Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming8 Ore di Suzuka news WSBK 

Speciale 8H Suzuka 2016: Storia, Segreti, Analisi, Orari Diretta TV e Streaming

Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming

Il conto alla rovescia alla 39° edizione della 8 Ore di Suzuka è ormai prossimo allo scadere, e come ogni anno il fermento che questa gara genera risulta essere sempre palpabile. Se, infatti, è inutile sottolineare quanto, in Giappone, gli appassionati aspettino con trepidazione questo evento dai connotati epicamente romantici, anche in Occidente – specialmente dopo la scorsa edizione che ha visto il ritorno in una competizione motociclistica di Casey Stoner – la 8 Ore di Suzuka ha finalmente fatto breccia del cuore dei fan di tutto il mondo e quest’anno, infatti, la copertura televisiva dell’evento raggiungerà ben 198 paesi. Un numero impressionante per una gara che fino a poco fa era tornata ad essere ad appannaggio di una ristretta nicchia di “fanatici”.

Dopo però la grande attesa per Casey Stoner del 2015, questo 2016 invece ci riporta ad una grande sfida tra le case costruttrici: Yamaha, infatti, dopo lo storico successo al debutto della sua nuova R1 vuole assolutamente confermarsi come la moto più competitiva del Giappone. Ma le avversarie scenderanno in pista con il coltello fra i denti: Honda, infatti, dopo la clamorosa esclusione dovuta all’acceleratore bloccato della CBR – che ha spedito contro le barriere dell’Hairpin proprio Casey Stoner (procurandogli la rottura della tibia) – non vuole più sfigurare ed anzi, riprendersi con forza quello che a Tokyo sentono come qualcosa di loro proprietà. Ed inoltre non va dimenticato che proprio Suzuka è una pista di proprietà della Casa Alata. Kawasaki, invece, che partiva lo scorso anno come assoluta favorita – salvo poi ritrovarsi già con la gara buttata nel corso del solo giro di ricognizione a causa di un guasto meccanico – è pronta a portare al debutto la nuovissima Ninja con la quale sperano di riportare ad Akashi l’alloro di Suzuka, che manca purtroppo dal lontano 1993, anno in cui gli uomini in verde vinsero la loro prima ed unica 8 Ore. Infine, poi, c’è la GSX-R1000: moto campione del mondo in carica del mondiale endurance che, nonostante i suoi anni, continua a dimostrare una grandissima competitività nell’ambito delle gare di durata, gli uomini di Hamamatsu desiderano ardentemente di portarla alla vittoria, perché questo sarà il suo ultimo anno prima dell’apparizione della nuova Gixxer.

Italian Wheels dedica, quindi, questo Speciale che vuole essere la Guida Definitiva all’appuntamento endurance nipponico per antonomasia, per conoscere tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere.

IL TRACCIATO

Quello di Suzuka è uno degli autodromo più importanti ed originali del mondo. Inaugurato nel 1962 e di proprietà della Honda, il tracciato giapponese è caratterizzato da una lunghezza totale di ben 5807 m., nei corso dei quali si snodano 17 curve: 10 di queste sono a percorrenza verso destra mentre solo 7 sono quelle verso sinistra; a rendere incredibilmente affascinante questa pista è poi l’alternanza di sezioni velocissime, come la curva 130R, ad altre di estrema difficoltà tecnica, come la sequenza Snake ed Anti-Banked. Non va poi dimenticato un punto saliente come l’Hairpin dove ogni anno si verificano numerosi incidenti (clamoroso fu proprio quello di Stoner nella scorsa edizione) e la CASIO Triangle, difficile variante finale che stressa particolarmente la gomma anteriore e che si rende anch’essa teatro di numerose cadute che, a differenza però di quelle che avvengono all’Hairpin, risultano essere mere scivolate dopo le quali i piloti riescono quasi sempre a ripartire.

Suzuka Circuit track info

STORIA

La prima edizione della 8 Ore fu organizzata nel 1978: vi parteciparono moto di diverse categorie, tra le quali la top-class TT Formula 1, ovvero prototipi spinti da motori derivati dalla serie, e furono presenti moto di produzione di tutte le quattro grandi case nipponiche: Kawasaki-Honda-Yamaha-Suzuki. Fu proprio una moto della factory di Hamamatsu a trionfare in quella lontana e leggendaria primissima edizione: la GS1000.

Il format dell’evento rimase quindi immutato fino al 1993, l’anno della grande rivoluzione: la popolarità delle gare Superbike aveva spostato prepotentemente il fulcro dell’attenzione degli appassionati, attirati maggiormente dal vedere la propria “stessa” moto correre nel Mondiale delle Derivate dalla Serie piuttosto che prototipi lontani da quanto potevano trovare nel garage di casa. Questo fatto fece sì che gli organizzatori optassero per l’abolizione della TT Formula 1, proprio mentre le Case diedero inizio ad una produzione di moto sportive stradali sempre più pensate all’impiego nel mondo delle corse.

