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Marchionne e la pazza idea Brawn: Ross potrebbe tornare davvero in Ferrari?

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Dai proclami di vittoria di inizio Stagione ad una settimana di pausa, quella tra il GP d’Inghilterra ed il prossimo GP d’Ungheria, trascorsa a leccarsi le ferite. Riassumendola in maniera molto semplicistica, l’annata 2016 della Scuderia Ferrari, finora, è tutta qui. Dopo le rivoluzioni tecniche affrontate nel corso dell’inverno, dopo dei Test dove il gap con Mercedes sembrava prossimo ad essere colmato, dopo un GP d’esordio dove le Ferrari erano state davanti alle Mercedes salvo poi essere gabbate da un’intuizione strategica del muretto delle Frecce d’Argento, forse in pochi si aspettavano di arrivare al giro di boa di questa Stagione in queste condizioni, con la voce dei successi che recita ancora mestamente “0” e con un secondo posto in Classifica Costruttori che sembra vacillare sotto gli attacchi di una RedBull sempre più in palla, forte anche della quantità di gettoni “monstre” che Renault ha ancora nel taschino. Soprattutto non se lo aspettava Sergio Marchionne: lui, l’uomo che ha preso il posto di Luca Cordero di Montezemolo ereditando un ruolo che forse non gli è proprio congeniale, l’uomo che ad inizio Stagione continuava a parlare di Vittoria del Mondiale e che a Barcellona – e nei GP dell’allora immediato futuro – si attendeva almeno un trionfo delle monoposto made in Maranello. L’uomo che, da ormai diversi giorni, è nel Reparto Corse della Ferrari, a pianificare modifiche di organico che hanno del clamoroso.

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Si parte da un presupposto. James Allison, sotto la cui guida è nata la SF16-H, sarà libero di tornare in Inghilterra, rispondendo alla chiamata di eventuali Scuderie lì allocate (probabilmente Renault, che ha tuttora sede ad Enstone, o McLaren), per restare più vicino alla famiglia dopo la tremenda tragedia che lo ha visto sfortunato protagonista appena pochi mesi fa, quando una meningite fulminante si è portata via sua moglie. Allison, che avrebbe dovuto rappresentare la punta di diamante del pool di ingegneri di Maranello in questo 2016, per un crudele destino si è, improvvisamente, trovato ad essere l’anello mancante della catena per riportare in alto la Ferrari. Troppo il dolore, troppe le incombenze da padre di famiglia per riuscire a portare avanti un progetto difficile ed impegnativo come quello della SF16-H, la cui complessità aumenta esponenzialmente se la mente è sui render ed i grafici ma il cuore viaggia lontano, Oltremanica.

Andando quindi a perdere uno dei migliori ingegneri che il mondo della F1 sappia offrire, si rende necessaria agli occhi di Sergio Marchionne la presenza di una persona che sappia, quantomeno, riorganizzare strutturalmente l’organico della Scuderia Ferrari, a seguito di una rivoluzione che arriva pericolosamente a ridosso sia dell’ultima avvenuta in ordine di tempo – che risale appena allo scorso inverno – sia di uno dei più grandi stravolgimenti regolamentari della F1 moderna, quello al quale assisteremo nel corso del 2017. E la scelta, stando alle indiscrezioni riportate da Motorsport.com, è ricaduta su una vecchia conoscenza della Scuderia Ferrari: Ross Brawn. Il 61enne ingegnere inglese, artefice assieme a Jean Todt e Michael Schumacher della trafila pazzesca di successi targati Ferrari sotto l’egida di Montezemolo, sarebbe stato infatti contattato da un emissario di Marchionne proprio nei giorni scorsi, mentre si trovava in vacanza a Forte dei Marmi.

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L’idea iniziale, probabilmente, era quella di riportare Ross Brawn in pista a tempo pieno, tornare a farlo diventare il Direttore Tecnico della Scuderia, con tanto di presenza al muretto in ogni GP del Calendario. Pare però che lo stesso Brawn abbia declinato l’offerta, visto che non sembra essere disposto a distaccarsi dalla famiglia per tutto il tempo necessario a seguire ben 21 GP nell’arco di appena 8 mesi, mentre pare – perché lo ricordo, siamo ancora nel campo delle più totali indiscrezioni – che stia riflettendo sull’idea di riserva del Presidente Marchionne, ovvero quella che dovrebbe trasformarlo in una sorta di “Consulente Tecnico” della Scuderia. Un ruolo più blando, meno probante, ma comunque tangibile concretamente: Ross Brawn, in sostanza, dovrebbe lavorare per trovare quegli elementi umani che, inseriti nei giusti ambiti del Reparto Corse della Scuderia, possano portare alla quadratura del cerchio.

Brawn di sfide in pista ne ha affrontate e vinte tante (non ultima quella, clamorosa, con la BrawnGP), e proprio per questo è un profondo conoscitore della F1, che Marchionne – probabilmente con tutte le ragioni del mondo – ha individuato come la persona in grado di capire chi ed in quali ambiti possa servire per far fare alla Scuderia Ferrari quell’ultimo salto di qualità che le manca per essere al livello della Mercedes. Senza contare che, pur sacrificando molte banane, Ross Brawn ha lasciato nell’ambiente l’immagine di una persona molto pacata. Risoluta, decisa, ma pacata e quindi in grado di alleggerire il carico di tensione sulle spalle di chi lavora con lui. E, in attesa di sviluppi futuri, quest’ultimo aspetto non appare per nulla di poco conto in casa Ferrari, che di tensione sulle spalle, ultimamente, ne ha davvero troppa.

Senza contare che, negli ultimi giorni, sempre Motorsport.com ha riportato un’altra indiscrezione che vorrebbe Sebastian Vettel informarsi sulla durata del contratto di Nico Rosberg in Mercedes…

 

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