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F1, GP Monza: le Pagelle di tutti i protagonisti

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2. Sono questi i punti che, dopo 14 GP, dividono Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Un Mondiale dalle fasi alterne, quello 2016, con il tedesco in netta fuga all’inizio della stagione, con l’inglese in prepotente rimonta e conseguente sorpasso nella fase centrale ed ora con Rosberg che, quando sembrava fosse destinato ad alzare bandiera bianca, torna a farsi sotto. In tutto questo, spettatori non paganti restano, anche a Monza, le Ferrari, le RedBull e via via tutti gli altri, costretti ad assistere impotenti ad un assolo che perdura da due anni e mezzo. C’è da dire però che, a differenza di SPA, entrambi i ferraristi sono stati autori di un’ottima gara, così come buona è stata la prestazione di Ricciardo e Bottas. Ma c’è qualcuno che, invece, ha combinato dei veri e propri disastri. Vediamo insieme chi.

NICO ROSBERG – 9,5. Complessivamente sembra averne meno rispetto al compagno di squadra – ed il mezzo voto in meno è perché non centra la Pole -, ma a Monza, così come a SPA, Nico non sbaglia nulla. E’ consapevole di avere l’auto migliore del lotto, quindi si invola sin dalle prime fasi di Gara e nessuno riesce ad impensierirlo, merito anche di una strategia che gli permette di risparmiare una sosta rispetto alle Ferrari, che erano le uniche entità così vicine da poterlo impensierire. Recupera altri 7 punti su Hamilton, portandosi a -2. E riaprendo un Mondiale che sembrava definitivamente chiuso appena due GP fa.

LEWIS HAMILTON – 6. Il padrone totale del weekend monzese sbaglia clamorosamente proprio all’inizio, quando una partenza terrificante lo relega al 6° posto, spianando la strada alla gara di Rosberg. E’ autore di una bella rimonta, con due sorpassi in pista su Ricciardo e su Bottas, poi la W07 e la strategia lo aiutano nel completare la rimonta togliendosi di torno le due Ferrari con il gioco della soste. Ma con la Mercedes attuale il 2° posto è il minimo sindacale. E, se si parte dalla Pole Position, forse nemmeno quello.

SEBASTIAN VETTEL – 8,5. Si esibisce in una delle sue partenze al fulmicotone, bruciando Hamilton nei primi metri e tentando addirittura l’attacco all’esterno di Rosberg alla Prima Variante. La SF16-H però, a Monza, semplicemente non ne ha per rimanere con la W07, e Seb vede svanire prima la vittoria ed infine la seconda posizione. Dopo il patatrac di SPA si riprende subito con un podio nella gara di casa, che oltre a fare morale permette di recuperare terreno sia in Classifica Piloti che in quella Costruttori. E ora arriva Singapore, dove l’anno scorso fece un miracolo…

KIMI RAIKKONEN – 8. Mezzo voto in meno rispetto a Vettel solamente perché gli è dietro sia in Qualifica che in Gara. Per il resto anche la Gara di Iceman è positiva, e solo il ritorno di Hamilton – dal quale non può neppure difendersi perché il sorpasso avviene per motivi di strategia – gli nega il podio. Attentissimo stavolta nell’evitare qualsiasi tipo di incomprensione con Vettel alla partenza, che pure lui aveva azzeccato.

DANIEL RICCIARDO – 8,5. E’ il suo uno dei pochi acuti della Gara, quando decide di attaccare Bottas iniziando la manovra ad anni luce di distanza. E, viste le caratteristiche congenite della RedBull, un 5° posto a Monza tenendosi dietro parecchi motorizzati Mercedes è tutto fuorché da buttare. Anche perché, forse ancor più di Vettel, lui attende il toboga notturno di Singapore. Lì sì che il telaio ed il carico aerodinamico potranno tornare a fare la differenza.

VALTTERI BOTTAS – 8. Reattivo in partenza, quando si accoda subito al treno dei due ferraristi portandosi davanti ad Hamilton, al quale resiste finché può anche grazie ad una Williams che, come previsto, sui lunghi rettilinei monzesi si è riscoperta in forma. Chiude 6°, a 6″ da un Ricciardo che anche senza quella manovra azzardata lo avrebbe superato visto che aveva più ritmo di lui. Però Valtteri a Monza dà importanti segni di risveglio, rispondendo “presente” non appena la macchina gli ha consentito di fare la prestazione. Sir Frank potrà tranquillamente contare su di lui nel 2017.