Nessun altro radicale cambiamento regolamentare è stato introdotto negli anni successivi, se non nel 2009 quando dai tradizionali due piloti per equipaggio, si passò agli attuali tre.

Fu però nel pieno degli anni ’80 che la 8 Ore raggiunse il suo massimo picco di popolarità, passando però dai circa 130.000 appassionati dell’epoca d’oro ai circa 65.000 di qualche anno fa. Artefice del vero e proprio rilancio della 8 Ore fu l’ex-MotoGP e SBK ed attuale manager-pilota Yukio Kagayama, che chiamò l’indimenticato ed ancora velocissimo Kevin Schwantz, tre anni fa, ad unirsi nel suo equipaggio in sella alla Gixxer. Grazie ad un’operazione simile Kagayama è riuscito a riportare clamore ed interesse in una gara che era da troppo tempo a puro appannaggio dei soli piloti ed appassionati locali, riportando così il numero di spettatori della domenica ad oltre 85.000 (numero soggetto attualmente ad un trend in continua crescita) e soprattutto l’attenzione dei media internazionali.

Nel corso degli anni, infatti, tantissimi sono stati i piloti della massime categorie del motociclismo mondiale a prendere parte alla competizione: da Wayne Rainey a Scott Russell, da Aaron Slight a Colin Edwards, Valentino Rossi, Daijiro Kato e ancora tantissimi altri. Tutti piloti che hanno vinto ed hanno dato prestigio alla corsa, tanto che per vedere il primo equipaggio giapponese vincitore a Suzuka si dovette aspettare la  5° Edizione, nel 1982, con i piloti Shigeo Lijima e Shinji Hagiwara.

Ma se dal 2003 in poi, però, con la progressiva perdita d’interesse da parte degli appassionati si assistette anche ad un dissanguamento dei top-rider mondiali (cosa che ha permesso di realizzare una striscia continua di soli piloti nipponici trionfanti dal 2003 al 2011), negli ultimi anni le Case hanno operato una significativa inversione di tendenza, che mira a portare in gara i propri piloti ufficiali MotoGP e/o SBK facendogli fare squadra con i propri piloti di punta della JSB1000 (il Campionato Superbike giapponese).

Lo scorso anno, infatti, tra i piloti di livello mondiale erano presenti: Casey Stoner, Pol Espargarò, Bradley Smith, Michael VD Mark, Alex Lowes, Noriyuki Haga, Ryuichi Kiyonari, Toni Elias, Dominique Aegerter, Ratthapong Wilairot, Anthony Delhalle, Etienne Masson, Vincent Phillipe, Gregory Leblanc, Fabien Foret, Matthieu Lagrive, Azlan Saha Kamarukama e HA Yudhistira.

In quest’annata, invece, prenderanno parte alla gara: Leon Haslam, Nicky Hayden, Michael VD Mark, Alex Lowes, Noriyuki Haga, Ryuichi Kiyonari, Pol Espargarò, Katsuyuki Nakasuga, PJ Jacobsen, Dominique Aegerter, Akira Yanagawa, Yukio Kagayama, Ratthapong Wilairot, Fabien Foret, Joshua Brookes, Nobuatsu Aoki e ancora tantissimi altri. [QUI la Entry List completa]

L’ALBO D’ORO DELLE CASE

Se c’è un Costruttore che più di tutti ha impresso il proprio segno nella storia della 8 Ore, quello è sicuramente la Honda: la Casa Alata di Tokyo, infatti, che trova la prima vittoria con la CB900 già al termine della 2° edizione nel 1979, è stata autrice di ben 27 vittorie totali, di cui 10 realizzate consecutivamente tra il 1997 ed il 2006, per essere poi interrotta nel 2007 dalla Suzuki.
(Non deve stupire, però, che la Honda abbia collezionato tutti questi successi, essendo Suzuka una pista di proprietà della Casa stessa, dove vincitori come Tohru Ukawa e Shinich Itoh hanno macinato infiniti Km nei panni dei collaudatori della Casa Alata).

Proprio la Suzuki, infatti, calca il secondo gradino del podio con un totale di 5 vittorie; un numero certamente esiguo ma che vanta tuttavia l’onore del successo alla primissima edizione del 1978.

Alla Suzuki fa seguito, quindi, la Yamaha: la Casa dei tre diapason è a quota 5 vittorie, delle quali però 2 ottenute consecutivamente e l’ultima, invece, lo scorso anno. La vittoria arrivò per mano dei due piloti MotoGP del team Tech3, Pol Espargarò e Bradley Smith, e della leggenda giapponese Katsuyuki Nakasuga.

