grandissima soddisfazione per il team di Schiranna, che riporta la MV Agusta F4 RC ad un passo dal podio, con una super prestazione di Leon Camier riuscito infatti a concludere sotto la bandiera a scacchi con appena 9 secondi di ritardo dalla Panigale di Chaz Davies, dopo aver combattuto e sconfitto uno scatenato Michael VD Mark. L’MV Agusta, infatti, si era già presentata, dopo la pausa estiva, in splendida forma, trovando il 4° posto anche in Germania, e la Francia non ha fatto che confermare l’enorme passo avanti in termini di competitività fatto dalla casa varesina. Tanta soddisfazione poi anche in casa Aprilia, grazie ad un sempre più brillante Savadori che rischia di battere il Campione del Mondo in Gara-1 e riuscendosi anche a migliorare in Gara-2, chiudendo con il 6° posto ma a soli 16 secondi di ritardo dal due volte vincitore di Magny-Cours. Di questo passo, è molto probabile che la F4RC l’anno prossimo riesca a rimanere costantemente in zona Top-6, così come finalmente più di un podio potrebbe essere un risultato alla loro portata!

Il trionfo di Davies, la rivalità in Kawa ed il fallimento Dorna: analisi di Magny-Cours
Troppe le tribune deserte a Magny-Cours. Chiaro sintomo di un problema nella gestione Dorna

Chi invece esce estremamente sconfitta – ancora una volta – è la gestione spagnola della Dorna. Con una capienza massima di ben 139.112 spettatori, infatti, gli ingressi registrati dall’Autodromo sono stati di appena 56244 per l’intero week-end. Pare ovvio che molto, anzi troppo, è sbagliato nella politica di Carmelo Ezpeleta. A partire certamente dal nuovo format che mette la prima gara al sabato, dopo le qualifiche (poste a metà mattinata), che taglia le prove libere e che non manda neppure in onda le stesse nella giornata del venerdì, lasciando poi invece la giornata di domenica con appena un warm-up ed una singola manche. Una politica disastrosa che togliere sempre più interesse alla Serie, che rende anche più difficile seguirla e che allontana sempre più le persone dagli autodromi. Insomma, una politica che deve essere cambiare il prima possibile. A meno che ciò, come io invece credo fermamente, non sia strategicamente voluto per deviare sempre più pubblico alla MotoGP, soprattutto in previsione dell’addio alle corse di Valentino Rossi.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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