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Ancora Audi nel WEC: alla R18 #8 la Pole nella 6 H del Messico. Soffrono le Ferrari di AF Corse

42 millesimi di secondo. E’ questo il distacco che divide le prime due LMP1 dello schieramento del FIA WEC al termine delle Qualifiche della 6 Ore di Città del Messico, che si svolgerà dalle 20:30 di domani sera (ora italiana) sul circuito Hermanos Rodriguez che a breve tornerà ad accogliere nuovamente la F1.

Davanti a tutti, per la terza volta nel corso di questa Stagione 2016, c’è un’Audi R18 e-Tron Quattro, in questo caso la #8: la LMP1 di Ingolstadt, affidata all’equipaggio formato da Di Grassi-Duval-Jarvis ha infatti chiuso con il crono medio di 1’25”069, che gli ha permesso di posizionarsi appena davanti ai diretti rivali – nonché attuali leader del Mondiale – della Porsche 919 Hybrid #2. La LMP1 di Stoccarda si è infatti piazzata al secondo posto, con Jani-Lieb-Dumas che come tempo combinato hanno avuto un 1’25”111 che li ha lasciati indietro, per l’appunto, solamente di 42 millesimi, probabilmente tutti accumulati a seguito di un lungo di Neel Jani durante il suo tentativo. Il rammarico, se per gli uomini di Zuffenhausen è tanto, lo è però ancor di più per l’altra R18, la #7 di Fassler-Lotterer, rimasti ancora una volta orfani di Benoit Treluyer che, dopo essere stato inizialmente ammesso alla Gara, è stato dichiarato “unfit” a causa delle conseguenze di un incidente mentre si allenava in MTB. André Lotterer, infatti, è stato il più rapido dell’intera sessione con il suo 1’24”763, ma Marcel Fassler una volta salito al volante della R18 non ha saputo mantenere il ritmo ed è lentamente scivolato indietro, finendo 4° per poi risalire sul podio virtuale solamente negli ultimi minuti della Sessione, ripresa a seguito di una bandiera rossa sventolata a causa di un incidente per l’Alpine di Lapierre. Dietro il duo della Casa dei Quattro Anelli ci sono poi i Campioni del Mondo in carica, ovvero la Porsche 919 Hybrid #1 di Hartley-Bernhard-Webber, oggi autori di un tempo combinato di 1’25”400, sufficiente per staccare rispettivamente di 560 e 934 millesimi le due Toyota TS050 Hybrid-Hybrid, con la #5 dei soli Buemi-Nakajima a precedere la vettura gemella #6 di Sarrazin-Conway-Kobayashi. La sfida in LMP1, comunque, sembra ancora essere un affare privato tra Audi e Porsche, con la prima che si trova particolarmente a proprio agio nella parte guidata dell’autodromo e con la seconda che, nonostante l’altitudine, può ancor far valere la maggiore potenza del propulsore.

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In LMP2, invece, ad avere la meglio è la Ligier #43 di RGR Sport dell’equipaggio Gonzales-Senna-Albuquerque, che ha chiuso le Qualifiche con il tempo combinato di 1’35”485, sufficiente per rifilare poco meno di 4 decimi alla seconda in Classifica, la Signatech Alpine #36 di Lapierre-Menezes-Richelmi, che ha però chiuso anzitempo la propria sessione a causa di un crash. 3° posto per la Gibson #42 dello Strakka Racing di Kane-Williamson-Leventis, a quasi sei decimi dalla prima della classe, che precede a sua volta la Oreca #26 di G-Drive guidata da Rust-Brundle-Rusinov.

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La sorpresa arriva poi in GTE-Pro: l’altitudine del circuito Hermanos Rodriguez infatti gioca un brutto scherzo ai motori turbo, che sembrano accusarla non poco. Ecco perché davanti a tutti si piazzano le “vecchie” Aston Martin Vantage con i loro V8 aspirati, che si tengono dietro sia le Ferrari 488 che le Ford GT. Prima della classe è la Aston #95 di Thiim-Sorensen, con il crono combinato di 1’40”458, che precede la vettura gemella #97 di Turner-Stanaway con il loro 1’40”600. A Bruni-Calado, a bordo della 488 #51 di AF Corse, il compito di dare fastidio alle due GT inglesi partendo dalla terza casella dello schieramento, con un crono più lento di circa 6 decimi che è però comunque più veloce di quello della Porsche 911 RSR #77 del Dempsey Proton Racing affidata a Lietz-Christensen, autori di un 1’41”322. Prima di trovare una Ford GT c’è anche spazio per l’altra Ferrari di AF Corse, la 488 #71 di Bird-Rigon, che ha chiuso in 1’41”426, precedendo proprio la prima GT dell’Ovale Blu, la #66 di Mucke-Pla, autori di un 1’41”523 che li relega ad oltre un secondo di ritardo dal crono della prima Aston Martin. Peggio è andata però all’altra GT, la numero #67 di Tincknell-Priaulx-Franchitti, che è rimasta parecchio attardata visto che…non si chiudeva la portiera al lato guida, costringendo i Commissari a bloccare la macchina ed a chiedere l’intervento dei meccanici per motivi di sicurezza.

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La situazione non cambia al vertice neppure in GTE-Am: anche lì infatti è una Aston Martin a fare la voce grossa, con la #98 di Dalla Lana-Lamy-Lauda che chiude in 1’42”437, andando a precedere un agguerritissimo terzetto di Porsche. Seconda infatti è la 911 RSR #88 di Al Qubaisi-Heinemeier Hansson-Long a 402 millesimi di ritardo, che precede a sua volta la #86 di Wainwright-Carroll-Barker e la #78 di Ried-Henzler-Camathias. Qualifiche deludenti, invece, per gli attuali Leader di classe Perrodo-Collard, che non sono riusciti ad andare oltre un 1’43”880 che li relega in ultima posizione con la loro Ferrari 458 Italia GTE.

Come sempre, ci sono tutti gli ingredienti per aspettarsi una gara tirata e combattuta in tutte le proprie fasi. Anche perché a quanto pare, a rimescolare ulteriormente le carte, ci penserà la pioggia prevista per domani…

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