Male invece la Kawasaki, la cui unica vittoria risale al 1993, quando il duo Scott Russell-Aaron Slight portò alla conquista di Suzuka la mitica ZXR-7; moto con la quale nello stesso anno Russell vinse il primissimo Titolo mondiale SBK della Kawasaki (vent’anni prima del secondo successo con Tom Sykes e la ZX-10R).

Pur essendo presenti in gara anche moto europee come Ducati e BMW, fino ad oggi nessuna motocicletta “gaijin” (“straniero”, in giapponese) è riuscita a conquistare il primo gradino del podio di Suzuka.

suzuka 8 hours podium

LA POLE-POSITION: QUESTIONE DI ONORE E GLORIA

Essendo quella di Suzuka una partenza nel classico “Stile Le Mans”, fare la Pole Position non è minimamente un fattore essenziale per vincere la gara. Certamente, cercare di posizionarsi il più in là possibile verso la prima posizione rappresenta un piccolo vantaggio, ma la ricerca della Pole Position ha per i piloti giapponesi tutto un altro significato: accedere alla “Top 10 Trial” (le Qualifiche per i primi migliori 10 team) e conquistare la Pole ha per molti piloti la stessa importanza di vincere la corsa, perchè il nome del Pole-man rimarrà per sempre inciso nella storia della 8 Ore.

Nota: solo 2 piloti sui 3 dell’equipaggio possono prendere parte alla Top 10 Trial ed ambire alla Pole Position. Il migliore dei due crono verrà preso come riferimento per il team.

STRATEGIA PIT-STOP: LA CHIAVE PER LA VITTORIA

Durante un pit-stop, solitamente, vengono cambiate le gomme, viene fatto il rifornimento ed eseguito il cambio pilota: è chiaro quindi che il fattore tempo diventi determinante. Attualmente i team ufficiali e semi-ufficiali riescono ad eseguire l’intera operazione in appena 15/17 secondi, ma è proprio in questa fase che si può vincere o perdere tutto. Un pit-stop che ecceda di qualche secondo di troppo il tempo standard può far perdere all’equipaggio posizioni importanti ai danni degli avversari ed anche la gara, ma anche un pit-stop troppo veloce può risultare fatale perché nella foga diventa facile commettere un errore. Ed a Suzuka, grandi o piccoli, gli errori si pagano a caro prezzo.

Generalmente, la maggior parte delle squadre (che sono team privati) adottano una strategia ad 8 soste, il che significa che ogni pilota sarà impegnato in stint compresi tra i 23 ed i 25 giri ciascuno. Chi vince a Suzuka, però, sono coloro che riescono a realizzare una strategia a 7 soste, il che significa stint da 27-28 giri per pilota.

Ma perché solo gli ufficiali riescono ad adottare questo tipo di strategia? La chiave di lettura sta nella preparazione del motore: i propulsori dei top-team hanno alte potenzialità, il che permette alle squadre di settarli in modo che possano erogare anche meno potenza così da conservare più carburante e portare a termine, quindi, stint più lunghi. I team privati a basso budget, invece, sono costretti a spremere sempre al massimo i propri motori per cercare di competere con i top-team, ma questo fa sì che i consumi risultino decisamente più alti, costringendoli ad adottare la strategia ad 8 soste.

Pit Stop 8 Ore di Suzuka team Honda F.C.C.

L’INGRESSO IN PIT-LANE FA UN’ENORME DIFFERENZA

L’ingresso per la Pit-Lane, situato in fondo al velocissimo tratto in uscita dalla curva 130R ed appena prima della variante CASIO Triangle, rappresenta uno dei punti chiave – anche se poco visibile agli occhi dei meno esperti -della corsa: se è vero infatti che la velocità di percorrenza dopo la Pit-lane line non può superare i 60 Km/h, non c’è nessuna regola che specifichi a quale velocità può arrivare una moto subito prima di tale linea di demarcazione.

Ne consegue, quindi, che, se i piloti meno esperti inizino a rallentare la propria velocità dopo la 130R, i veterani ed i più esperti frenano appena prima dell’ingresso della Pit-Lane, arrivando a guadagnare anche 10 secondi di vantaggio su un avversario. Anche l’ InLap diventa, quindi, di fondamentale importanza: molti piloti, quando rientrano in pista dopo un pit-stop, possono essere più lenti di ben 20 secondi rispetto ai giri successivi: questo perché spesso le gomme presentano ancora temperature troppo basse o perché il pilota vuole accertarsi con scrupolo che la moto non abbia alcun tipo di problema.

