Indy Mid-Ohio: Pagenaud vince, Aleshin e Daly si mangiano le maniIndyCar Series news 

Indy Mid-Ohio: Pagenaud vince, Aleshin e Daly si mangiano le mani

Indy Mid-Ohio: Pagenaud vince, Aleshin e Daly si mangiano le mani

Hanno provato a fermarlo, ma Pagenaud ha vinto ancora. Il francese vince la tappa in Mid-Ohio, a Lexington, davanti al compagno e rivale Will Power. Una bandiera gialla aveva scaraventato prima Aleshin e poi Daly davanti a tutti, ma alla fine le loro favole si sono infrante. Irresistibile Pagenaud, che con grande determinazione ha sorpassato Power quando l’australiano l’ha passato ai box e ha poi marciato trionfalmente fino alla vittoria. Peccato per l’assenza di Luca Filippi, scaricato da Coyne in favore di Enerson, giovane della IndyLights al debutto assoluto. Una gara che ha riservato soddisfazioni anche alla Honda, che ha concluso 5 a 5 con la Chevy nel conto delle auto in Top 10. Ma andiamo con ordine.

Partenza pulita, anche se Newgarden ha provato a insidiare Power. A sprofondare nelle retrovie Scott Dixon, su cui Ganassi scommette per il campionato: ma la scelta delle gomme dure non è stata eccezionale. Il neozelandese (che dall’anno prossimo perderà la sponsorizzazione Target) riesce però a sorpassare Hinchcliffe al quinto giro. La gara si corre all’insegna del duello tra Pagenaud e Power. L’australiano insegue il francese ma il gap non si chiude. E così la corsa avanza fino ai pit-stop: le danze le apre Conor Daly al decimo giro. Gli altri però rientrano alla spicciolata, si fanno aspettare.

Prima Enerson al giro 11, poi Pigot al 12. Finché Dixon getta la spugna e rientra al giro 13 assieme a Bourdais: prova a scommettere sulle morbide e recuperare il gap. Anche Castroneves cerca le gomme soft, ed esce davanti a Dixon: tra i due scatta il duello, che culmina in un crash al giro 16. L’alfiere di Ganassi è costretto al ritiro, ed entra in pista la pace car. Così il brasiliano si è avvantaggiato alla grande, avendo già pittato. Al giro 17 mezza griglia torna ai box, ma i rapporti di forza non cambiano in maniera significativa. In testa, Montoya, Andretti e Chilton.

La ripartenza è al giro 20, e il colombiano di Penske riesce a respingere gli assalti del nipote d’arte, mentre Aleshin scala una posizione. E Castroneves che navigava in quinta posizione ha perso la macchina alla tornata numero 21: frenata ritardata, finisce sullo sporco e perde la macchina. Al 23° giro è costretto a rientrare ai box per cambiare l’ala posteriore. Quando Montoya ritorna ai box, Aleshin assume il comando della corsa e lo mantiene per parecchi giri: il pilota russo va alla grande, visto che ha già pittato. Nelle posizioni di rincalzo Conor Daly consolida la sua Top10 (conquistata grazie al pit anticipato). E quando Newgarden deve farsi doppiare, Aleshin accelera: così il russo sfrutta la scia e abbassa ancor di più i suoi tempi, aprendo il gap dal nuovo secondo, Munoz.

Indy Mid-Ohio: Pagenaud vince, Aleshin e Daly si mangiano le mani

Ricominciano i pit-stop dal 39mo giro con Bourdais ed Enerson. Mikhail Aleshin rientra un giro dopo per montare le dire assieme a Carlos Munoz. Altri ancora tornano nella pit-lane: Rahal e Hawksworth tra questi. In testa ritorna Pagenaud, ma per 2 giri: alla 42ma tornata anticipa il compagno Power e cerca di bruciare l’australiano, al punto da lottare immediatamente con Carlos Munoz prima e poi a difendersi da Andretti. Power rientra tre giri dopo… e cede la leadership ad Aleshin. Ma c’è una bella differenza: Power è davanti Munoz, quindi davanti Pagenaud. E il francese deve reagire. Per questo sferra un sorpasso su Munoz per accorciare il gap, e si incolla agli scarichi del rivale. Ma più in là non riesce ad andare, e la gara si paralizza.

Fino alla terza tornata dei box nulla cambia: Aleshin (che monta gomme dure) mantiene un bel distacco sulla coppia Power-Pagenaud che va su gomme morbide. Poi al giro 61 l’inglese Hawksworth esce di pista e va sbattere contro il muro! È subito caution. L’inglese è finito sull’erba nel tentativo di difendersi da Andretti. Aleshin quindi può rientrare con pista “gialla”, difendendosi dai rivali che avevano ancora carburante per qualche giro. Tutti entrano al giro 62. Ma per il russo la gioia è molto breve: si tocca con Newgarden, danneggia il muretto e regala la gara ai rivali. Un gran peccato per Aleshin, che aveva indovinato tutto in questa corsa. Un unsafe release che gli costa tutto.

Si riparte al giro 65: Daly guida la gara perché non ha pittato. Pagenaud dietro Power ha uno spunto incredibile e prende a ceffoni il compagno di squadra, rischiando il tutto per tutto e toccandolo più volte. A inizio del 67mo giro Pagenaud riesce a rimpossessarsi della seconda posizione, la prima virtuale. Kimball e Rossi dal canto loro hanno avuto un brutto restart, andando fuori pista. Si accende intanto un duello tra TK e Rahal, con quest’ultimo che guadagna la posizione su Kanaan nel corso del 68° giro. Con 5 passaggi in più sul groppone, Daly ha problemi a concludere la corsa. Gli altri piloti lo sanno e rallentano, lasciando che la prima guida del Dale Coyne si affanni ad ampliare il gap: dovrà effettuare uno splash&go (rifornimento lampo) e cercare di perdere meno posti possibili. Dietro arranca Hunter-Reay, che continua a perdere posizioni, persino a beneficio di Pigot: problemi tecnici a 11 giri dalla fine?

84° giro: Pagenaud rientra ai box per uno splash di 5,2 secondi. Ottavo posto dietro Hinchcliffe, buon risultato per il rookie americano. Ma il colpo di scena scoppia all’88° passaggio. Sebastien Bourdais va addosso a Takuma Sato, che però riesce a ripartire. Un incidente che vanifica la quarta e quinta posizione che i due erano riusciti a perfezionare. Nel frattempo Pagenaud incassa e ringrazia: blinda la sua vittoria con un passo strepitoso, e riporta in saccoccia 11 punti di vantaggio su Power, incrementando la sua leadership raggiungendo 62 lunghezze di vantaggio.

Marco Di Geronimo

Nato a Potenza il 30 giugno 1997, sono un appassionato di Formula 1 e automobilismo sportivo in generale – di cui mi piace “scoprire” le serie più particolari. Per Italian Wheels seguo la IndyCar e la Formula E. Scrivo di motori anche su Talenti Lucani.

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