MAX VERSTAPPEN – 7. Niente contatti, niente polemiche, niente clamore. Il GP di Monza del giovane olandese è una canonica Gara, forse condotta fin troppo nell’anonimato. Chiude 7°, a 9″ da Ricciardo con una strategia diversa, avendo montato le Soft al posto delle SuperSoft per l’ultimo stint. Forse, soprattutto nelle fasi iniziali, è frenato a livello mentale dal “Warning” che Charlie Whiting gli ha fatto arrivare a seguito delle manovre di SPA, ma la cosa non può che fargli bene. Perché il sorpasso su Perez è bello, spettacolare, aggressivo, ma completamente regolare. Segno quindi che si può essere Verstappen anche senza doversi vendicare necessariamente di qualcuno.

SERGIO PEREZ – 7. Finisce nei punti, ma visto quello che le Force India erano state in grado di fare a SPA forse ci si aspettava qualcosa di più. Invece pare sia quel carico aerodinamico in più che le VJM09 hanno rispetto alle FW38 a fare la differenza, permettendo alle Force India di essere più efficaci delle Williams quando ci sono…più curve. Si tiene comunque dietro Massa ed il compagno di Team. E non è poi così male.

FELIPE MASSA – 6. Minimo sindacale per Felipe, che chiude nei punti l’ultimo GP di Monza della sua Carriera, prendendosi però 14″ dal compagno di squadra. Il rischio di annunciare così presto un ritiro, come fatto notare da parecchi durante tutto il weekend, è che le motivazioni vengano man mano a scemare. E invece la Williams, per lottare con la Force India per il 4° posto nel Costruttori, ha bisogno se non del miglior Felipe Massa di sempre, quantomeno del suo più vicino parente.

NICO HULKENBERG – 6. Anche Hulk si prende la sufficienza, ma solo perché riesce comunque a portare a casa almeno un punto per la Force India. La sua gara è più anonima di quella di Perez, che infatti perde di vista nonostante la stessa strategia. A SPA era sembrato più convincente, forse anche lui si è un po’ demoralizzato dal vedere che le Williams sembravano essere tornate competitive qui a Monza.

ROMAIN GROSJEAN – 7,5. La sua è una bella rimonta, che si concretizza dalla 17esima posizione alla quale era stato relegato a causa di un cambio rotto nel corso delle FP3. Partiva 7 posizioni indietro rispetto a Gutierrez e gli è finito addirittura 2 davanti. I punti sarebbero stati il coronamento della giornata, ma senza ritiri davanti a lui oggi era oggettivamente un risultato complicato da portare a casa.

JENSON BUTTON – 7. Il suo è un ritiro-non ritiro che lascia poche certezze e molti dubbi non solo sul suo futuro, ma anche su quello di Fernando Alonso. Comunque, giusto per farsi rimpiangere nel corso del prossimo anno dai suoi tifosi, si esibisce in una bella prestazione, che lo porta a chiudere davanti all’asturiano e ad ingaggiare una bella battaglia sia con lui che con Gutierrez. Termina doppiato, ma che Monza per la McLaren-Honda sarebbe stata un calvario lo sapevano tutti da parecchio tempo.

ESTEBAN GUTIERREZ – 4. La sua partenza è spaventosa: riesce da 10° a transitare 18° dopo appena un giro, vanificando tutto il buono messo in mostra durante le Qualifiche dove era invece riuscito a sfruttare una Haas sembrata in gran forma grazie alla PU Ferrari aggiornata. Poi rincorre, ma nella maniera affannosa di chi sa di aver perso una grande occasione. Chiude mestamente 13°, doppiato, una gara che forse aveva immaginato in maniera leggermente differente.

FERNANDO ALONSO – 5,5. Soffre per tutto il weekend, accusando il confronto con Button tranne nelle qualifiche, poi una strategia con una sosta in più lo relega nelle retrovie e gli fa sfruttare la gomma nuova solamente per togliersi l’effimera soddisfazione di aver realizzato il giro più veloce in gara. Ma Nando vuole altro, e la risata ironica ed amara – e forse effettivamente un po’ irrispettosa – in risposta al Team Radio che gli diceva che sarebbero stati – forse – in grado di riprendere Grosjean tenendo quel ritmo ne è la prova più lampante.