Ma se si vanno a sommare i 10 secondi persi nell’Outlap ed i 20 dell’Inlap, anche riuscendo a girare un secondo al giro più veloce dell’avversario di riferimento, occorreranno 30 giri per recuperare il gap perduto (ovviamente, escludendo errori della concorrenza), e cioè non basterà l’intero nuovo stint.

Ecco perché alla 8 Ore di Suzuka essere solamente veloci non basta: la competizione più pura verte davvero tanto su piccoli – ma fondamentali – aspetti come questi.

I GIRI FINALI IN NOTTURNA: CHI LI CORRE?

La 8 Ore di Suzuka termina tradizionalmente verso le 19:30, ma il tramonto cala alle 18:30 e ciò significa che l’ultima ora viene corsa in notturna. Essendo la notturna, infatti, la fase più caratteristica ed emozionante dell’intera gara, è facile pensare che sarà lo star-rider, il “nome” più importante del team, a correre quest’ultimo stint. Ma è davvero così? In realtà no.

Quando cala il sole, infatti, correre ad oltre 300 Km/h diventa assai più difficile di quanto già non lo sia nella fase diurna; con il buio poi la visione si offusca e lo scenario agli occhi del pilota cambia drasticamente. Può essere davvero spaventoso per coloro i quali non hanno mai sperimentato la guida sportiva al buio, il che renderebbe il proprio ritmo significativamente più lento giro dopo giro.

Speciale 8H Suzuka: Info, Orari Diretta TV e Streaming (2)

Ecco perché a scendere in pista durante gli ultimi 50 minuti è sempre il pilota che ha maggiore esperienza con la guida al buio. Certamente, spesso questo pilota coincide con la star del team, ma è un discorso largamente più veritiero se rapportato agli equipaggi di soli giapponesi, poiché è difficile che anche top-rider provenienti dalla MotoGP possano essere in grado di affrontare questo stint al pari di piloti nipponici non nuovi alla notturna.

PROGRAMMA, ORARI DIRETTA TV E STREAMING
(*gli orari che seguiranno saranno quelli italiani)

Venerdì 29 luglio

Ore 01.30 – 03.30: Prove Libere 3
Ore 04.30 – 06.00: Qualifiche 1 (Pilota1-Pilota2-Pilota3)
Ore 08.10 – 09.40: Qualifiche 2 (Pilota1-Pilota2-Pilota3)
Ore 11.00 – 12.30: Prove Libere in Notturna

Sabato 30 luglio

Ore 07.15 – 08.00: Prove Libere (saranno i team delle finali)
Ore 08.20 – 09.45: Top 10 Trial

Domenica 31 luglio

Ore 01.30 – 02.15: Warm-Up Laps
Ore 04.30 – 12.30: Gara

La Diretta TV sarà disponibile a partire dalle ore 04.15, con il collegamento da Suzuka, e sarà trasmessa su Eurosport 2  (Canale 211 di Sky) e su Mediaset Premium (Canale 373).

Per quanto riguarda il Live Streaming, potrete guardare QUI la 4H, le prove libere, le qualifiche e la Gara con il commento in giapponese. Il sito USTREAM fornisce infatti un servizio fruibile sia da pc, sia da tablet che da smartphone. E’ poi possibile, inoltre, “puntare” tutte le sessioni con la funzione “Ricordami”, con la quale riceverete una mail dal sito che vi segnalerà la messa online della trasmissione. Vi ricordo inoltre che USTREAM fornisce anche l’app ufficiale da scaricare gratuitamente (sia per Apple che per sistemi Android) con la quale potrete guardare sul cellulare tutti gli appuntamenti della 8 Ore di Suzuka ma anche i diversi round del campionato JSB1000.

Per chi, invece, non avesse la possibilità di vedere la gara in diretta tv o streaming, vi segnalo l’account sia facebook che twitter “Speed of Japan – Suzuka 8 Hours Special” (sia in lingua giapponese che in inglese) che fornirà aggiornamenti costanti sui due social-network ed ovviamente i profili ufficiali FB e Twitter della FIM Endurance World Championship.

Ci teniamo, infine, a sottolinearvi che Italian Wheels assicurerà la propria copertura completa dell’intera gara, (come già fatto per la 24H di Le Mans) aggiornandovi minuto per minuto con la telecronaca della gara. Il Link sul quale poter seguire la nostra copertura verrà rilasciato sabato pomeriggio, appena dopo il Top 10 Trial.

Umberto Moioli

Sono nato a Monza il 9 gennaio 1993, ed ho iniziato a frequentare il paddock fin dalla più tenera età grazie a mio padre, ex pilota e team manager. Amo le corse, scrivere, e guidare tutto ciò che è scomodo, rumoroso e soprattutto veloce. Sono appassionato di roba Old-School e ho una visione parecchio romantica delle Corse.

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