CARLOS SAINZ – 6,5. La Toro Rosso è ferita, sta per essere…”matada”. Sulle due piste più di motore della stagione la STR11 arriva spompata, pronta per essere colpita dalle PU aggiornate nelle loro ultime – o quasi – versioni del 2016. Lo spagnolo corre in maniera solida come al solito limitando i danni e tenendosi dietro vetture con propulsori più performanti, ma da qui alla fine dell’anno la stagione rischia di assumere le sembianze di un calvario. Il banco di prova sarà Singapore: lì vedremo se l’ottimo telaio della Scuderia faentina potrà ancora fare la differenza.

MARCUS ERICSSON – 6. Ha quantomeno il merito di provarci. Opta per la scelta strategia dei due Mercedes, ma la C34 non è la W07 ed i risultati si vedono. Si tiene dietro solamente una disastrosa Renault ed un ancora troppo acerbo Ocon. Ma, visto com’è andato il GP di Monza per Nasr, ha di che essere soddisfatto.

KEVIN MAGNUSSEN – 6. Voto politico, dato sulla fiducia perché con questa Renault proprio non si può fare nulla. Il motore è lo stesso della RedBull, ma sulle RB12 vola e sulle RS16 arranca, segno che i problemi non sono di certo solamente nei CV che – a dire dei francesi – ancora mancano. Almeno, come Ericsson, arriva al traguardo.

ESTEBAN OCON – 5. E’ alla sua seconda gara, ok, ma il confronto con Wehrlein stavolta è davvero impietoso. Se a SPA il tedesco aveva rovinato tutto con un errore da principiante, camuffando un paragone scomodo, a Monza Ocon deve ringraziare che la Manor di Wehrlein si ammutolisca in gara, altrimenti sì che avrebbe avuto di che riflettere. E non basta, come giustificazione, il fatto che anche lui sia stato appiedato due volte. Il duello per diventare il prossimo alfiere Mercedes, finora, lo sta perdendo.

DANIIL KVYAT – 5. Che dire? E’ in crisi nera, mentale ancor prima che di risultati. A Monza esce in Q1, quando Sainz accede in Q2, poi si becca una penalità per eccesso di velocità in Pit Lane ed infine è costretto al ritiro. In più, come se non bastasse, iniziano a circolare voci – smentite, ma con Marko non si sa mai… – circa un suo possibile appiedamento già in occasione del GP di Singapore per far salire Pierre Gasly sulla sua Toro Rosso. E pensare che tutto questo delirio ha avuto inizio dopo un podio…

PASCAL WEHRLEIN – 8. Qualifica eccezionale, con l’accesso in Q2 meritato e gestito bene, al punto da tenersi dietro anche diverse vetture, tra cui spicca Button. Si esibisce in una grande partenza che lo aveva addirittura portato ai margini della zona punti, poi però la sua MRT05 lo lascia a piedi all’altezza della Prima Variante e pone fine ad una gara che Pascal stava gestendo benissimo. Che fosse un pilota abbastanza veloce lo si era intuito. Ora che è arrivato Ocon sembra però essere ulteriormente migliorato.

JOLYON PALMER – 6. La sua unica colpa è quella di aver cercato di sopravanzare Nasr. Guardando il replay si nota come lui fosse già al limite con le gomme sul cordolo e come tenga la posizione per non finire nella via di fuga, tanto che i Commissari penalizzano Nasr per il contatto e non lui. Un contentino, a fronte di una gara totalmente rovinata. Anche pur nella prospettiva di poter fare poco più di un piazzamento.

FELIPE NASR – 4,5. Ok, la Sauber non gli avrebbe permesso di lottare neppure per i punti, ma proprio per questo c’era bisogno di stringere così alla morte Palmer all’esterno della Prima Variante? Poteva sfruttare la maggior potenza della PU Ferrari per tenergli testa in Curva Grande, e invece no. Rovina la sua gara e quella di Palmer, costringendo entrambi al ritiro.

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